Gli studenti calabresi diventano protagonisti della lotta contro il bullismo, portando le proprie idee, la propria creatività e il proprio impegno nella massima sede istituzionale della Regione. Mercoledì 11 novembre 2026, alle ore 11.00, l’Aula consiliare “Francesco Fortugno” di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, ospiterà la cerimonia conclusiva e di premiazione della seconda edizione del concorso regionale “Ti sbullu!”. L’iniziativa, promossa dal Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, avvocato Antonio Lomonaco, è finanziata dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, presieduto da Salvatore Cirillo. Alla manifestazione prenderanno parte numerose autorità istituzionali, insieme a dirigenti scolastici, docenti, studenti e studentesse degli istituti che hanno aderito al progetto. L’obiettivo è quello di valorizzare il contributo delle nuove generazioni nella prevenzione del bullismo e di ogni forma di prevaricazione, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie e società civile.
Concorso “TI SBULLU!”, a Palazzo Campanella la premiazione degli studenti calabresi
La cerimonia dell’11 novembre rappresenterà il momento conclusivo della seconda edizione del concorso, ma non sarà dedicata esclusivamente alla premiazione dei lavori selezionati come più meritevoli. Gli organizzatori hanno infatti scelto di estendere l’invito a tutte le scuole e a tutti i gruppi di studenti coinvolti, indipendentemente dall’esito della selezione, per riconoscere il valore dell’impegno, della sensibilità e della creatività dimostrati dai partecipanti. Una decisione che intende mettere al centro il significato educativo dell’iniziativa, trasformando la giornata in un’occasione di confronto e partecipazione collettiva. La presenza di numerose autorità istituzionali, accanto ai rappresentanti del mondo scolastico, vuole inoltre testimoniare come il contrasto al bullismo non possa essere affidato soltanto agli interventi successivi agli episodi di violenza o prevaricazione, ma richieda un’azione preventiva e condivisa. La scelta di ospitare la manifestazione nell’Aula consiliare “Francesco Fortugno” assume quindi anche un valore simbolico, riconoscendo agli studenti uno spazio di partecipazione all’interno della principale sede rappresentativa della Calabria.
Il Garante Antonio Lomonaco: “Il bullismo non è una ragazzata”
Al centro dell’iniziativa c’è la necessità di rafforzare la consapevolezza delle conseguenze che gli episodi di bullismo possono provocare nella vita dei più giovani. Il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, Antonio Lomonaco, richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione, dell’ascolto e della responsabilità delle istituzioni nel riconoscere e contrastare tempestivamente ogni forma di prevaricazione. “Il bullismo non è una ragazzata, né un fenomeno che possiamo permetterci di sottovalutare”, sottolinea Lomonaco. “Dietro ogni episodio di prevaricazione può esserci una sofferenza profonda, troppo spesso vissuta nel silenzio. Le istituzioni non possono limitarsi a intervenire quando il danno si è già consumato. Devono avere la capacità di prevenire, ascoltare e costruire una cultura del rispetto. È questa la responsabilità che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni”. Le parole del Garante evidenziano la necessità di affrontare il fenomeno attraverso un impegno che coinvolga non soltanto le istituzioni, ma anche le comunità scolastiche, le famiglie e l’intera società civile. Il concorso “TI SBULLU!” si inserisce proprio in questa prospettiva, proponendo ai ragazzi un percorso di sensibilizzazione che li renda protagonisti nella promozione del rispetto e nella costruzione di relazioni fondate sulla solidarietà.
Gli studenti al centro delle istituzioni: “Nessuna vittima deve sentirsi invisibile”
La scelta di celebrare la premiazione nella sede del Consiglio regionale della Calabria vuole attribuire un riconoscimento concreto alla voce degli studenti, offrendo loro l’opportunità di essere protagonisti di una giornata dedicata a un tema che riguarda direttamente la dignità, la libertà e la sicurezza delle nuove generazioni. Non soltanto una manifestazione istituzionale, dunque, ma anche un’occasione per ribadire che le istituzioni devono rappresentare punti di riferimento accessibili e capaci di ascoltare i bisogni dei più giovani. “Abbiamo voluto che fossero proprio i ragazzi i protagonisti di questa giornata”, prosegue Lomonaco. “Aprire loro le porte del Consiglio regionale significa riconoscere il valore della loro voce e ricordare che le istituzioni devono essere luoghi di ascolto, vicinanza e fiducia. Il messaggio che vogliamo trasmettere è semplice ma fondamentale: nessun ragazzo deve sentirsi solo, nessuna vittima deve sentirsi invisibile”. Un messaggio che assume particolare significato nell’ambito di un’iniziativa rivolta direttamente al mondo della scuola, dove la prevenzione del bullismo passa anche attraverso la capacità di riconoscere le situazioni di disagio, sostenere chi subisce comportamenti offensivi e promuovere una cultura della partecipazione e del rispetto reciproco.
La Calabria contro il bullismo: un impegno condiviso tra scuole e istituzioni
Con la seconda edizione di “TI SBULLU!”, il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato conferma la volontà di consolidare un percorso educativo e di sensibilizzazione che coinvolga direttamente studenti, insegnanti e dirigenti scolastici. L’iniziativa punta a promuovere il rispetto delle differenze, la solidarietà e il coraggio di non rimanere indifferenti davanti alle ingiustizie, riconoscendo nella partecipazione attiva dei ragazzi uno strumento fondamentale per contrastare le forme di prevaricazione. La cerimonia di mercoledì 11 novembre, sostenuta dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale guidato da Salvatore Cirillo, rappresenterà quindi non soltanto il momento conclusivo del concorso, ma anche un’occasione per rafforzare il dialogo tra mondo scolastico e istituzioni. L’obiettivo è diffondere dalla Calabria un messaggio chiaro: il bullismo si combatte attraverso la responsabilità, l’esempio e l’impegno quotidiano di ciascuno, creando condizioni nelle quali nessun giovane debba sentirsi abbandonato o escluso. È questo il significato dell’appello che accompagna la manifestazione: insieme per “sbullare” i bulli dalla società, trasformando la sensibilizzazione in un impegno concreto e condiviso.
