Alluvione di Firenze, 60 anni dopo il ricordo degli Angeli del fango e l’allarme per le biblioteche della Calabria

Nel giorno dell'anniversario della tragedia del 1966, l'Università delle Generazioni denuncia le difficoltà del patrimonio culturale calabrese, dalla Biblioteca di Soriano a quella di Cosenza, e rilancia la proposta di una Biblioteca Regionale Centrale

Oggi, 04 novembre 2026, ricorrono i sessanta anni dalla disastrosa alluvione di Firenze che nel 1966, tra tante altre distruzioni, ha sommerso libri antichi, opere d’arte e quant’altro di tanto prezioso per la Città e la Cultura universale. Pure l’Università delle Generazioni intende ricordare quel tragico evento che ha causato pure 37 morti. Lo vuole ricordare specialmente ai giovani di adesso, poiché altri giovani (quelli fantasiosi, innovatori, pacifisti, musicali, coraggiosi degli anni sessanta), provenienti da tutto il mondo, hanno contribuito a salvare buona parte dei capolavori di arte e di cultura che l’acqua e il fango stavano per distruggere definitivamente.

Infatti, quei giovani vengono celebrati ancora, per questa loro memorabile epopea, come gli “Angeli del fango” guadagnandosi così persino un monumento in Piazza Giuseppe Poggi, realizzato dallo scultore Galeazzo Auzzi, proprio accanto al “famigerato” fiume Arno, in pieno centro a Firenze.

Se guardiamo alla nostra Calabria, possiamo considerare che purtroppo non ha ancora i suoi “Angeli del fango” che contribuiscano a salvare buona parte della Cultura prodotta da questo territorio nel corso dei millenni. Infatti, salvo eccezioni, la Cultura calabrese non soltanto non viene adeguatamente salvata e valorizzata, ma viene praticamente negata al beneficio di cittadini e studiosi, anche quando qualcuno riesce a salvarla bene, a costo di enormi sacrifici.

Consideriamo alcuni emblematici esempi. Primo tra tutti quello della Biblioteca Calabrese di Soriano che, nonostante tanta fatica del suo fondatore (il compianto preside Nicola Provenzano e di suoi collaboratori), resta ancora chiusa dal 9 ottobre 2024 per motivi superabili dalla buona volontà di uomini e di istituzioni che la dovrebbero governare al meglio. Adesso, pare che da qualche settimana si intraveda un promettente spiraglio. Stessa cosa per la favolosa Biblioteca Civica di Cosenza. Però se guardiamo la mappa del territorio regionale, la situazione è più o meno alquanto disastrata e indegna. Una ragione in più per cui i giovani non trovano motivo per restare, innamorandosi della cultura locale e regionale, preferendo la fuga spesso senza ritorno.

L’Università delle Generazioni torna quindi ad appellarsi alle Istituzioni competenti affinché, per tentare di salvare la ricchissima cultura calabrese, si realizzi il sogno di una “Biblioteca Regionale Centrale” quale potrebbe essere (potenziata) ancora la stessa Biblioteca di Soriano (VV), o anche quella di Taurianova (RC) specie dopo il successo di “Capitale Italiana del Libro” del 2024. O, magari, potrebbe essere incoraggiato l’intraprendente sindaco di Marcellinara, Vittorio Scerbo, il quale ha saputo immettere la propria Città tra le 16 candidate al titolo di “Capitale Italiana della Cultura” per il 2029. Probabilmente una Biblioteca Regionale Centrale proprio al centro dell’Istmo della Prima Italia sarebbe l’ideale per tutti i territori calabresi, vicini e lontani.