In Calabria quasi una famiglia su quattro vive in condizioni di povertà, il tasso di occupazione si ferma al 50% e la speranza di vita in buona salute è inferiore di circa dieci anni rispetto alla media nazionale. Sono alcuni dei dati richiamati dal consigliere regionale Ernesto Alecci, che interviene con una dura presa di posizione nei confronti del presidente della Regione Roberto Occhiuto, contestando la rappresentazione positiva della situazione economica e sociale calabrese proposta dal governatore attraverso i propri canali di comunicazione. Al centro dell’intervento ci sono i recenti rapporti ISTAT sul Benessere equo e sostenibile (Bes) e sulla povertà in Italia, dai quali, secondo Alecci, emerge un quadro di persistente difficoltà per la Calabria. Il consigliere evidenzia in particolare il divario con il resto del Paese nei settori del lavoro, della sanità, dei trasporti e delle condizioni economiche delle famiglie, chiedendo alla Giunta regionale di confrontarsi con questi problemi e di adottare politiche capaci di migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini.
“Ancora una volta abbiamo assistito all’ennesimo tentativo, da parte del Presidente Roberto Occhiuto, di mistificare la realtà raccontando sui propri canali mediatici una Calabria in crescita esponenziale, in rampa di lancio, un esempio da seguire per le altre regioni d’Italia. Tutti noi vogliamo bene alla Calabria, tutti ci impegniamo ogni giorno per dare un futuro migliore ai cittadini calabresi, ma non è possibile andare avanti con questa operazione di “distrazione di massa” quando dati certificati evidenziano ancora una volta una regione ferma, bloccata, incapace di rialzarsi, con performance al di sotto della media nazionale in praticamente tutti i settori della vita sociale”. Comincia così la nota del consigliere regionale Ernesto Alecci, che pone l’accento sulla distanza tra i risultati positivi rivendicati dal presidente Occhiuto e le condizioni economiche e sociali della popolazione calabrese. Una distanza che, secondo il consigliere, emerge con particolare evidenza dall’analisi degli indicatori statistici nazionali e che dovrebbe rappresentare il punto di partenza per valutare l’efficacia delle politiche regionali.
Povertà, lavoro e sanità: i dati richiamati da Alecci
Uno degli aspetti più rilevanti dell’intervento riguarda le condizioni economiche delle famiglie calabresi. Alecci richiama un tasso di povertà del 23,1% in Calabria, a fronte del 10,8% nazionale, sottolineando come la distanza tra la regione e il resto del Paese rimanga particolarmente marcata. Alle difficoltà economiche si aggiungono quelle occupazionali: secondo i numeri riportati dal consigliere, il tasso di occupazione nella popolazione in età lavorativa raggiunge il 70% a livello nazionale, mentre in Calabria si ferma al 50%. Un divario che si accompagna alle criticità del sistema sanitario e della mobilità. Alecci cita infatti una quota di mobilità sanitaria del 23% in Calabria, contro l’8% indicato per le altre regioni, con una spesa di circa 326 milioni di euro nell’ultimo anno. Anche sul fronte del trasporto pubblico vengono evidenziate differenze significative, con un utilizzo dei mezzi che, secondo i dati riportati nella nota, non supera il 6% in Calabria rispetto al 15% nazionale. A completare il quadro è l’indicatore relativo alla speranza di vita in buona salute alla nascita, che nella regione supererebbe di poco i 50 anni, contro una media italiana vicina ai 60.
“E’ il quadro desolante che, purtroppo, emerge dai Rapporti ISTAT sul Bes (Benessere equo e sostenibile) e sulla Povertà in Italia, pubblicati solo qualche giorno fa. Ebbene, la nostra regione risulta in fondo alle classifiche su gran parte dei parametri presi in esame. I numeri raccontano di un divario profondo che percorre in maniera trasversale tutte le categorie, con dati preoccupanti in particolar modo nei settori più importanti. Solo per fare qualche esempio: il tasso di povertà delle famiglie in Italia è del 10,8% mentre in Calabria si attesta su un allarmante 23,1% (praticamente una famiglia su 4 è povera); la migrazione sanitaria nelle altre regioni riguarda l’8% della popolazione, in Calabria il 23% per una spesa di circa 326 milioni di euro nell’ultimo anno; per quanto riguarda il lavoro, in Italia il tasso di occupazione in età lavorativa raggiunge il 70% mentre in Calabria si attesta al 50%, praticamente nella nostra regione lavora solo una persona su 2; sul trasporto pubblico, la media nazionale di utilizzo dei mezzi riguarda il 15% degli abitanti, in Calabria non supera il 6%, quindi senza un auto appare impossibile lavorare, studiare, recarsi presso le sedi dei servizi principali. E, infine, un dato su tutti: alla nascita la speranza di vita media in buona salute per un cittadino italiano giunge alla soglia dei 60 anni, per un calabrese supera di poco i 50 anni, ben 10 anni in meno rispetto alla media nazionale”, afferma Alecci, utilizzando questi indicatori per contestare la lettura della situazione regionale proposta dal presidente Occhiuto.
La critica a Occhiuto: “Scenda dalla Luna e torni a vivere qui con noi in Calabria”
Nella parte conclusiva del suo intervento, il consigliere regionale sposta l’attenzione sulle responsabilità politiche e sulla necessità di affrontare le difficoltà strutturali della Calabria attraverso provvedimenti che incidano sulle condizioni quotidiane della popolazione. Alecci contesta in particolare la comunicazione del presidente Occhiuto, ritenendo che l’immagine di una regione in forte crescita non restituisca adeguatamente la situazione descritta dagli indicatori economici e sociali richiamati nella nota. Il consigliere invita quindi il governatore a confrontarsi direttamente con le difficoltà dei cittadini, dalla povertà alla mancanza di occupazione, fino ai problemi di accesso ai servizi sanitari e ai trasporti. Il riferimento è anche al tempo trascorso dall’inizio dell’esperienza di governo regionale di Occhiuto, durante il quale, secondo Alecci, i divari rispetto al resto d’Italia non avrebbero registrato i miglioramenti necessari. La sua critica si concentra così sulla distanza tra la comunicazione istituzionale e la realtà quotidiana vissuta da una parte della popolazione calabrese.
“E allora credo sia giunto il momento per il Presidente di scendere dalla Luna e tornare a vivere qui con noi in Calabria, per scoprire le ragioni di questo divario e di queste enormi difficoltà che alla soglia del suo sesto anno di Governo non sembrano né risolversi né ridursi. Sarebbe opportuno, dunque, fare i conti con la realtà e dare vita ad una politica capace di incidere davvero sulle condizioni di vita della gente. E’ inutile e dannoso continuare a mostrare sui social una Calabria che “cena nei ristoranti stellati” quando poi i calabresi tornano a casa e “trovano il frigorifero vuoto…”. Con queste parole Ernesto Alecci conclude il suo intervento, chiedendo una maggiore attenzione alle condizioni economiche e sociali della regione e sollecitando politiche capaci di ridurre le disuguaglianze rispetto alla media nazionale. Una presa di posizione che riporta al centro del confronto politico calabrese i temi della povertà, dell’occupazione, della sanità e dell’accessibilità dei servizi pubblici, attraverso i dati richiamati dal consigliere regionale.
