Reggio Calabria e Messina, l’Area dello Stretto riparte: dieci anni fa Cannizzaro partecipò alla Commissione guidata da Battaglia

La firma prevista venerdì tra i sindaci Francesco Cannizzaro e Federico Basile riporta al centro un progetto istituzionale già avviato nel 2016 con la Conferenza permanente interregionale presieduta da Domenico Battaglia. Tra i protagonisti di allora anche Cannizzaro, all'epoca consigliere regionale

L’Area integrata dello Stretto torna al centro dell’agenda politica e istituzionale di Reggio Calabria e Messina. L’appuntamento di venerdì 16 ottobre 2026, quando i sindaci Francesco Cannizzaro e Federico Basile e le rispettive amministrazioni si ritroveranno a bordo di una nave in navigazione nello Stretto per sottoscrivere un documento condiviso da trasmettere al Governo, rappresenta un nuovo passaggio di un progetto che affonda le proprie radici in una lunga storia di collaborazione tra Calabria e Sicilia. Una storia nella quale occupa un posto importante l’esperienza della Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto, presieduta dall’allora consigliere regionale reggino Domenico Battaglia.

Non si trattava soltanto di un confronto politico tra rappresentanti delle due sponde, ma di un organismo istituzionale nato con l’obiettivo di coordinare le politiche di sviluppo, individuare priorità comuni e favorire l’integrazione economica, infrastrutturale, culturale e sociale tra Reggio Calabria e Messina. C’è anche una coincidenza particolarmente significativa che lega quell’esperienza all’attualità: Francesco Cannizzaro, oggi sindaco di Reggio Calabria e protagonista dell’intesa con Basile, figurava già tra i partecipanti alla seduta inaugurale della Conferenza del 6 maggio 2016, nella sua veste di consigliere regionale della Calabria. Lo testimonia il resoconto ufficiale conservato dal Consiglio regionale.

Nel 2016 la Conferenza interregionale guidata da Mimmetto Battaglia

Per comprendere il valore del percorso attuale bisogna tornare al 25 novembre 2015, quando il presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto, attraverso il decreto numero 5, delegò il consigliere Domenico Battaglia a presiedere la Conferenza permanente interregionale, il suo Ufficio di Presidenza e a esercitare le altre funzioni previste dal regolamento. L’insediamento ufficiale avvenne il 6 maggio 2016, con una seduta nella quale si affrontarono temi che, a distanza di dieci anni, rimangono centrali nel dibattito sull’Area dello Stretto: il coordinamento tra Calabria e Sicilia, la mobilità, il sistema dei trasporti, le infrastrutture, l’impiego dei finanziamenti europei e nazionali e la necessità di superare gli ostacoli normativi e amministrativi derivanti dall’appartenenza delle due città a regioni differenti. Nel corso della riunione, Battaglia illustrò la genesi dell’organismo, i suoi compiti, le funzioni e i riferimenti normativi, mettendo in evidenza la necessità di rafforzare un’integrazione culturale, universitaria, professionale e sociale che già caratterizzava i territori affacciati sullo Stretto.

L’obiettivo era quello di costruire una strategia comune che consentisse alle due sponde di valorizzare le proprie risorse e di assumere un ruolo più importante nello sviluppo del Mezzogiorno e del Mediterraneo. L’idea di fondo era considerare Reggio Calabria e Messina non come due realtà isolate, ma come parti di un sistema territoriale fortemente interconnesso, nel quale le politiche pubbliche potessero essere programmate attraverso un maggiore coordinamento istituzionale.

Cannizzaro era già tra i protagonisti della Conferenza del 2016

Uno degli aspetti più interessanti, alla luce degli sviluppi attuali, è proprio la presenza di Francesco Cannizzaro tra i rappresentanti istituzionali coinvolti nella Conferenza del 2016. Il suo nome compare infatti nel resoconto della seduta inaugurale insieme a quelli di importanti esponenti delle istituzioni calabresi e siciliane. Tra i partecipanti figuravano Nicola Irto, Giovanni Ardizzone, allora presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Antonio Scalzo, Giuseppe Neri, Alessandro Nicolò, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni comunali delle due città. Per Messina partecipò Guido Signorino, delegato dell’allora sindaco Renato Accorinti, mentre Reggio Calabria era rappresentata da Riccardo Mauro, delegato del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Il fatto che Cannizzaro avesse già preso parte a quel percorso istituzionale rende particolarmente interessante la continuità tra il lavoro sviluppato dieci anni fa e l’iniziativa che oggi lo vede impegnato direttamente come sindaco di Reggio Calabria. La Conferenza presieduta da Battaglia costituisce dunque un precedente istituzionale documentato dell’attuale progetto di integrazione, pur trattandosi di iniziative con soggetti promotori e strumenti differenti.

