La terra continua a tremare nel Tirreno meridionale. Una nuova, forte scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata segnalata alle ore 15:55 di oggi, venerdì 23 ottobre 2026, con un ipocentro stimato a 7.8 chilometri di profondità. Il dato, ancora preliminare e in attesa di conferma da parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), rappresenta un nuovo importante sviluppo della sequenza sismica che sta interessando il bacino tirrenico, dopo la violenta scossa registrata nella tarda mattinata.
Sono trascorse appena 3 ore e 36 minuti dal terremoto delle 12:19, che aveva fatto tremare un’area vastissima della Calabria e della Sicilia, provocando grande apprensione tra la popolazione. La nuova segnalazione riporta l’attenzione su una crisi sismica particolarmente intensa, caratterizzata da numerosi eventi concentrati nell’arco di poche ore. La magnitudo e la profondità della scossa delle 15:55 dovranno essere confermate dalle successive elaborazioni scientifiche. Non sono ancora disponibili informazioni verificate sull’esatta localizzazione dell’epicentro, sull’estensione del risentimento sismico e su eventuali conseguenze.
Terremoto in Calabria e Sicilia, la seconda forte scossa dopo quella delle 12:19
La giornata era stata già segnata da un forte terremoto alle ore 12:19, localizzato nel Mar Tirreno meridionale, a nord delle Isole Eolie, con una profondità di circa 9 chilometri. L’evento, inizialmente indicato con una magnitudo di 5.5, è stato successivamente riportato con una magnitudo locale di 4.6 nei dati della rete sismica. Il movimento tellurico è stato avvertito distintamente in numerose località, da Messina a Reggio Calabria, fino a Cosenza, Rende, Palermo e Agrigento. La notevole estensione dell’area interessata aveva destato preoccupazione anche in centri molto distanti dall’epicentro.
Già prima della scossa principale, i sismografi avevano registrato diversi terremoti, tra cui un evento di magnitudo 4.3 alle 11:51 e un altro di magnitudo 3.6 alle 11:56. Alle 12:24 era seguita una nuova scossa di magnitudo 4.0, a conferma dell’intensa attività sismica in corso. La segnalazione delle 15:55, qualora confermata, aggiungerebbe dunque un altro terremoto significativo a una sequenza che ha già prodotto numerosi eventi di energia considerevole.
Sciame sismico nel Tirreno meridionale: perché le scosse continuano
L’attività sismica non è cominciata questa mattina. Già tra il 20 e il 22 ottobre erano stati registrati diversi terremoti nel Tirreno meridionale, con magnitudo comprese tra 3 e 4. La frequenza degli eventi è aumentata nella giornata di venerdì, culminando nella forte scossa di mezzogiorno e proseguendo con ulteriori terremoti. Dal punto di vista geologico, il Tirreno meridionale è una delle aree tettonicamente più complesse del Mediterraneo. La regione risente dell’interazione tra differenti strutture della crosta terrestre e dei processi geodinamici che interessano l’Arco Calabro, la Sicilia nordorientale e il sistema delle Isole Eolie.
La presenza di terremoti con ipocentri relativamente superficiali costituisce un elemento importante per valutare il potenziale risentimento delle scosse sulla terraferma. Una profondità di 7.8 chilometri, come quella indicata dalla stima preliminare del nuovo evento, colloca il terremoto nella porzione superficiale della crosta terrestre. La profondità, tuttavia, non determina da sola l’intensità degli effetti in superficie: contano anche la magnitudo, la distanza dall’epicentro, le caratteristiche geologiche locali e la vulnerabilità degli edifici.
Terremoto nel Tirreno, possono verificarsi altre forti scosse?
È una delle domande che maggiormente preoccupano gli abitanti della Sicilia e della Calabria dopo una giornata contrassegnata da terremoti ravvicinati. Dal punto di vista scientifico, non è possibile prevedere con precisione quando avverrà il prossimo terremoto, dove si verificherà e quale magnitudo raggiungerà. Una sequenza sismica può proseguire con scosse di minore intensità, attraversare fasi di temporanea diminuzione dell’attività oppure comprendere ulteriori eventi significativi. Non è quindi possibile stabilire in anticipo se il terremoto delle 12:19 sia stato quello di maggiore energia dell’intera sequenza. La nuova segnalazione delle 15:55 rende particolarmente importante il monitoraggio continuo dei fenomeni. Solo attraverso l’analisi delle registrazioni sismografiche, della distribuzione degli epicentri e dell’evoluzione delle magnitudo sarà possibile ricostruire con maggiore precisione le caratteristiche della crisi sismica.
Terremoto e rischio tsunami, cosa bisogna sapere dopo le nuove scosse
La forte attività sismica in mare riporta inevitabilmente l’attenzione anche sul rischio maremoto lungo le coste della Calabria e della Sicilia. Dopo il terremoto delle 12:19 erano state attivate procedure precauzionali e comunicazioni di allerta, successivamente revocate. È importante chiarire che un terremoto sottomarino non genera automaticamente uno tsunami. La possibilità che si produca un maremoto dipende soprattutto dalle caratteristiche della sorgente sismica, dall’eventuale spostamento verticale del fondale marino e dalla quantità d’acqua coinvolta. Anche fenomeni come le frane sottomarine possono, in determinate condizioni, generare onde di maremoto.
La segnalazione di una nuova scossa di magnitudo 4.6 non comporta automaticamente l’emissione di una nuova allerta tsunami. Eventuali decisioni in merito spettano alle autorità competenti attraverso il sistema nazionale di allertamento. Per questo motivo è fondamentale seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali della Protezione Civile e delle amministrazioni locali, senza confondere la presenza di una forte scossa in mare con l’effettiva esistenza di un pericolo di maremoto.
Nuovo terremoto in Sicilia e Calabria, monitoraggio continuo dell’INGV
L’attenzione resta concentrata sull’evoluzione dello sciame sismico nel Tirreno meridionale, mentre prosegue il lavoro della rete nazionale di sorveglianza dell’INGV. La nuova scossa segnalata alle 15:55, con magnitudo 4.6 e profondità di 7.8 chilometri, rappresenta un dato significativo, che necessita delle verifiche scientifiche necessarie prima della sua conferma definitiva. In presenza di nuove oscillazioni è essenziale mantenere comportamenti prudenti: durante lo scuotimento bisogna proteggersi dalla caduta di oggetti, evitare scale e ascensori e, una volta terminata la scossa, seguire le indicazioni delle autorità, prestando particolare attenzione a eventuali danni agli edifici.
La situazione resta in evoluzione. Le prossime elaborazioni dell’INGV saranno decisive per confermare i parametri del terremoto delle 15:55 e comprendere meglio l’andamento di una sequenza sismica che sta interessando da giorni il Tirreno meridionale. Per consultare gli aggiornamenti ufficiali in tempo reale è disponibile il portale Terremoti INGV. Nota di verifica editoriale: i dati relativi alla nuova scossa delle 15:55 (magnitudo 4.6 e profondità 7.8 km) sono quelli preliminari da te comunicati e non risultano ancora confermati dalle fonti consultate. Nell’articolo sono pertanto indicati espressamente come preliminari. Prima della pubblicazione è opportuno verificare anche l’epicentro esatto.
Tutti i dettagli dal video appena pubblicato sul Canale YouTube di MeteoWeb:

