Ci sono partenze di campionato positive, altre entusiasmanti e poi ci sono quelle destinate a entrare nei libri di storia. Quella del Palermo di Filippo Inzaghi appartiene senza dubbio alla terza categoria. La vittoria per 3-1 contro il Vicenza, arrivata domenica 1 novembre al Renzo Barbera nel giorno del 126° anniversario del club rosanero, ha consegnato alla squadra siciliana un traguardo straordinario: 26 punti conquistati nelle prime dieci giornate di Serie B, frutto di otto vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta. Non è soltanto la migliore partenza del Palermo nella propria storia in cadetteria, ma anche il miglior rendimento registrato nella categoria, un primato condiviso con il Torino di Giampiero Ventura della stagione 2011-2012 e, considerando esclusivamente i punti conquistati sul campo, con la Juventus di Didier Deschamps del 2006-2007. Numeri che assumono un significato ancora più importante se confrontati con quelli delle ultime due formazioni rosanero capaci di conquistare la promozione in Serie A, quelle di Francesco Guidolin nel 2003-2004 e Giuseppe Iachini nel 2013-2014. Entrambe, dopo dieci giornate, avevano raccolto sensibilmente meno punti rispetto all’attuale Palermo, che sta costruendo un avvio di stagione senza precedenti nella storia recente del club.
Palermo, 26 punti in 10 giornate: eguagliato il record storico della Serie B
Per comprendere la portata dell’impresa realizzata dagli uomini di Filippo Inzaghi basta osservare il rendimento delle prime dieci giornate: 30 punti a disposizione, 26 conquistati, con una percentuale di rendimento dell’86,7%. Significa aver lasciato per strada appena quattro punti, quelli relativi ai pareggi contro Avellino e Pisa, vincendo tutte le altre otto partite. Il Palermo ha una media di 2,6 punti a incontro, un dato eccezionale soprattutto in un campionato equilibrato e imprevedibile come la Serie B, dove la continuità rappresenta spesso la principale difficoltà per le squadre che inseguono la promozione. I rosanero non hanno ancora conosciuto la sconfitta e hanno saputo imporsi sia davanti al proprio pubblico sia lontano dalla Sicilia, dimostrando una capacità di adattamento che va oltre il semplice entusiasmo di inizio stagione. Il successo contro il Vicenza ha ulteriormente rafforzato il primato in classifica, portando il vantaggio a sei punti sul Modena secondo e a sette sull’Ascoli terzo. Un margine già considerevole dopo appena dieci turni, che testimonia la straordinaria velocità con la quale il Palermo ha cominciato a costruire il proprio percorso. Ma il dato più significativo riguarda il confronto con l’intera storia recente della categoria. Nessuna squadra di Serie B ha conquistato più di 26 punti nelle prime dieci giornate.
Il primo grande precedente risale alla stagione 2011-2012, quando il Torino allenato da Giampiero Ventura conquistò 26 punti nelle prime dieci giornate, imponendosi immediatamente come una delle principali protagoniste del campionato. Quella formazione granata avrebbe concluso la stagione ottenendo la promozione in Serie A, riportando il Torino nella massima categoria. Il Palermo di Inzaghi ha eguagliato proprio quel rendimento, replicando un avvio capace di garantire un vantaggio importante sulle inseguitrici. Il secondo precedente riguarda invece la Juventus del 2006-2007, guidata da Didier Deschamps, che disputò il campionato cadetto in seguito alle vicende di Calciopoli. Anche i bianconeri conquistarono 26 punti sul campo nelle prime dieci partite, ma la loro situazione di classifica era profondamente diversa perché il campionato era cominciato con una penalizzazione di nove punti.
Molto meglio del Palermo di Guidolin e Iachini: il confronto con le ultime due promozioni in Serie A
Se il confronto con Torino e Juventus permette di misurare la portata nazionale del rendimento rosanero, quello con il passato del Palermo rende ancora più evidente l’eccezionalità dell’avvio di Inzaghi. Le ultime due promozioni dalla Serie B alla Serie A, conquistate nelle stagioni 2003-2004 e 2013-2014, furono accompagnate da campionati straordinari, rimasti nella memoria dei tifosi per risultati, protagonisti ed entusiasmo. Eppure, dopo dieci giornate, entrambe le squadre avevano raccolto molti meno punti rispetto a quelli conquistati dall’attuale formazione. Il Palermo del 2003-2004, inizialmente affidato a Silvio Baldini e successivamente guidato da Francesco Guidolin, aveva ottenuto 19 punti, con cinque vittorie, quattro pareggi e una sconfitta. La formazione che nella primavera del 2004 avrebbe riportato i rosanero in Serie A dopo oltre trent’anni di attesa era dunque partita con sette punti in meno rispetto alla squadra di Inzaghi.
