Rifiuti, Calabria e Sicilia tra le peggiori per raccolta differenziata: entrambe sotto il 60%

Nel 2024 la Calabria si ferma al 57,5% e la Sicilia al 55,5%, tra i valori più bassi d’Italia. L’Isola registra però il miglior recupero degli ultimi cinque anni, con un balzo di 13,2 punti percentuali

A livello regionale, nel 2024, l’incremento dei rifiuti urbani si verifica quasi ovunque, tranne in Basilicata, Marche e Puglia, dove la produzione rimane stabile rispetto all’anno precedente. L’aumento più consistente si ha in Veneto (+5,5%), in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+4,5%) e in Emilia-Romagna (+3,9%). In queste ultime due regioni si produce in assoluto la maggiore quantità di rifiuti urbani pro capite (rispettivamente 649,8 e 664,0 Kg/ab). Nel 2024, rileva l’ISTAT, sono 11 le regioni con una produzione pro capite di rifiuti superiore alla media nazionale; nove tra queste superano il target del 65% di raccolta differenziata. La quota più alta (82,5%) si rileva per la Provincia autonoma di Trento, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, con oltre il 78%. Le regioni con minore produzione di rifiuti urbani sono la Basilicata (355,1 kg/ab), che supera per la prima volta il target fissato (66,3%, +1,4 p.p. sul 2023), il Molise (386,6 kg/ab) e la Calabria (403,8 kg/ab), che invece non lo raggiungono.

Nel 2024 la quota di raccolta differenziata aumenta in tutte le regioni, fatta eccezione per la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (-0,6 punti percentuali rispetto al 2023) e le Marche (-0,3 punti percentuali), che tuttavia hanno superato da diversi anni il target previsto, raggiungendo rispettivamente il 68,7% e il 71,8%. Nel 2024, le regioni con le quote più basse sono la Liguria (59,6%), la Campania (58,1%), la Calabria (57,5%), il Lazio (56,2%) e la Sicilia (55,5%), con quest’ultima che tuttavia registra l’incremento della differenziata più elevato degli ultimi cinque anni (+13,2 punti percentuali). Si deve infine notare che, sebbene un aumento della produzione globale dei rifiuti, sia legato alla crescita dei consumi da parte di cittadini e imprese, in alcune realtà territoriali l’associazione tra una maggiore raccolta differenziata e un incremento della produzione complessiva può derivare da una più accurata contabilizzazione dei rifiuti, resa possibile da sistemi di raccolta più efficienti, in grado di intercettare flussi che in precedenza sfuggivano alla misurazione.