“Fin qui, nonostante siano passati 5 mesi di Governo, la risposta è stata sorprendente in positivo rispetto a quanto i precedenti Governi ci avessero abituato in termini di impegni presi. Sono state bruciate le tappe, è stato votato il decreto di riattivazione di Stretto di Messina S.P.A. ed è stata approvata la Legge che sancisce non solo i passaggi ma evidenzia come l’opera sia urgente e strategica per lo sviluppo del paese. Ad oggi il Ponte è Legge, seguendo l’iter del Mose, di TAP e TAV”. Queste parole sono state pronunciate dal Direttore di StrettoWeb, Peppe Caridi, intervenuto a Diretta Studio, il contenitore radiofonico di Gianni Agostino su Radio Gamma No Stop.
Peppe Caridi ha snocciolato alcuni dettagli su un argomento che nelle ultime settimane ha preso molto piede, alla luce dei grandi e rapidi passi in avanti del nuovo Governo sulla realizzazione dell’opera: “non ci sarà gara d’appalto – afferma il giornalista – perché l’idea del Ponte non nasce oggi. Chi diffonde scetticismo, blatera che la politica avrebbe preso in giro questa terra promettendo il Ponte e poi non facendolo, in realtà dimentica la storia. Il Ponte è stato portato avanti, progettato e finanziato negli anni di Berlusconi, con la realizzazione della variante di Cannitello nel 2009. E’ stato bloccato da Prodi prima e da Monti poi”.
Sui soliti dubbi legati a rischi sismici: “perché il Ponte regge? Basta guardare a tutti i Ponti del mondo in zone molto più a rischio sismico dello Stretto. Si possono verificare terremoti di magnitudo 7, 7.5, massimo. Ci sono posti come California, Giappone, Cile dove si possono verificare terremoti di magnitudo 9 e lì esistono ponti a campata unica molto lunghi che hanno già resistito a terremoti violenti ed estremi. Ci rendiamo conto – continua il Direttore di StrettoWeb – che quotidianamente ci sono bufale e fake news da smentire che rischiano di alimentare sfiducia e paure infondate rispetto alla realizzazione di un’opera che porterà solo enormi vantaggi per tutti, anche per coloro che ora si dicono contrari e che invece troveranno poi benefici straordinari”.
Sui tempi, il giornalista afferma: “da qui al transito e all’inaugurazione è verosimile pensare possa passare un decennio. E’ un’ipotesi positiva e ottimistica. Sull’inizio dei lavori c’è la scadenza del 31 luglio 2024, ravvicinata proprio perché il progetto e già approvato e va solo aggiornato. I tempi tecnici per costruirli sono di circa 4 anni, poi ci sono viadotti, gallerie e collegamenti stradali e ferroviari che andranno fatti su entrambe le sponde, soprattutto a Messina”.
In questi giorni c’è stato, chi pubblicamente (gruppi composti da pochissime persone) e chi meno, ha detto “no” all’opera. Ma perché? “Questa è una bella domanda – continua Caridi – che si dovrebbe rivolgere a loro. Io credo che siano posizioni esclusivamente ideologiche da un punto di vista politico. Questi fantomatici ecologisti, ambientalisti, che non sono amanti dell’ambiente reali, sono contrari a qualunque altra opera. Erano contrari a Mose, TAV, TAP e c’è una grande ipocrisia perché non mi sembra che queste persone vivano senza automobili, cellulari o comfort che la modernità ci consente di utilizzare per vivere meglio”.
Altro grande dubbio, dal momento che si parla di ambientalisti, è quello sul tanto decantato “deturpamento dell’ambiente”. Peppe Caridi spiega perché non ci sarà, ma anzi avverrà il contrario: “ci sarà una valorizzazione – afferma – Qui non si sta facendo qualcosa di nuovo, ma qualcosa che nel resto del mondo già esiste, anche in paesi meno sviluppati, come la Turchia; ci sono una decina di ponti nello Stretto dei Dardanelli tra cui l’ultimo inaugurato l’anno scorso a campata unica di oltre 2 mila metri. In nessun posto del mondo i ponti deturpano l’ambiente, basta andare su Google e vedere che i ponti abbelliscono, anche perché vengono illuminati negli orari notturni. Non ci sarà alcun deturpamento, sono solo bufale, ci sarà invece una straordinaria valorizzazione di alcuni territori come i laghetti di Ganzirri, Cannitello, Santa Trada”.
“Il Ponte – sottolinea – sarà l’opera più green della storia, sono stati pubblicati studi in merito che dimostrano come la costruzione del Ponte abbatte i livelli di inquinamento oggi provocati dal traghettamento. Vediamo oggi delle navi che scaricano in mare gas inquinanti. Non è un caso che a Messina e Villa ci siano i più alti tassi di tumore per smog a livello internazionale, anche questi sono studi pubblicati da Legambiente. Poi c’è un’associazione ambientalista molto importante, FareAmbiente, guidata dal Prof Vincenzo Pepe, colosso dell’ecologia internazionale, ovviamente schierato a favore proprio per questo. E’ ipocrita essere contrari al Ponte per questioni ambientali”.
Un altro grande dubbio, oltre a terremoti e ambiente, è quello del vento. Anche qui Peppe Caridi rassicura: “sono state fatte tutte le verifiche in galleria del vento. Il Ponte, a differenza dei traghetti che si fermano in caso di forte vento, rimarrà aperto h24 e 365 giorni l’anno. Sono stati sviluppati tutti gli studi. Il Ponte verrà realizzato con una tecnologia che resista fino ai 260 km orari, cioè un uragano di quinta categoria, che non c’è mai stato nel Mediterraneo”.
La costruzione del Ponte darà lavoro a 100 mila persone. “Ci sarà un grande piano di assunzioni sia da parte della società Stretto di Messina, sia da parte di Anas e RFI. C’è in programma l’Alta Velocità, i cui lavori sono già iniziati in Sicilia e a breve cominceranno in Calabria per collegare Reggio a Salerno. Il Ponte è l’ultimo tassello mancante di due Regioni che si stanno evolvendo in trasporti e mobilità e le ricadute occupazionali saranno straordinarie. Le stime del Ministero sono di 100 mila unità lavorative per questi 7-8 anni, che probabilmente diventeranno 10 per espropri e ricorsi. Ma questi sono posti di lavoro solo diretti, poi ci sarà l’indotto, ovvero tutte quelle imprese che nasceranno e si svilupperanno intorno al Ponte dal punto di vista turistico, dei servizi, del commercio”.
Infine, la questione pedaggio: “nel progetto del Ponte è anche prevista una riduzione di tariffa per il pedaggio, con previsioni di circa un terzo rispetto agli attuali costi di traghettamento. Parliamo di 16 euro per andata e ritorno con l’auto a fronte delle 40 euro di ora. Questo percorso comunque andrà approfondito perché c’è anche una linea di pensiero secondo cui non ci dovrebbe essere il casello, in quanto è un tratto autostradale”, conclude il Direttore di StrettoWeb.

