Un tifoso amaranto presente ieri sera a Marassi per Genoa-Reggina ha deciso di inviarci la sua cronaca del match direttamente dagli spalti. “La (mia) Reggina nella (mia) città adottiva. Uno scenario ed un palcoscenico da Serie A. Oltre 30 mila spettatori. Più di mille tifosi reggini”, ha definito l’atmosfera del “Ferraris”, senza dubbio bellissima e degna di ben altre categorie. “Coreografie, canti e fischi verso la Reggina (di paura, quando attaccava) da parte delle due gradinate del Ferraris”.
“Una partita – ha poi precisato – non certo bella, caratterizzata da molti falli. L’arbitro ha voluto condurre l’incontro sul gioco fluido, pochi fischi, poche anche le ammonizioni, ad esclusione del rosso finale a Sturaro. Una conduzione a mio avviso inattaccabile, compresa anche la decisione sul presunto fallo di rigore del difensore rossoblù”, ha voluto puntualizzare in relazione a un episodio contestato da Menez e Inzaghi a fine gara. “Una squadra, il Genoa, di altra categoria, costituita da campioni, fuori classe”, continua.
“L’avvio della partita è della Reggina. Due azioni che fanno sperare in un incontro diverso dalle ultime 10 performances. Invece accade quello che accomuna tutti gli incontri del 2023. Difesa disattenta, centrocampo sbadato. Da una palla persa e con un solo tiro il Genoa passa in vantaggio. Fortunoso, certamente. Se vogliamo, anche voluto da Coda (diagonale millimetrico sul secondo palo, supponiamo che sia voluto) ma la difesa non è stata all’altezza di recuperare un’azione di ripartenza del Genoa. Con il vantaggio la squadra di casa ha giocato più in scioltezza. Niente da dire. Decisamente più forte il Genoa”.
Poi una precisazione: “Quello che sorprende, a mio modesto avviso e perché testimone a due passi dal terreno di gioco, è la mancata tranquillità della squadra. Troppi calciatori hanno battibeccato tra di loro, alcuni mandandosi a quel paese, non curanti dei 30 mila e passa osservatori. Più volte ed in più occasioni. Ecco, questo mi è dispiaciuto. Posso capire il momento, l’assenza delle vittorie, le prestazioni (molto) sottotono”.
“I calciatori – conclude – devono considerare sempre che sono la rappresentazione di una città (prima) ed una società (dopo). Unitamente ad un pubblico che non smette mai di sorprendere. È inutile fare nomi, non giova in questo momento. Certamente mister Inzaghi avrà le occasioni per fare sentire la sua esperienza ed il suo ruolo”.
