Sanità Calabria, Antonini davanti a Mattarella: “11 anni di commissariamento, tasse altissime e risultati peggiori di prima”

Il vicepresidente della Corte Costituzionale interviene al Festival delle Regioni di Firenze e ripercorre gli effetti del commissariamento della sanità calabrese

“Undici anni di commissariamento della sanità calabrese, imposte regionali ai livelli massimi e cittadini costretti a spostarsi fuori regione per ricevere cure”. È il quadro richiamato da Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, durante il suo intervento alla prima giornata del Festival delle Regioni, in corso a Firenze, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Antonini ha dedicato una parte del suo intervento al rapporto tra Stato e Regioni, soffermandosi in particolare sull’esperienza del commissariamento della sanità in Calabria, che ha indicato come esempio delle conseguenze di un insufficiente coordinamento da parte delle istituzioni centrali. Il vicepresidente della Consulta ha ricordato la sentenza numero 168 del 2021, con cui la Corte Costituzionale intervenne sulla disciplina del commissariamento, dichiarandola parzialmente illegittima. Una decisione dalla quale, secondo Antonini, ha preso avvio un percorso differente, culminato nella recente uscita della Calabria dal regime commissariale.

Antonini: “il commissariamento della Calabria durava da 11 anni, con risultati disastrosi”

Nel suo intervento, il vicepresidente della Corte Costituzionale ha affrontato il tema della collaborazione istituzionale tra Stato e Regioni, evidenziando come le criticità non abbiano riguardato soltanto i rapporti tra le amministrazioni territoriali e quelle centrali, ma anche l’efficacia delle attività di coordinamento esercitate dallo Stato. “Non è solo la leale collaborazione che ha scarseggiato in questi 25 anni. Possiamo sostenere che a volte è anche mancata a livello centrale un serio e efficace ruolo di coordinamento. Ne è l’emblema il commissariamento della Regione Calabria, censurato dalla Corte Costituzionale con la clamorosa sentenza 168 del 2021, che lo dichiarò parzialmente illegittimo. Il commissariamento statale durava da 11 anni, con risultati disastrosi.” Il riferimento di Antonini riguarda una fase prolungata di gestione commissariale della sanità calabrese, durante la quale, secondo la ricostruzione esposta, non erano stati raggiunti gli obiettivi previsti dal percorso di risanamento.

LEA, disavanzo e aziende sanitarie: il quadro descritto dal vicepresidente della Consulta

Tra gli aspetti richiamati da Antonini figurano il mancato raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), la permanenza di un consistente disavanzo sanitario e le questioni relative alla gestione amministrativa delle aziende sanitarie. “Dopo 11 anni i Lea non erano garantiti, il disavanzo restava pesante, alcune aziende sanitarie non approvavano i bilanci e altre erano sciolte per infiltrazioni mafiose.” Il vicepresidente della Corte Costituzionale ha quindi collegato i risultati della gestione commissariale alle difficoltà riscontrate nell’organizzazione dei servizi e nella situazione finanziaria del sistema sanitario regionale. Il commissariamento, previsto come strumento di intervento sostitutivo dello Stato, avrebbe dovuto contribuire al riequilibrio dei conti e al ripristino delle condizioni necessarie per garantire i servizi sanitari. Nella valutazione espressa da Antonini, tuttavia, il protrarsi della gestione per undici anni non aveva prodotto i risultati attesi.

Calabria, tasse ai massimi livelli e migrazione sanitaria: le parole di Antonini

Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato il costo sostenuto dai cittadini calabresi durante gli anni del commissariamento. Antonini ha ricordato come, a fronte dell’aumento delle addizionali regionali, persistessero difficoltà nell’accesso alle prestazioni sanitarie, con la necessità per numerosi cittadini di rivolgersi a strutture situate fuori dalla Calabria. “Nel frattempo le addizionali regionali erano state portate al massimo. I calabresi pagavano da 11 anni le imposte più alte d’Italia, ma per curarsi erano costretti a penose migrazioni sanitarie.” Il vicepresidente della Consulta ha così evidenziato il rapporto tra la pressione fiscale regionale e la capacità del sistema sanitario di offrire ai cittadini le prestazioni necessarie sul territorio. Il tema della mobilità medica fuori regione è stato richiamato come uno degli elementi che caratterizzavano la situazione calabrese durante il periodo esaminato dalla Corte.

La sentenza della Corte Costituzionale del 2021: “il potere sostitutivo statale deve essere efficace”

Il passaggio centrale dell’intervento riguarda la sentenza 168 del 2021 della Corte Costituzionale, richiamata da Antonini per spiegare i limiti entro i quali deve essere esercitato il potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle Regioni. Secondo il vicepresidente della Consulta, l’intervento statale deve essere accompagnato da strumenti, risorse e personale adeguati al raggiungimento degli obiettivi per i quali viene disposto. “La Corte interviene spiegando che il potere sostitutivo statale deve essere efficace. Mettere in campo i migliori strumenti, i migliori mezzi e il miglior personale. E non può certo incancrenire una Regione per 11 anni e alla fine portare risultati peggiori dal punto di partenza.” Antonini ha quindi sottolineato il principio dell’efficacia dell’intervento sostitutivo, evidenziando come il commissariamento non possa trasformarsi in una gestione prolungata senza risultati adeguati rispetto agli obiettivi iniziali.

La Calabria fuori dal commissariamento: il nuovo percorso dopo la sentenza

Nella parte conclusiva del suo intervento dedicata alla sanità calabrese, Antonini ha richiamato gli sviluppi successivi alla pronuncia della Corte Costituzionale del 2021. “A partire da quella sentenza è nato un processo diverso che ha avuto sviluppi positivi al punto che la Calabria è stata fatta uscire oggi dal Commissariamento”. Il vicepresidente della Consulta ha quindi individuato nella sentenza del 2021 un passaggio significativo nel percorso che ha portato al superamento del regime commissariale. Le sue parole sono arrivate nel contesto del Festival delle Regioni di Firenze, dove il confronto istituzionale ha riguardato anche il ruolo delle autonomie territoriali e il rapporto tra competenze regionali e interventi dello Stato. Il caso della sanità calabrese è stato così utilizzato da Antonini per richiamare l’attenzione sulla necessità che gli strumenti straordinari di intervento pubblico siano accompagnati da capacità amministrativa, risorse adeguate e risultati effettivi.