Manifesto per il killer di Lea Garofalo, sindacato Polizia: “è un oltraggio”

E' polemica dopo che il comune di Petilia Policastro ha deciso di partecipare al lutto per la morte del killer di Lea Garofalo

Il manifesto funebre per uno dei killer di Lea Garofalo con lo stemma del Comune di Petilia Policastro rappresenta un oltraggio a Lea e a tutte le vittime di mafia, soprattutto a pochi giorni dal 31esimo anniversario della strage di via d’Amelio. Occorre cancellare questa onta, l’amministrazione comunale rassegni immediatamente le dimissioni e chieda scusa alle Vittime ed allo Stato“. Lo afferma Giuseppe Brugnano, segretario nazionale del sindacato Fsp Polizia di Stato, a seguito della polemica nata sulla partecipazione ufficiale del comune in provincia di Crotone al funerale, con tanto di effige del Comune, di uno dei killer della testimoni di giustizia Lea Garofalo, morto suicida in carcere nei giorni scorsi.

Non avremmo mai potuto immaginare – dice Giuseppe Brugnano – che un killer che ha partecipato a un delitto così efferato potesse avere, con il suo decesso, gli onori e il rispetto delle istituzioni locali, compreso il via libera ad un funerale in grande stile. L’impegno costante per ricordare le Vittime di mafia, come avverrà in tutta Italia a giorni il 19 luglio per ricordare Paolo Borsellino ed i nostri colleghi della scorta, viene compromesso da gesti come quelli di Petilia Policastro, dove un omicida viene omaggiato tralasciando ogni riflessione. La morte cancella tutto, in parte è vero, ma – conclude Brugnano – non può cancellare la mafiosità di certi personaggi che tanto male hanno fatto sulla terra. Il sindaco di Petilia Policastro e l’intera amministrazione, senza giustificazione alcuna, rassegnino immediatamente le dimissioni e diano un segnale reale di discostarsi da questi squallidi personaggi che tanto male hanno fatto al nostro territorio”.