Calabria, oltre 300 precari del Ministero della cultura rischiano il posto. L’allarme di Alecci: “paralisi di musei e siti archeologici anche per l’estate”

Nessuna proroga per i contratti degli ex tirocinanti del Ministero della Cultura. Il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Ernesto Francesco Alecci, chiede un intervento urgente della Regione per scongiurare la perdita dei posti di lavoro e le possibili ripercussioni sul patrimonio culturale calabres

Il prossimo 24 novembre scadranno i contratti a tempo determinato di 321 ex tirocinanti calabresi del Ministero della Cultura e, al momento, non risulta alcuna proroga. Una situazione che rischia di lasciare senza lavoro centinaia di persone impiegate da tempo nei siti culturali delle diverse province calabresi, con possibili conseguenze anche sull’apertura e sul funzionamento di musei e aree archeologiche. A sollevare il problema è il consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Francesco Alecci, che attraverso una nota richiama l’attenzione sulla necessità di intervenire prima della scadenza contrattuale. La questione, secondo l’esponente dem, non riguarda esclusivamente il futuro occupazionale dei lavoratori e delle loro famiglie, ma anche la capacità della Calabria di tutelare e valorizzare il proprio patrimonio culturale, considerato una risorsa fondamentale per lo sviluppo turistico ed economico della regione.

Contratti in scadenza, Alecci denuncia il rischio per 321 lavoratori

“Manca pochissimo alla scadenza dei contratti a tempo determinato dei 321 precari ex tirocinanti calabresi del Ministero della Cultura, fissata per il 24 novembre. Contratti per cui ad oggi non risulta alcuna proroga con la sempre più probabile conseguenza di lasciare a casa madri e padri di famiglia che per tanto tempo hanno dato un contributo importante all’interno dei nostri siti culturali in tutte le province calabresi. Perché il grave rovescio della medaglia di questa scadenza è, appunto, il rischio paralisi per tanti musei e siti archeologici calabresi che dovrebbero essere necessariamente quel “tesoro” da valorizzare per riuscire finalmente a destagionalizzare il nostro turismo ancora troppo legato al mare e alla bella stagione. E anche il turismo estivo, senza una vera e propria proposta culturale, rischia di rimanere delimitato nelle zone più strettamente costiere.”

Il consigliere regionale evidenzia così il duplice problema legato alla scadenza dei contratti: da una parte l’incertezza occupazionale che coinvolge 321 lavoratori e le rispettive famiglie, dall’altra le possibili difficoltà operative per numerosi siti culturali distribuiti sul territorio calabrese. Una situazione che, secondo Alecci, rischia di compromettere anche le prospettive di valorizzazione del patrimonio storico e archeologico regionale. Il capogruppo del PD sottolinea infatti come musei e siti archeologici possano rappresentare un elemento essenziale per ampliare l’offerta turistica, riducendo la dipendenza della Calabria dalla stagione balneare e favorendo una maggiore attrattività anche nei mesi meno frequentati dai visitatori.

L’appello alla Regione: “Una Regione che non investe in cultura, ha perso in partenza!”

Di fronte all’imminente scadenza, Alecci chiede un intervento delle istituzioni regionali affinché vengano individuate soluzioni capaci di salvaguardare sia i livelli occupazionali sia la continuità delle attività nei luoghi della cultura. “E’ importante comprendere fino in fondo l’apporto di queste figure e battere tutte le strade possibili per provare a dar loro un futuro dignitoso e sicuro, in modo che possano contribuire allo sviluppo di questo ambito importante per la Calabria. Il Governo regionale deve fare tutto il possibile, qui e a Roma, per salvaguardare il suo patrimonio culturale e le persone che ogni giorno con il loro servizio lo rendono accessibile e lo valorizzano. Una Regione che non investe in cultura, ha perso in partenza!”

L’appello del capogruppo del Partito Democratico è dunque rivolto al Governo regionale, chiamato, secondo Alecci, ad attivarsi anche a livello nazionale per affrontare una vertenza che coinvolge lavoratori e strutture culturali di tutte le province calabresi. La scadenza del 24 novembre rappresenta il termine entro il quale trovare una possibile soluzione per evitare l’interruzione dei rapporti di lavoro. Al centro della richiesta resta la necessità di riconoscere il contributo fornito dagli ex tirocinanti alla gestione e alla valorizzazione dei siti culturali, in una regione che punta sul proprio patrimonio storico, artistico e archeologico anche per costruire un’offerta turistica meno vincolata alla stagionalità.