Un contributo economico destinato alle donne colpite da patologie oncologiche e a quelle che assistono familiari malati, ma assegnato secondo un criterio che rischia di penalizzare proprio le persone più fragili. È quanto denuncia Filomena Greco, consigliere regionale di Casa Riformista – Italia Viva, che ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al presidente della Giunta regionale della Calabria e all’assessore competente sull’avviso pubblico “Un passo in più”. Al centro della contestazione c’è il meccanismo di assegnazione dei finanziamenti, basato sull’ordine cronologico di presentazione delle domande anziché sulle condizioni economiche e cliniche delle richiedenti. L’intervento dispone di 2,5 milioni di euro provenienti da fondi europei e prevede il finanziamento di almeno 230 contributi. Secondo Greco, tuttavia, il sistema adottato dalla Regione rischia di escludere donne che, pur possedendo tutti i requisiti, non sono riuscite a completare tempestivamente la procedura informatica. Il consigliere chiede quindi di verificare quante beneficiarie abbiano effettivamente ricevuto il sostegno e di individuare ulteriori risorse per finanziare tutte le domande ammissibili.
Il bando della Regione Calabria e le criticità denunciate da Filomena Greco
Il consigliere regionale riconosce il valore dell’iniziativa, ma contesta le modalità con cui vengono individuate le beneficiarie, ritenendo che il principio della rapidità nella presentazione delle istanze non garantisca un accesso equo alle risorse disponibili. “Sostenere economicamente le donne colpite da una malattia oncologica e quelle che assistono un familiare malato è una scelta giusta. Ma non basta prevedere un contributo per fare una buona politica sociale. Bisogna anche stabilire criteri giusti per assegnarlo. La Regione Calabria ha scelto invece di premiare chi presenta prima la domanda, senza dare priorità a chi si trova nelle condizioni di maggiore difficoltà. Una donna che affronta una terapia, una persona anziana che non utilizza il computer o chi non ha nessuno che possa aiutarla rischia così di essere esclusa. La malattia non è una gara di velocità e il diritto a ricevere un aiuto non può dipendere da un clic”. La posizione di Greco pone dunque l’attenzione sulle difficoltà che possono incontrare le persone impegnate in percorsi di cura o assistenza familiare, soprattutto quando l’accesso ai benefici economici dipende dalla capacità di utilizzare rapidamente una piattaforma digitale. Una situazione che, secondo il consigliere, richiede una revisione dei criteri adottati dalla Regione per evitare che le condizioni di maggiore fragilità diventino un ostacolo nell’ottenimento del sostegno.
Fondi europei per 2,5 milioni di euro: chiesti chiarimenti sulle domande escluse
L’avviso “Un passo in più” mette a disposizione 2,5 milioni di euro di fondi europei, destinati a finanziare almeno 230 contributi. La Regione Calabria ha già pubblicato diversi elenchi relativi alle domande ammesse e non ammesse, ma, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, rimane da chiarire il numero effettivo delle donne che hanno ottenuto il beneficio e quello delle richiedenti che, pur essendo in possesso dei requisiti, potrebbero non ricevere alcun contributo a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. A queste incertezze si aggiungono le segnalazioni riguardanti presunti malfunzionamenti della piattaforma informatica utilizzata per la presentazione delle domande e la richiesta di consegnare documentazione in formato cartaceo, nonostante l’avviso preveda la rendicontazione online. Su questi aspetti Greco ha chiesto risposte puntuali alla Giunta regionale, sollecitando anche un intervento economico aggiuntivo. “Con la mia interrogazione ho chiesto anche di integrare i fondi disponibili per finanziare tutte le domande ammissibili, senza costringere queste donne ad affrontare ulteriori procedure burocratiche, nonché di fornire spiegazioni sui problemi segnalati e sulla richiesta di documentazione cartacea”, spiega Greco. “Sono persone che hanno già abbastanza difficoltà e alle quali non possiamo chiedere anche di essere più veloci delle altre per ottenere un sostegno. Tanto più che si tratta di fondi europei destinati a favorire un accesso equo ai servizi sanitari e socio-sanitari, con particolare attenzione alle persone più fragili”.
La richiesta alla Giunta: più risorse e criteri basati sulle condizioni economiche e cliniche
La proposta avanzata dal consigliere di Casa Riformista – Italia Viva riguarda sia la gestione delle domande già presentate sia l’impostazione dei futuri interventi regionali destinati alle persone in condizioni di fragilità. Per Greco, il sistema di assegnazione dovrebbe tenere conto delle reali necessità delle richiedenti, introducendo criteri di priorità collegati alle condizioni economiche e cliniche. Allo stesso tempo, il consigliere ritiene necessario rafforzare le forme di accompagnamento per chi incontra difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali, attraverso servizi di assistenza presso le Aziende sanitarie, i Comuni e i patronati. “Per questo ritengo che la Regione debba rivedere questo sistema. Per i prossimi interventi occorrono criteri di priorità legati alle condizioni economiche e cliniche delle richiedenti e bisogna prevedere forme di assistenza presso le Aziende sanitarie, i Comuni e i patronati per chi non riesce a utilizzare autonomamente gli strumenti informatici”, aggiunge Greco. “Ma nell’immediato la Giunta deve fare una cosa molto semplice: verificare quante donne, pur avendo tutti i requisiti, non abbiano ricevuto il contributo e trovare le risorse per finanziare anche le loro domande”. L’obiettivo indicato nell’interrogazione è quindi quello di evitare che eventuali limiti del sistema informatico o l’insufficienza delle risorse disponibili si traducano nell’esclusione di donne che avrebbero diritto al sostegno previsto dall’iniziativa.
Greco: “Non basta spendere i fondi europei, bisogna utilizzarli bene”
La questione sollevata da Filomena Greco investe anche il principio di equità nell’utilizzo delle risorse comunitarie destinate agli interventi sociali e socio-sanitari. Secondo il consigliere regionale, infatti, la capacità di impiegare i finanziamenti disponibili non può essere valutata soltanto sulla base della loro erogazione, ma deve tenere conto anche delle modalità con cui vengono individuati i destinatari e della possibilità concreta di raggiungere chi si trova nelle condizioni di maggiore bisogno. “Parliamo di risorse europee destinate a sostenere le persone più fragili. La Regione ha il compito di utilizzarle nel modo più equo possibile, evitando un sistema che rischia di penalizzare proprio chi ha maggiori difficoltà”, conclude Greco. “È questa la scelta politica che contesto. Perché non basta spendere i fondi europei: bisogna utilizzarli bene, assicurandosi che raggiungano chi ne ha realmente bisogno”. Con l’interrogazione depositata, il consigliere chiede dunque alla Regione Calabria di chiarire gli esiti dell’avviso “Un passo in più”, verificare l’effettiva copertura delle richieste ammissibili e valutare l’integrazione delle risorse economiche, affinché il sostegno destinato alle donne colpite da patologie oncologiche e a quelle impegnate nell’assistenza di familiari malati possa raggiungere anche chi rischia di rimanerne escluso.
