La protesta contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione continua a scuotere la Calabria e, parallelamente, ad alimentare uno scontro politico sempre più acceso. Al centro del confronto ci sono le difficoltà denunciate da agricoltori, autotrasportatori, commercianti e imprenditori, che da giorni stanno manifestando in diverse aree della regione contro il peso crescente di benzina, gasolio ed energia sui bilanci delle attività produttive. Nelle ultime ore la mobilitazione si è intrecciata con il botta e risposta tra Nicola Irto, parlamentare reggino del Partito Democratico, e il senatore di Fratelli d’Italia Fausto Orsomarso. Il primo ha annunciato la volontà di essere al fianco degli agricoltori, accusando il Governo Meloni di non avere dato risposte adeguate alla crisi. Il secondo ha contestato questa lettura, sostenendo che l’esecutivo sia già intervenuto e che la protesta debba essere ascoltata senza essere trasformata in una “clava politica”.
Caro carburanti, Irto: “faremo di tutto per esserci ed essere al fianco degli agricoltori”
Ad aprire il confronto è stato Nicola Irto, che ha collegato direttamente le difficoltà delle imprese agricole e delle famiglie calabresi alle politiche del Governo nazionale. Il parlamentare reggino del Pd ha espresso la propria vicinanza agli agricoltori impegnati nella protesta e ha rivolto un attacco molto duro all’esecutivo: “faremo di tutto per esserci ed essere al fianco degli agricoltori. Il Governo Meloni sta rendendo la vita impossibile per gli italiani. Famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, lavoratori e agricoltori schiacciati da caro-benzina e caro-energia e lasciati soli di fronte a costi di produzione insostenibili. Quattro anni di Governo e promesse mancate. Stanno mandando sul lastrico l’Italia. Che piange, letteralmente”.
Le parole di Irto si inseriscono in una fase nella quale il tema del caro benzina è diventato uno dei principali fattori di mobilitazione per il mondo agricolo e per altre categorie produttive. Nei giorni scorsi si sono registrate manifestazioni e blocchi in varie zone della Calabria, con momenti di particolare tensione anche nel Vibonese e a Cosenza.
La protesta degli agricoltori e la scena che ha acceso il confronto politico
Il riferimento al dolore e alla disperazione degli imprenditori nasce anche dalle immagini emerse durante le proteste di questi giorni. A Pizzo, nel Vibonese, un agricoltore è stato fotografato e ripreso mentre, sopraffatto dalla disperazione, si sdraiava sull’asfalto con le lacrime agli occhi nel corso di una manifestazione contro il caro carburante e la crisi del settore. È proprio da questo passaggio che parte la replica di Fausto Orsomarso, che respinge la lettura politica proposta da Irto e richiama la necessità di distinguere il disagio reale degli imprenditori dal confronto tra maggioranza e opposizione. “Il dolore di un padre che piange per le difficoltà della propria impresa non può diventare una clava politica da usare contro il Governo”. Per il senatore di Fratelli d’Italia, il punto di partenza deve restare la difficoltà concreta di chi lavora, produce e si trova a dover affrontare costi sempre più elevati.
Orsomarso: “davanti alla disperazione di chi lavora nessuno può restare indifferente”
Orsomarso riconosce apertamente la gravità delle difficoltà denunciate dalle categorie produttive. Al tempo stesso, però, contesta l’idea che il Governo nazionale sia rimasto completamente inattivo. “Davanti alla disperazione di chi lavora e non riesce più a sostenere i costi nessuno può restare indifferente”, è il ragionamento di Orsomarso. Secondo il senatore, trasformare quella protesta nell’ennesima accusa a un Governo “fermo” significherebbe raccontare soltanto una parte della realtà. Nella sua ricostruzione, infatti, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sarebbe già intervenuto sul caro carburanti attraverso provvedimenti e misure di sostegno. La posizione di Orsomarso è netta: è legittimo discutere sull’efficacia o sulla sufficienza degli interventi, così come è legittimo chiedere al Governo di fare di più, ma non sarebbe corretto sostenere che non sia stato fatto nulla. “Il Governo Meloni, infatti, sul caro carburanti è intervenuto con provvedimenti e misure di sostegno. Si può discutere se siano sufficienti, si può chiedere di più, ma sostenere che non sia stato fatto nulla è un’altra cosa”.
La stoccata di Orsomarso a Irto: “Forse qualcuno non vuole leggere le risposte”
Il confronto politico si fa ancora più diretto quando Orsomarso chiama in causa esplicitamente il parlamentare del Pd. “Le risposte il Governo le sta dando. Forse, il problema è che qualcuno non vuole leggerle”. È la frase con cui il senatore di Fratelli d’Italia ribalta l’accusa dell’opposizione e sostiene che il problema non sarebbe l’assenza di interventi, ma la mancata volontà di riconoscerli da parte degli avversari politici. Si tratta di una contrapposizione che fotografa bene le due letture differenti della stessa crisi. Da una parte, il Pd sostiene che famiglie e imprese siano state lasciate sole di fronte all’aumento dei costi; dall’altra, Fratelli d’Italia rivendica l’azione del Governo e sostiene che il dibattito debba concentrarsi sulla possibilità di rafforzare le misure già adottate.
