Polistena, incendio doloso all’azienda Auddino: il sindaco Tripodi lancia l’allarme, “modalità mafiose, individuare i responsabili”

Dura condanna dell'Amministrazione comunale dopo il devastante rogo sulla provinciale Melicucco–Polistena. Solidarietà ai titolari e ai lavoratori dell'azienda edile. Il sindaco chiede alle Forze dell'Ordine e alla Magistratura di fare piena luce sull'accaduto, individuando esecutori ed eventuali mandanti

“L’Amministrazione Comunale di Polistena esprime profonda preoccupazione per il grave incendio di natura dolosa verificatosi nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre lungo la strada provinciale Melicucco–Polistena, ai danni di un’importante azienda operante nel settore delle forniture per l’edilizia. Un episodio vile, intimidatorio, che desta allarme e che ci interroga ancora sulla presenza pervasiva delle organizzazioni criminali sul nostro territorio, soprattutto quando esse tentano di controllare e condizionare il tessuto sociale, economico e produttivo”. Lo afferma in una nota l’Amministrazione Comunale di Polistena e il sindaco Dott. Michele Tripodi.

“L’azienda colpita è cresciuta molto negli ultimi anni e rappresenta un punto di riferimento per numerose imprese artigiane e per le pubbliche amministrazioni del territorio in tema di forniture edili. È una realtà produttiva che genera lavoro, reddito e occupazione per tante persone e spesso dà sostegno alle iniziative culturali e sociali promosse sul territorio”.

“Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai soci, ai lavoratori dell’azienda Auddino edilizia srl e a tutti coloro che hanno subito oltre ai danni materiali anche i danni morali a seguito di questo atto ignobile perpetrato con modalità tipicamente mafiose, viceversa esortando tutte le persone colpite a non scoraggiarsi, a risollevarsi e ripartire percorrendo l’unica possibile via, quella del lavoro onesto e della legalità. Rivolgiamo al tempo stesso un appello alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura affinché venga fatta piena luce sull’accaduto, individuando gli esecutori materiali e gli eventuali mandanti di questa vile azione criminale”.