Ancora più marcata la differenza con il Palermo del 2013-2014, protagonista della promozione dei record sotto la guida di Giuseppe Iachini, subentrato a Gennaro Gattuso dopo le prime giornate. Quella squadra, che avrebbe dominato il campionato conquistando 86 punti e ottenendo il ritorno in Serie A con cinque turni d’anticipo, dopo dieci giornate aveva raccolto 17 punti, frutto di cinque vittorie, due pareggi e tre sconfitte. Significa che il Palermo attuale ha già nove punti in più rispetto alla formazione che avrebbe poi concluso quella stagione al primo posto. Un confronto particolarmente interessante perché dimostra quanto i due precedenti percorsi culminati con la promozione fossero cominciati in maniera meno brillante. Guidolin e Iachini riuscirono a costruire le rispettive imprese attraverso una crescita progressiva, mentre Inzaghi sta ottenendo risultati eccezionali fin dalle prime settimane del nuovo campionato.
| Stagione | Allenatori | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Punti dopo 10 giornate |
|---|---|---|---|---|---|
| 2003-2004 | Baldini / Guidolin | 5 | 4 | 1 | 19 |
| 2013-2014 | Gattuso / Iachini | 5 | 2 | 3 | 17 |
| 2026-2027 | Filippo Inzaghi | 8 | 2 | 0 | 26 |
La differenza emerge chiaramente anche osservando il numero delle vittorie. Il Palermo di Guidolin e quello di Iachini avevano ottenuto cinque successi nelle prime dieci giornate, mentre la formazione attuale ne ha già conquistati otto, senza aver ancora perso una partita. La squadra del 2003-2004 avrebbe concluso il campionato con 83 punti, quella del 2013-2014 con 86. Il Palermo di Inzaghi, intanto, sta viaggiando a un ritmo di 2,6 punti a partita che, se mantenuto per tutto il campionato, porterebbe a un bottino teorico vicino ai 99 punti. Sarebbe un numero impressionante, ma anche difficilissimo, che rappresenterebbe il record assoluto in cadetteria e che consentirebbe a Inzaghi di battere il suo precedente record a Benevento, con 86 punti.
Il Barbera è diventato una fortezza: un anno senza perdere in casa, 20 vittorie e un solo pareggio
Tra i numeri più clamorosi del Palermo di Inzaghi ce n’è uno che va addirittura oltre l’attuale campionato e racconta la continuità di un progetto tecnico cominciato nella stagione precedente. Il Renzo Barbera è imbattuto dal 28 ottobre 2025 (sconfitta per 0-3 contro il Monza) e, con la vittoria contro il Vicenza, la striscia positiva ha raggiunto 21 partite ufficiali consecutive senza sconfitte, con 20 vittorie e un solo pareggio. Un anno intero nel quale nessuna squadra avversaria è riuscita a espugnare lo stadio palermitano. Sono dati impressionanti, soprattutto per la straordinaria percentuale di successi: venti vittorie su ventuno incontri significano aver conquistato il 95,2% delle partite disputate davanti al proprio pubblico. In termini di punti, applicando il sistema dei tre punti a vittoria, il rendimento equivale a 61 punti sui 63 disponibili, con una percentuale del 96,8%. Una continuità casalinga che costituisce uno degli elementi più importanti del percorso costruito da Inzaghi e che ha progressivamente trasformato lo stadio rosanero in uno degli ambienti più difficili da affrontare per le squadre ospiti.
La serie positiva era già entrata nella storia del Palermo prima dell’inizio di novembre. Dopo il successo contro il Padova dello scorso settembre, Inzaghi aveva raggiunto quota diciannove risultati utili consecutivi in casa, con diciotto vittorie e un pareggio, collocandosi tra gli allenatori più efficaci nella storia rosanero per rendimento interno. Le successive vittorie contro Carrarese e Vicenza hanno ulteriormente allungato la striscia, portandola a ventuno partite.