Dalla visione politica agli atti ufficiali: il lavoro della Conferenza tra il 2016 e il 2017

L’attività della Conferenza non si fermò all’insediamento del maggio 2016. Sotto la presidenza di Mimmetto Battaglia, l’organismo portò avanti una serie di iniziative e provvedimenti finalizzati a strutturare il coordinamento tra le istituzioni calabresi e siciliane. Il 19 dicembre 2016, l’Ufficio di Presidenza della Conferenza approvò un documento programmatico delle attività e deliberò la nomina dei componenti del Comitato tecnico, chiamato a offrire supporto specialistico all’elaborazione delle politiche per l’Area dello Stretto. Nel Comitato furono coinvolte personalità provenienti dal mondo accademico, istituzionale e professionale, tra cui Mario Abis, Michele Bisignano, Luca Danese, Carlo De Vito, Giuseppe Fera, Michele Limosani e Francesca Moraci. L’intento era affiancare al confronto politico competenze tecniche in settori strategici come i trasporti, l’economia e la pianificazione territoriale. Battaglia illustrò in quella fase le quattro funzioni principali dell’organismo: conoscitiva, propulsiva, consultiva e di monitoraggio. L’obiettivo era dotare la Conferenza degli strumenti necessari per sostenere un processo di programmazione condivisa tra le due regioni.

Nel 2017 le delibere sui trasporti e sul Piano strategico dell’Area dello Stretto

Anche nel 2017 la Conferenza produsse atti formali, oggi consultabili nell’archivio del Consiglio regionale della Calabria. Tra i provvedimenti più significativi figura la deliberazione del 10 marzo 2017 relativa all’adeguamento del Piano dei Trasporti della Regione Siciliana agli obiettivi individuati dal Piano regionale dei Trasporti della Calabria, con specifico riferimento al capitolo dedicato all’Area dello Stretto. L’8 agosto 2017 furono inoltre approvate le linee di indirizzo da sottoporre alla Regione Siciliana per promuovere interventi infrastrutturali nell’Area dello Stretto e le linee generali per la predisposizione di un Piano strategico per la promozione dell’Area dello Stretto. Si trattava di indirizzi e strumenti di programmazione, non della costituzione definitiva di una nuova entità amministrativa. Ma questi documenti dimostrano che il lavoro coordinato da Battaglia aveva prodotto atti istituzionali su questioni ancora oggi al centro della discussione tra Reggio e Messina.

Dieci anni dopo, Cannizzaro e Basile riprendono il percorso dell’integrazione

Il progetto torna oggi al centro dell’iniziativa dei due Comuni, attraverso il confronto avviato dai sindaci Francesco Cannizzaro e Federico Basile. Dopo gli incontri istituzionali a Palazzo Alvaro e Palazzo Zanca, le amministrazioni hanno individuato cinque priorità programmatiche per costruire una collaborazione più strutturata tra le due sponde. Il primo obiettivo riguarda i collegamenti con l’Aeroporto dello Stretto, che le amministrazioni intendono rendere più facilmente accessibile anche ai cittadini messinesi. Tra le ipotesi illustrate figurano la realizzazione di un pontile dedicato, il potenziamento dei collegamenti tra la stazione degli aliscafi di Reggio Calabria e lo scalo aeroportuale e l’organizzazione di un servizio integrato di trasporto da Messina.

Una quarta direttrice riguarda la predisposizione di un documento strategico comune, destinato a individuare priorità nei settori delle infrastrutture, del turismo, della cultura, dello sviluppo economico e dei servizi pubblici. Infine, le due amministrazioni intendono promuovere un’iniziativa normativa nazionale per individuare strumenti giuridici, amministrativi e finanziari capaci di rendere operativa l’Area integrata dello Stretto. Il programma presenta diverse affinità tematiche con quello affrontato dalla Conferenza presieduta da Battaglia: dalla mobilità alla cooperazione istituzionale, fino alla ricerca di strumenti condivisi per lo sviluppo economico.

Basile ha già ricordato il lavoro di Battaglia

Il collegamento tra l’esperienza della Conferenza interregionale e l’attuale iniziativa non è soltanto una ricostruzione storica. Lo stesso Federico Basile, durante l’incontro istituzionale del 5 ottobre a Reggio Calabria, ha ricordato un colloquio avuto con Mimmetto Battaglia. In quell’occasione, il sindaco messinese ha riferito che Battaglia gli aveva ricordato l’esistenza di un precedente protocollo relativo all’Area integrata dello Stretto, risalente agli anni passati. Basile ha richiamato quell’esperienza proprio per sottolineare la necessità di trasformare le intese istituzionali in iniziative operative e non limitarsi a riproporre obiettivi già discussi in passato. È un passaggio importante perché testimonia come il lavoro svolto negli anni precedenti continui a rappresentare un riferimento nel dibattito politico attuale.

Il significato della firma nello Stretto e il rapporto con le esperienze del passato

La firma prevista a bordo di una nave in navigazione tra Reggio Calabria e Messina assume un valore simbolico evidente, ma il suo significato istituzionale dovrà essere valutato soprattutto attraverso il contenuto del documento e gli eventuali provvedimenti successivi. L’esperienza della Conferenza guidata da Battaglia dimostra che un coordinamento politico e tecnico tra Calabria e Sicilia era già stato formalmente avviato dieci anni fa. Il nuovo percorso promosso dalle amministrazioni comunali si colloca quindi all’interno di una storia istituzionale più articolata. La differenza riguarda anche i soggetti promotori: la Conferenza del 2016 nasceva come organismo di coordinamento interregionale, mentre l’attuale iniziativa prende avvio direttamente dalle amministrazioni delle due città e punta a coinvolgere il Governo e il Parlamento. Non è ancora possibile stabilire quale configurazione giuridica potrà assumere l’Area integrata, né quali saranno i tempi per la sua piena attuazione. Saranno gli atti normativi, gli accordi istituzionali e le risorse effettivamente disponibili a determinare gli sviluppi del progetto.