Reggio Calabria, Legambiente contro la gara di motocross sulla spiaggia di Catona: presentato un esposto, chiesto lo stop all’evento

Le associazioni ambientaliste chiedono verifiche urgenti sulle autorizzazioni per il Campionato Mare Cross del 31 ottobre e 1° novembre. Sotto accusa i possibili danni all'arenile e la vicinanza alla Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000

Un esposto con diffida e richiesta di intervento alle autorità competenti per verificare la legittimità delle gare di motocross in programma sulla spiaggia di Catona, a Reggio Calabria, e valutare l’eventuale sospensione dell’evento. È l’iniziativa intrapresa da Legambiente e altre quattro associazioni in vista della quinta tappa del Campionato Mare Cross, prevista per il 31 ottobre e il 1° novembre sul lungomare della frazione reggina. La manifestazione, organizzata dal Moto Club Sand Riders insieme alla seconda edizione del Memorial Carmelo Ferrante, vedrà la partecipazione di decine di piloti di Minicross su un circuito di 1.500 metri ricavato direttamente sull’arenile. A preoccupare le associazioni sono soprattutto le possibili conseguenze ambientali delle competizioni motoristiche su un tratto di costa considerato particolarmente fragile, a poca distanza da un’area protetta della rete europea Natura 2000. La contestazione, precisano i promotori dell’iniziativa, non riguarda lo sport né il valore commemorativo della manifestazione, ma la scelta di utilizzare una spiaggia naturale come circuito per le moto.

L’esposto alle autorità e la richiesta di verificare le autorizzazioni

“Proprio per chiedere verifiche urgenti e prevenire possibili danni ambientali, è stato presentato un esposto con diffida e richiesta di intervento alle autorità competenti”, si legge nella nota di Legambiente. L’atto, datato 22 ottobre 2026, è stato sottoscritto da Legambiente Calabria, dal Circolo Legambiente Reggio Calabria “Città dello Stretto” APS, dal Touring Club Italiano – Club di Territorio di Reggio Calabria, dal WWF Calabria e dal CAI – Club Alpino Italiano, Sezione Aspromonte. Le associazioni si rivolgono al Comune di Reggio Calabria e agli altri enti interessati chiedendo di “verificare la legittimità degli eventi, accertare le autorizzazioni rilasciate e valutare la sospensione o la revoca degli eventuali titoli, qualora ne ricorrano i presupposti”. La richiesta è dunque quella di approfondire gli aspetti autorizzativi e ambientali prima dello svolgimento delle gare, per accertare la compatibilità delle attività previste con le caratteristiche del litorale e con le disposizioni poste a tutela degli habitat costieri.

La vicinanza all’area protetta e i rischi per la spiaggia di Catona

Uno degli elementi centrali dell’esposto riguarda la vicinanza del circuito alla Zona Speciale di Conservazione “Spiaggia di Catona” (ZSC IT9350183), situata a circa 100 metri dall’area interessata dalla manifestazione. Il sito fa parte della rete europea Natura 2000 ed è stato istituito per tutelare habitat costieri di interesse comunitario, tra cui la vegetazione annua delle linee di deposito marine e le dune embrionali mobili. Le misure regionali di conservazione riconoscono le pressioni esercitate dalla pulizia meccanica e dal transito dei mezzi sull’arenile, prevedendo interventi di protezione dei sistemi dunali e individuando il divieto di transito dei veicoli a motore tra le misure da attuare. Secondo le associazioni, il passaggio ripetuto di decine di mezzi pesanti e rumorosi rischia di comprimere la sabbia, schiacciare la vegetazione e asportare materiali naturali come posidonia, legni e conchiglie. Alterazioni che possono ridurre l’umidità del suolo, aumentare la temperatura superficiale e favorire i processi di erosione costiera. A queste criticità si aggiunge il rischio di inquinamento legato alla possibile dispersione di carburanti, oli e lubrificanti a poca distanza dal mare. Le conseguenze, sostengono le associazioni, potrebbero protrarsi anche nei mesi successivi alla manifestazione, a causa dell’impoverimento e della compattazione dell’arenile.

