Reggina, Minasi sull’inchiesta: “sgomento per le intercettazioni, aperto il vaso di pandora sulla vecchia gestione scelta dal PD. Con Lotito ritrovata serietà”

Il senatore reggino della Lega interviene sull'inchiesta e sulle intercettazioni che coinvolgono la precedente dirigenza amaranto. Dure critiche alla passata amministrazione comunale e a Paolo Brunetti. Poi il plauso a Lotito e Cannizzaro per la nuova gestione della Reggina

Le rivelazioni sull’inchiesta della Procura Federale relativa ai rapporti tra la precedente dirigenza della Reggina e alcuni esponenti della tifoseria organizzata provocano anche le prime reazioni politiche. A intervenire è il senatore reggino della Lega, Tilde Minasi, che commenta il contenuto del documento firmato dal procuratore federale Giuseppe Chiné, nel quale vengono ricostruiti incontri, intercettazioni telefoniche e ambientali e presunte dazioni di denaro contante da parte degli ex dirigenti amaranto. Una vicenda che, secondo Minasi, rappresenta il simbolo di una stagione particolarmente negativa per la società e per l’intera città, con responsabilità che il parlamentare riconduce anche alle scelte della precedente amministrazione comunale. Il riferimento è alla gestione della Reggina prima del cambio di proprietà e al ruolo svolto dalla politica locale nel percorso che aveva portato alla ripartenza del club.

Minasi sull’inchiesta Reggina: “Un clima tossico, inquinato e mortificante”

“Quanto emerge dalle carte della Procura e dal contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali suscita profondo sconcerto e indignazione. Viene finalmente scoperchiato un vaso di Pandora che rivela il clima tossico, inquinato e mortificante in cui era sprofondata la nostra squadra di calcio, trascinata in un autentico buio pesto dopo anni di scelte scellerate e promesse sbandierate ai quattro venti”. Sono parole particolarmente dure quelle utilizzate da Minasi per commentare gli sviluppi dell’inchiesta che coinvolge Antonino Ballarino e Virgilio Salvatore Minniti, precedenti vertici della società amaranto. Il documento integrale visionato e raccontato da StrettoWeb contiene la ricostruzione dei rapporti intrattenuti con tre esponenti del gruppo ultras “Diffidati Liberi – Curva Sud Reggio Calabria”, con la contestazione di consegne di denaro contante per almeno 7.300 euro e intercettazioni nelle quali emerge la successiva decisione di interrompere i contatti. Si tratta di contestazioni contenute nella comunicazione di conclusione delle indagini della Procura Federale, rispetto alle quali devono ancora essere definiti gli eventuali esiti del procedimento disciplinare.

Le critiche al PD e a Brunetti: “Il giudizio politico e morale è inappellabile”

Il senatore della Lega sposta quindi l’attenzione sulle responsabilità politiche legate alla precedente gestione della Reggina, chiamando direttamente in causa l’ex amministrazione comunale e l’allora vicesindaco Paolo Brunetti. “Al netto dei profili strettamente giudiziari e del percorso della giustizia sportiva, di cui attendiamo gli esiti con doveroso rispetto, il giudizio politico e morale su quella stagione è inappellabile. Non possiamo dimenticare chi ha portato e benedetto quella società: fu la vecchia amministrazione comunale a trazione PD, con in testa l’allora vicesindaco Paolo Brunetti, a compiere quella scelta specifica, raccontando alla cittadinanza e ai tifosi che si trattava del progetto della ripartenza morale, dell’onestà, della legalità e della trasparenza. La realtà svelata dagli atti istruttori racconta una storia diametralmente opposta, fatta di compromessi inaccettabili, dinamiche torbide e abusi che nulla hanno a che spartire con i valori dello sport e con la dignità di Reggio Calabria”.

Il sostegno a Lotito e Cannizzaro: “La Reggina ha voltato pagina”

Nell’ultima parte del suo intervento, Minasi sottolinea la discontinuità tra la precedente gestione e l’attuale proprietà della Reggina, richiamando anche il passaggio del documento della Procura Federale che esclude i presupposti per attribuire responsabilità disciplinari dirette o oggettive all’attuale società. Il senatore esprime quindi apprezzamento per il ruolo svolto da Claudio Lotito e dal sindaco Francesco Cannizzaro nel percorso che ha portato al cambio di proprietà. “Oggi, fortunatamente, quella pagina buia è definitivamente chiusa, come certificato anche dalla netta cesura societaria riconosciuta dagli stessi organi inquirenti. La Reggina è ripartita su basi radicalmente diverse grazie all’impegno, alla determinazione e alla concretezza del collega e amico senatore Claudio Lotito. Con il suo intervento, stimolato dal sindaco Cannizzaro, la società ha voltato pagina nei fatti, impostando una gestione all’insegna del rigore gestionale, della trasparenza e del rispetto assoluto delle regole. La Reggio perbene e la tifoseria amaranto meritano questa serietà: legalità e passione sportiva devono camminare insieme, senza mai più cedere il passo a gestioni opache e ricatti”.