“Sembra che i miei laser spaziali per interferire con le elezioni non abbiano funzionato stavolta”. Con questa battuta pubblicata su X nella notte del 4 novembre 2026, Elon Musk ha commentato la pesante sconfitta dei repubblicani di Donald Trump alle elezioni americane di midterm , che hanno consegnato ai democratici il controllo della Camera e del Senato. Un messaggio apparentemente surreale, ma che nasconde un preciso retroscena politico e una controversia che aveva coinvolto direttamente il fondatore di SpaceX.
Elon Musk e i laser spaziali: il riferimento alle accuse di brogli elettorali del 2024
Per comprendere l’ironia di Musk bisogna tornare alle elezioni presidenziali americane del novembre 2024, quando Donald Trump sconfisse Kamala Harris. Dopo il voto, sui social si diffuse una teoria secondo cui il miliardario avrebbe utilizzato la rete satellitare Starlink, sviluppata da SpaceX, per manipolare i risultati elettorali in alcuni Stati decisivi, favorendo la vittoria repubblicana.
Le accuse furono esaminate e smentite da autorevoli organizzazioni giornalistiche, tra cui Associated Press, AFP e PolitiFact. Le verifiche dimostrarono che non esistevano prove di un’interferenza di Starlink nel conteggio dei voti e che le apparecchiature elettorali utilizzate negli Stati interessati non erano collegate alla rete satellitare.
La battuta odierna di Musk sembra dunque voler ridicolizzare proprio quelle accuse: se davvero avesse potuto manipolare le elezioni attraverso i satelliti, perché non sarebbe riuscito a impedire la sconfitta dei repubblicani nel 2026?
Il documentario su Elon Musk e i messaggi sui 10mila laser nello spazio
Ma c’è un secondo retroscena, ancora più particolare. Il 10 settembre 2026, la radio pubblica americana NPR ha pubblicato un’inchiesta sul documentario Musk, realizzato dal regista Alex Gibney, rivelando alcuni messaggi privati scambiati dall’imprenditore con la sua ex compagna Ashley St. Clair.
Nei messaggi, risalenti al 6 ottobre 2024, Musk si mostrava particolarmente ottimista sulla vittoria di Trump e faceva riferimento a una misteriosa anomalia che avrebbe scatenato nella matrice. Quando St. Clair gli chiese spiegazioni, l’imprenditore parlò di laser provenienti dallo spazio, sostenendo di possederne oltre 10mila.
La NPR ha dichiarato di aver ottenuto e autenticato quei messaggi. Nel documentario, St. Clair ipotizza un riferimento ai satelliti SpaceX, senza tuttavia fornire alcuna prova di manipolazioni elettorali. La vicenda provocò una dura reazione di Musk, il cui avvocato Alex Spiro minacciò un’azione legale contro i produttori del film, contestando le insinuazioni su presunti brogli.
I laser spaziali, peraltro, esistono davvero: Starlink utilizza collegamenti ottici laser per far comunicare i satelliti tra loro. Si tratta però di una tecnologia per le telecomunicazioni, non di un sistema capace di alterare i voti.
La sconfitta dei repubblicani e l’ironia di Musk: una frecciata alle teorie complottiste
Il messaggio pubblicato oggi arriva quindi a meno di due mesi dalla controversia sul documentario e proprio mentre i candidati repubblicani, sostenuti anche dagli ingenti finanziamenti di Musk, registrano una serie di sconfitte elettorali. Secondo Axios, l’imprenditore avrebbe investito circa 445 milioni di dollari nel ciclo elettorale del 2026, senza riuscire a evitare l’avanzata democratica, particolarmente significativa anche in Texas, dove hanno sede importanti attività delle sue aziende.

