Ci sono anche due studenti calabresi e una studentessa siciliana tra i 22 premiati della sesta edizione del Premio #NonCiFermaNessuno, l’iniziativa ideata da Luca Abete per valorizzare le storie di giovani universitari che hanno affrontato difficoltà e ostacoli nel proprio percorso di vita e di formazione. Si tratta di Angela Sammarro, studentessa dell’Università della Calabria, Alagie Jallow, premiato per Reggio Calabria, e Aurora Fortunato, dell’Università di Palermo. Tre nomi che rappresentano il contributo di Calabria e Sicilia a un progetto nazionale che mette al centro non i voti o i risultati accademici, ma le esperienze personali degli studenti. La cerimonia conclusiva si è svolta il 22 ottobre a Lanciano, nell’ambito di un evento speciale di Didacta, riunendo simbolicamente le storie selezionate da 22 università italiane.
La storia di Angela Sammarro, la studentessa calabrese che sogna di diventare giornalista
Tra le esperienze raccontate dal Premio spicca quella di Angela Sammarro, studentessa cieca dalla nascita dell’Università della Calabria, che porta avanti il proprio percorso tra studi, pianoforte e impegno politico. Il suo sogno è diventare giornalista per dare voce a chi non ne ha. Accanto a lei, tra i riconoscimenti assegnati al Sud, figurano Alagie Jallow per Reggio Calabria e Aurora Fortunato per Palermo. Il Premio si propone di raccontare esperienze che spesso rimangono fuori dalle classifiche universitarie, dando spazio a studenti che hanno affrontato disabilità, malattie croniche invisibili, solitudine, migrazioni, guerre, incidenti e cambiamenti improvvisi della propria vita. Alcuni dei giovani coinvolti sono attualmente impegnati all’estero in un’esperienza Erasmus. Ventidue università, ventidue studenti e altrettante storie che compongono un mosaico dell’Italia universitaria, nel quale il valore di ogni percorso non viene misurato esclusivamente attraverso i risultati accademici.
Luca Abete: “Non cerchiamo il migliore, ma storie vere che possano essere utili ad altri”
Ideato nel 2021 da Luca Abete come evoluzione della campagna sociale che da dodici anni attraversa gli Atenei italiani, il Premio #NonCiFermaNessuno ha ampliato quest’anno il proprio raggio d’azione. Alle otto università direttamente coinvolte nel tour si sono aggiunti altri quattordici Atenei, portando a 22 le comunità accademiche chiamate a individuare e valorizzare una storia nata al proprio interno. “Nelle università misuriamo tutto: voti, crediti, tempi, risultati. E rischiamo di non misurare mai quello che forse conta di più: ciò che una persona diventa mentre prova a raggiungerli”, afferma Luca Abete. “Questo Premio nasce proprio per ribaltare la prospettiva. Non cerchiamo il migliore, il primo della classe o una biografia perfetta. Cerchiamo storie vere che possano essere utili ad altri”. Una prospettiva che sposta l’attenzione dai traguardi accademici alla crescita personale e alla capacità delle esperienze individuali di diventare un riferimento per altri giovani.
Da Torino alla laurea in Medicina: la storia di Mauro Glorioso
Tra le storie valorizzate figura anche quella di Mauro Glorioso, palermitano rimasto tetraplegico a 23 anni dopo essere stato colpito da una bicicletta elettrica lanciata dai Murazzi del Po, a Torino. Nonostante le conseguenze dell’incidente, il giovane è tornato a studiare e il 6 novembre 2025 si è laureato in Medicina e Chirurgia. Nel 2026 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha nominato Cavaliere della Repubblica “per non essersi arreso alle avversità della vita”. La sua esperienza rappresenta una delle testimonianze attraverso le quali il Premio vuole raccontare ciò che si nasconde dietro i percorsi universitari. “Per anni abbiamo celebrato soprattutto i risultati e nascosto le cadute. Forse abbiamo semplicemente sbagliato classifica”, prosegue Abete. “Non cerchiamo biografie perfette e nemmeno ragazzi da trasformare in eroi. Cerchiamo storie vere, riconoscibili, utili. Perché una storia vince davvero quando smette di appartenere soltanto a chi l’ha vissuta e comincia a servire a chi la incontra. Questo muove l’azione della campagna sociale e trova uno sviluppo ineguagliabile nel Premio”.
Il Premio a Lanciano e il coinvolgimento delle scuole
La cerimonia conclusiva di Lanciano ha registrato un particolare interesse anche tra gli studenti più giovani, con alcune scuole che hanno chiesto di poter assistere all’evento. La scelta di inserire l’appuntamento nell’ambito di Didacta ha permesso di portare le esperienze nate nelle università davanti a ragazzi ancora impegnati nella costruzione del proprio percorso formativo, favorendo uno scambio di testimonianze tra generazioni. Il Premio #NonCiFermaNessuno è realizzato con il patrocinio della CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e, per l’evento nazionale, in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE. L’iniziativa punta così a valorizzare storie personali che possano offrire spunti di riflessione e incoraggiamento anche a chi si prepara ad affrontare il mondo universitario.
Tutti i 22 studenti premiati nell’edizione 2026
La sesta edizione del Premio ha coinvolto 22 Atenei italiani, ciascuno rappresentato da uno studente selezionato per la propria storia. Oltre ai riconoscimenti assegnati ad Angela Sammarro per Cosenza, Alagie Jallow per Reggio Calabria e Aurora Fortunato per Palermo, sono stati premiati Serena Ferraiolo per Roma Sapienza, Vinicius Oliveira per Campobasso, Matteo De Angelis per Chieti, Pantea Farsian per Varese, Justice Mbaya per Salerno e Claudio Campanella per Napoli. Completano l’elenco Luca Ferrari per Ferrara, Alessia Cassarà per Firenze, Stephen Mungai Maina per la Politecnica delle Marche, Yankuba Darboe per Benevento, Mauro Glorioso per Torino, Valentina Lucia Reginella per Macerata, Alessandro Sbuelz per il Politecnico di Milano, Anna Laura Gastaldi per Verona, Giacomo Scardia per l’Università del Salento a Lecce, Maleballo Mokhathi per l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Elisabetta Cocciaretto per Camerino, Silvia Rampogna per Udine e Sara Mannini per Parma.
“Questo Premio”, conclude Luca Abete, “non nasce per celebrare vite perfette. Nasce per ricordarci che una caduta, una fragilità o una deviazione non rendono una storia meno preziosa. A volte sono proprio le crepe a far passare uno spiraglio di luce nel buio e quindi il messaggio più utile e importante.” A rappresentare simbolicamente questo messaggio è anche il manufatto del Premio #NonCiFermaNessuno, caratterizzato da un design unico e progettato e realizzato dagli artigiani 2.0 di Polilop attraverso innovative tecniche di taglio laser.