Agricoltori, autotrasportatori e commercianti: la protesta continua in Calabria
Al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, la mobilitazione sul territorio non si è fermata. Secondo il Movimento popolare nazionale, tra i promotori delle proteste, restano attivi presidi a Spezzano, Firmo e Davoli, avviati da agricoltori, autotrasportatori e commercianti. Gli organizzatori sostengono che il problema non sia limitato al costo del carburante e hanno definito lo sconto del 20% sui carburanti per agricoltura e pesca “un contentino”. Per lunedì è inoltre prevista una manifestazione davanti alla Cittadella regionale di Germaneto, a Catanzaro, alla quale, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, dovrebbero partecipare autotrasportatori, trattoristi, agricoltori, commercianti e operatori del mercato agroalimentare.
Dai blocchi stradali a Cosenza alla tensione nel Vibonese
Negli ultimi giorni la protesta ha assunto dimensioni significative in più aree della Calabria. A Cosenza, oltre cento manifestanti si sono riuniti in piazza 11 Settembre per protestare contro il caro carburante. Nel corso dell’iniziativa è stato lasciato un cumulo di letame davanti alla Prefettura e successivamente il presidio si è trasformato in un corteo che ha attraversato il centro cittadino, provocando pesanti ripercussioni sul traffico. Nel Vibonese, allo svincolo di Pizzo dell’A2 Salerno-Reggio Calabria, si sono invece verificati momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine, con alcuni agricoltori che hanno tentato di superare lo sbarramento predisposto per impedire l’accesso diretto all’autostrada. Anche nella zona di Lamezia Terme, la presenza dei trattori ha provocato lunghe code tra la Statale 18 e la rotatoria per l’aeroporto, con l’intervento di personale Anas e Polizia.
Orsomarso: la protesta va ascoltata, non trasformata in una gara politica
È proprio davanti a questo scenario che Orsomarso insiste sulla necessità di ascoltare il disagio delle categorie produttive evitando, a suo giudizio, di trasformarlo in uno strumento di contrapposizione politica. Per il senatore di FdI, dietro i presidi e le barricate ci sono imprese, lavoratori e famiglie che chiedono risposte concrete e non l’ennesima competizione politica su chi riesca ad alzare maggiormente i toni contro Palazzo Chigi. Il messaggio è che il problema dei costi di produzione e dei carburanti non possa essere ridotto a uno scontro tra Governo e opposizione, ma debba diventare terreno di confronto sulle soluzioni.
Il ruolo di Lollobrigida e le richieste del mondo agricolo
Nel comunicato viene richiamato anche il ruolo del ministro Francesco Lollobrigida, indicato come una delle figure che avrebbe portato con maggiore forza all’attenzione del Governo le richieste provenienti dal comparto agricolo e dalle imprese. Secondo quanto sostenuto da Orsomarso, il ministro avrebbe sollecitato interventi concreti contro l’aumento dei costi che sta colpendo il mondo della produzione. Il tema resta particolarmente sensibile perché il settore agricolo è tra quelli maggiormente esposti all’aumento del prezzo dei carburanti. L’utilizzo di mezzi meccanici, trattori e sistemi di trasporto rende infatti il costo del gasolio una delle voci in grado di incidere maggiormente sulla sostenibilità delle aziende. In Sicilia, ad esempio, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino ha annunciato l’attivazione di una piattaforma per consentire agli agricoltori di accedere a un contributo di 20 centesimi al litro sul gasolio agricolo consumato tra marzo e giugno 2026, misura che potrebbe essere estesa anche al periodo successivo.
Il nodo resta quello dei costi di produzione
Lo scontro politico tra Irto e Orsomarso si inserisce dunque in un problema che va oltre la sola dimensione partitica. Agricoltori e imprenditori stanno denunciando da giorni l’aumento dei costi di produzione, con il caro carburante diventato uno dei simboli della crisi. Le proteste sono partite anche in Sicilia, dove agricoltori di Gela, Niscemi e Butera hanno manifestato contro l’aumento del prezzo del carburante e contro le difficoltà economiche del comparto. Le richieste arrivano quindi da più territori e riguardano non soltanto il prezzo alla pompa, ma più in generale il peso dell’energia, dei trasporti e dei costi delle materie prime sui bilanci delle aziende.
Orsomarso chiude il confronto: “dire che il Governo sta fermo significa ignorare i fatti”
Nella parte conclusiva della sua replica, Fausto Orsomarso torna a respingere con decisione l’accusa lanciata da Irto. “Si può chiedere di più, ma dire che il Governo sta fermo significa ignorare i fatti. La partita politica, dunque, resta aperta. Ma una cosa è certa: per Fratelli d’Italia il Governo non è rimasto a guardare”. Il confronto politico, quindi, resta aperto e destinato probabilmente a proseguire insieme alla mobilitazione delle categorie produttive. Da un lato, Nicola Irto e il Pd sostengono che il Governo abbia lasciato famiglie, lavoratori e agricoltori esposti al peso del caro benzina e del caro energia. Dall’altro, Fausto Orsomarso e Fratelli d’Italia rivendicano gli interventi già messi in campo dall’esecutivo e chiedono che la protesta non venga strumentalizzata.
