Un intervento a tutto campo, dalle prospettive politiche di Roberto Vannacci al futuro del civismo, passando per la manovra economica del Governo Meloni e la politica americana. Durante un punto stampa davanti a Montecitorio, a Roma, il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, affronta diversi temi dell’attualità politica nazionale, riservando le critiche più dure al generale e al suo progetto politico. Secondo De Luca, Vannacci si ritroverà con la porta chiusa in faccia da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, senza riuscire a ottenere quello spazio nel centrodestra sul quale, a suo giudizio, avrebbero puntato diversi esponenti politici territoriali.
Futuro Nazionale, De Luca prevede nuove defezioni e un calo dei consensi
Le valutazioni di De Luca sul futuro politico del generale sono particolarmente severe. Il leader di Sud chiama Nord ipotizza “una progressiva disgregazione di quello che definisce provocatoriamente il “partito dei Cazzari”, arrivando a prevedere che il consenso elettorale della formazione possa scendere ampiamente sotto la soglia del 4-5%”.
Il futuro del centrodestra e la critica al “civismo in provetta”
Allargando il ragionamento agli equilibri politici nazionali, De Luca sostiene che “il centrodestra possa continuare il proprio percorso elettorale anche senza Vannacci, ipotizzando uno spostamento di consensi verso il Nord capace di rafforzare la coalizione”. Il leader di Sud chiama Nord affronta quindi il tema del civismo, distinguendo “tra esperienze nate attraverso un percorso politico e amministrativo sul territorio e iniziative costruite, a suo giudizio, in prossimità degli appuntamenti elettorali”. In particolare, critica l’iniziativa dell’assessore Onorato, che definisce un esempio di “civismo in provetta”. Secondo De Luca, si tratterebbe di un’operazione politica avviata a pochi mesi dalle elezioni con l’obiettivo di creare una nuova corrente all’interno del campo largo.
De Luca rilancia il Polo delle Autonomie: “la politica deve tornare ad ascoltare i territori”
Una parte centrale dell’intervento è dedicata alla prospettiva politica di Sud chiama Nord e al progetto del Polo delle Autonomie, che De Luca presenta “come il naturale sviluppo di un’esperienza nata su scala regionale, cresciuta nel Mezzogiorno e successivamente proiettata verso una dimensione nazionale. Il riferimento culturale è a una visione di ispirazione sturziana, fondata sulla centralità delle comunità locali, delle amministrazioni comunali e dei corpi intermedi”. Secondo De Luca, la politica nazionale “deve recuperare la capacità di ascoltare i problemi quotidiani dei cittadini, dando maggiore peso alle esigenze dei territori e alle esperienze di chi amministra direttamente le città. Il progetto del Polo delle Autonomie punta proprio a modificare il rapporto tra i centri decisionali romani e le amministrazioni locali, valorizzando il ruolo dei sindaci e contrastando le pressioni esercitate dalle lobby sulle scelte politiche”.
Manovra economica, De Luca: “bisogna fare i conti con i debiti del passato”
Nel corso del punto stampa, Cateno De Luca interviene anche sulla legge di stabilità, invitando a valutare le scelte del Governo “alla luce delle condizioni economiche e finanziarie nelle quali si trova il Paese”. Secondo il leader di Sud chiama Nord, la manovra “deve confrontarsi con i vincoli determinati dal debito pubblico, dai costi energetici e dalle conseguenze economiche dei conflitti internazionali”. De Luca richiama in particolare il peso delle misure adottate dai governi precedenti, soffermandosi sul Superbonus 110% e sul Reddito di Cittadinanza. Molto severo il giudizio sul Superbonus, che definisce “un’istigazione a delinquere”, sostenendo che “abbia favorito truffe e consentito anche interventi di ristrutturazione su immobili di pregio sostenuti attraverso risorse pubbliche”.
Energia, inflazione e debito pubblico: i vincoli della legge di stabilità
Analizzando il quadro economico, De Luca richiama un incremento dell’8,50% dei costi energetici e dei carburanti, insieme alle pressioni inflazionistiche associate ai conflitti internazionali. Il leader di Sud chiama Nord sottolinea inoltre “il peso di un debito pubblico superiore ai 3.000 miliardi di euro, indicando in circa 90 miliardi di euro annui gli interessi che gravano sui conti pubblici”.
De Luca su Trump: “chi eccede nelle proprie posizioni finisce vittima di se stesso”
Nella parte conclusiva dell’intervento, De Luca dedica alcune considerazioni anche alla politica internazionale, soffermandosi sulla figura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il leader di Sud chiama Nord sostiene che “un eccesso di radicalizzazione delle proprie posizioni possa trasformarsi in un elemento di debolezza politica, affermando che chi eccede rischia di rimanere vittima di se stesso”. Secondo la sua interpretazione, “la mancanza di sobrietà e quello che descrive come un apparente “delirio di onnipotenza” avrebbero contribuito a determinare uno spostamento di consensi dai repubblicani verso i democratici”.