A rendere ancora più delicata la situazione è la particolare vulnerabilità della costa di Catona, già esposta agli effetti delle mareggiate e dell’erosione. Gli stessi organizzatori, secondo quanto riportato da Legambiente, hanno riconosciuto di aver dovuto modificare il tracciato rispetto all’edizione del 2025 perché una mareggiata ha ridefinito parzialmente alcuni tratti del litorale. Una circostanza che, per le associazioni, conferma la necessità di proteggere un ambiente costiero sottoposto anche agli effetti della crisi climatica. Nella nota viene inoltre richiamata l’importanza delle spiagge come habitat per numerose specie animali e vegetali. “Una spiaggia non è un semplice tappeto di sabbia, ma un ecosistema vivo e delicato, abitato da specie che dipendono da quel fragile equilibrio”, sottolineano le associazioni. Tra gli esempi citati figura la tartaruga marina Caretta caretta, che nidifica anche lungo le coste calabresi. Nell’estate 2026, secondo i dati riportati nel comunicato, sono stati censiti in Italia 358 nidi e la Calabria figura tra le regioni con il maggior numero di nidificazioni, insieme a Sicilia, Campania e Puglia. Il ritorno di queste specie viene indicato come il risultato di anni di attività di tutela condotte da volontari, istituzioni e associazioni, un patrimonio ambientale che, secondo i firmatari dell’esposto, non dovrebbe essere esposto a ulteriori fattori di rischio.

Gli altri precedenti in Italia, dalla Puglia all’Isola d’Elba

La contestazione sollevata a Catona si inserisce, secondo Legambiente, in una problematica che riguarda anche altre località italiane dove sono state organizzate competizioni motoristiche in ambienti costieri e naturali. Nel corso del 2026, a Porto Cesareo, nel Salento, il circolo locale dell’associazione ha documentato gare di motocross nella riserva della Palude del Conte, presentando un esposto alla Procura di Lecce. Sempre quest’anno, a Maccarese, vicino Roma, dopo una tappa del Supermarecross è stato presentato un altro esposto nel quale l’evento e l’utilizzo della battigia sono stati definiti impropri e in contrasto con la normativa sulla circolazione fuoristrada. Tra i precedenti ricordati figurano anche una competizione all’Isola d’Elba, all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, durante la quale circa 400 piloti hanno attraversato sentieri e habitat protetti, e l’appuntamento annuale dell’“Ischia Mare Cross”, gara di beach cross organizzata sull’isola campana. Casi che le associazioni richiamano per evidenziare come l’utilizzo degli arenili e delle aree naturali per le competizioni motoristiche rappresenti una questione ricorrente, sulla quale ritengono necessaria una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

Legambiente Calabria: “La tutela dell’ambiente non può essere rimandata a dopo l’evento”

A spiegare le ragioni della mobilitazione è Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, che ribadisce come la richiesta di intervento non sia rivolta contro la pratica sportiva o contro il Memorial Carmelo Ferrante, ma riguardi esclusivamente la salvaguardia dell’ambiente costiero. “La nostra contrarietà non riguarda assolutamente lo sport, le iniziative per i bambini o il valore della memoria, ma attiene ai basilari principi della tutela ambientale”, dichiara Parretta. “Siamo contrari all’idea che una spiaggia naturale possa essere trattata come una pista da corsa. Catona è un tratto di costa fragile, vicino a un sito della rete Natura 2000 e caratterizzato da habitat che necessitano di protezione. Un sito importante sul quale Legambiente ha, nel corso del tempo, effettuato attività di pulizia, sensibilizzazione e salvaguardia, da ultimo nell’ambito del progetto “Acqua azzurra, fondali e spiagge da proteggere”, finanziato dalla Regione Calabria. Chiediamo che le istituzioni verifichino ogni aspetto autorizzativo e ambientale, agiscano secondo il principio di precauzione e impediscano che il ripetersi di queste iniziative comprometta ulteriormente il litorale. La tutela dell’ambiente”, conclude Parretta, “non può essere rimandata a dopo l’evento: deve essere il presupposto di ogni decisione”. L’attenzione si concentra ora sulle verifiche richieste agli enti competenti, a pochi giorni dall’appuntamento motoristico previsto sul lungomare di Catona.