Un attacco devastante: 24 gol in dieci giornate, quasi due reti e mezzo a partita
Se il rendimento in classifica e l’imbattibilità casalinga sono già sufficienti a descrivere l’eccezionale avvio del Palermo, i numeri offensivi aggiungono un altro elemento di grande interesse. La formazione di Inzaghi ha realizzato 24 gol nelle prime dieci giornate, con una media di 2,4 reti a partita. Significa segnare praticamente due gol e mezzo ogni novanta minuti, una produzione impressionante per un campionato nel quale spesso gli equilibri tattici e la solidità difensiva assumono un ruolo determinante. Il Palermo è riuscito ad andare a segno in tutte le prime dieci partite, dimostrando continuità realizzativa indipendentemente dall’avversario e dal campo. Il dato diventa ancora più significativo osservando la distribuzione delle reti: undici gol sono arrivati al Barbera, mentre tredici sono stati realizzati in trasferta. Questo significa che l’efficacia offensiva non dipende soltanto dalla spinta del pubblico di casa, ma rappresenta una caratteristica generale della squadra.
Un’altra particolarità riguarda la varietà delle soluzioni offensive. Il Palermo non è una formazione che affida esclusivamente a un singolo attaccante la responsabilità di segnare, ma ha già mandato in gol numerosi giocatori differenti, coinvolgendo diversi interpreti nella costruzione e nella finalizzazione delle azioni. Già prima della decima giornata erano stati registrati undici marcatori diversi, un dato che evidenzia la distribuzione della capacità realizzativa all’interno della rosa. Tra i protagonisti spicca Dennis Johnsen, arrivato a sette reti in campionato, ma il successo contro il Vicenza ha riportato prepotentemente sotto i riflettori anche Dominic Vavassori, autore della doppietta decisiva nella rimonta contro i veneti. La presenza di più giocatori capaci di trovare la porta rappresenta una risorsa importante, perché rende meno prevedibile lo sviluppo offensivo della squadra e offre a Inzaghi differenti possibilità per affrontare gli avversari.
Il Palermo ha inoltre dimostrato di saper segnare in situazioni di partita molto differenti. Ha vinto incontri equilibrati con margini ridotti, ma è stato capace anche di realizzare quattro reti sul campo dell’Empoli e tre contro Sampdoria, Pisa e Vicenza. Proprio la partita contro il Pisa, conclusa sul 3-3, ha mostrato la capacità dei rosanero di reagire anche a situazioni particolarmente complicate, recuperando uno svantaggio iniziale di due reti. Contro il Vicenza è arrivata un’altra rimonta, questa volta completata con una vittoria. La formazione di Inzaghi sta dunque abbinando alla continuità dei risultati una notevole capacità di produrre occasioni e trovare soluzioni anche quando l’andamento della gara sembra mettersi in salita. Le dodici reti subite nelle prime dieci giornate indicano che esistono ancora aspetti difensivi sui quali lavorare, ma il saldo complessivo resta ampiamente positivo, con una differenza reti di +12 che contribuisce a confermare la qualità dell’avvio rosanero.
Inzaghi ha costruito una macchina da punti: il Palermo può davvero continuare a riscrivere la storia
Il Palermo ha ancora ventotto giornate davanti e un campionato lungo da affrontare, ma quanto costruito finora rappresenta già un capitolo importante della sua storia. L’obiettivo della promozione in Serie A richiederà continuità, equilibrio e la capacità di gestire i momenti più difficili che inevitabilmente possono presentarsi nel corso della stagione. I numeri, però, raccontano una realtà incontestabile: mai il Palermo aveva cominciato così bene un campionato di Serie B nell’era dei tre punti, e nessuna squadra della categoria ha fatto meglio dopo dieci giornate nello stesso periodo storico. Il Torino di Ventura e la Juventus di Deschamps sono stati raggiunti, le grandi formazioni rosanero di Guidolin e Iachini sono state nettamente superate nel confronto iniziale e il Barbera continua a essere una fortezza quasi inespugnabile. Filippo Inzaghi ha già scritto una pagina importante della storia del Palermo. Adesso la sfida più affascinante sarà trasformare una partenza da record in una stagione capace di riportare il club rosanero dove i suoi tifosi sognano di tornare: in Serie A.
