L’incendio che ieri ha colpito il palazzo della Camera di Commercio di Messina, in piazza Cavallotti, ha danneggiato uno degli edifici più rappresentativi della ricostruzione cittadina successiva al devastante terremoto del 1908. Un immobile di grande valore architettonico, storico e culturale, che nel corso di quasi un secolo ha attraversato diverse fasi della storia messinese, custodendo al proprio interno un importante patrimonio artistico. Progettato dall’architetto Camillo Puglisi Allegra e realizzato a partire dal 1926, il palazzo rappresenta uno degli esempi dello stile eclettico messinese che ha caratterizzato la rinascita urbanistica della città dopo il terremoto. Le fiamme hanno compromesso una parte significativa della copertura dell’edificio, caratterizzata dalla presenza di capriate in legno. A sottolineare la gravità dei danni e il valore della struttura è il presidente della Camera di Commercio, Ivo Blandina: “è stato realizzato a partire del 1926 in stile eclettico messinese. Gran parte del tetto dell’edificio, le cui capriate sono in legno, ora è distrutta. E’ un edificio molto prestigioso ed elegantissimo dalla grande valenza culturale”.
Un palazzo simbolo della Messina ricostruita dopo il terremoto
La storia della Camera di Commercio di Messina è strettamente legata alla trasformazione della città nel Novecento. Il progetto dell’edificio nacque nel 1926, quando l’architetto Camillo Puglisi Allegra si aggiudicò un concorso di idee per la sua realizzazione. Il palazzo attraversò anche gli anni drammatici della Seconda guerra mondiale, durante i quali venne colpito dai bombardamenti. Successivamente, negli anni Cinquanta, fu sottoposto a un intervento di ristrutturazione che comportò anche la sopraelevazione di un piano. Dal punto di vista architettonico, l’edificio si distingue per il prospetto rivestito con pietre bugnate, impreziosito da colonne doriche al piano terra e ioniche al primo piano. Un altro elemento caratteristico è la corte interna, circondata da portici distribuiti su due livelli, che contribuisce a definire l’eleganza dell’intero complesso. La rilevanza dell’opera è sottolineata anche dalla segretaria della Camera di Commercio, Paola Sabella, che ricorda il percorso professionale del progettista e le dimensioni dell’immobile: “l’architetto Puglisi Allegra che ha vinto un concorso di idee nel 1926 è lo stesso che ha progettato la Camera di Commercio di Venezia – dice la segretaria della Camera di Commercio Paola Sabella – È un palazzo di grande valore di almeno 8000 mq”.
Dai mosaici ai bronzi di Bonfiglio: il patrimonio artistico custodito nell’edificio
Oltre alla sua importanza architettonica, il palazzo della Camera di Commercio conserva un patrimonio artistico legato alla storia e alla cultura di Messina. Gli ambienti interni sono caratterizzati dalla presenza di marmi, mosaici, stucchi e lavorazioni in ferro battuto, elementi che testimoniano la cura riservata alla realizzazione e alla decorazione dell’edificio. Particolarmente significativi sono i rilievi in bronzo dello scultore Antonio Bonfiglio, collocati nel vestibolo e dedicati a sei illustri personalità messinesi: Mario Giurba, Guido delle Colonne, Antonello da Messina, Filippo Juvarra, Francesco Maurolico e Giuseppe Seguenza. Il palazzo ospita inoltre una collezione di arte moderna messinese, composta da dipinti e sculture che rappresentano un’ulteriore testimonianza della produzione artistica cittadina.
Il Salone della Borsa restaurato nel 2024 e l’apertura alle Vie dei Tesori
Tra gli ambienti più prestigiosi della struttura figura il Salone della Borsa, il cui restauro è stato completato nel 2024. Un intervento che aveva restituito valore a uno degli spazi più rappresentativi dell’edificio, contribuendo alla valorizzazione del suo patrimonio storico e architettonico. Nel 2025 il palazzo era stato inoltre inserito nel circuito de Le Vie dei Tesori, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicino gli ambienti e le opere custodite al suo interno. Tra queste figurano i lavori di Gregorio Panebianco, le sculture di Giovanni Scarfì e Gaetano Russo e le tele dei fratelli Zona. L’incendio ha quindi interessato un edificio che non rappresenta soltanto una sede istituzionale, ma anche un luogo di conservazione della memoria artistica e culturale della città. La distruzione di gran parte della copertura costituisce un danno significativo per uno dei simboli della Messina rinata dopo il terremoto del 1908, un patrimonio la cui importanza va ben oltre la funzione amministrativa svolta dal palazzo.
