Ponte sullo Stretto, il Giappone scende in campo: Rixi annuncia la svolta entro fine anno

Prima riunione al MIT del gruppo di lavoro Italia-Giappone sui ponti a grande campata. Il viceministro Rixi conferma il forte interesse giapponese per il Ponte sullo Stretto di Messina: “lavoriamo per completare l'iter autorizzativo e passare alla fase esecutiva entro il 2026”

“Italia e Giappone rappresentano due eccellenze assolute a livello globale nel settore delle grandi opere e dell’ingegneria infrastrutturale. L’istituzione del gruppo di lavoro Italia-Giappone sui Ponti a Grande Luce dimostra la volontà comune di alzare ulteriormente l’asticella e diventare il punto di riferimento mondiale per la realizzazione, la gestione e la manutenzione dei ponti a grande campata“. Lo ha detto il deputato e viceministro al Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi a margine della prima riunione al Mit del gruppo di lavoro Italia-Giappone sui Ponti a Grande Luce che dà seguito concreto al protocollo di Intesa firmato dal Ministro Salvini con il suo omologo giapponese in occasione della visita a Tokyo nel luglio 2025.

“Al centro dei colloqui col viceministro Masamichi Hashimoto c’è stato in modo particolare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera verso la quale i partner giapponesi stanno dimostrando un grande e costante interesse. Come governo abbiamo fatto del Ponte una priorità strategica e stiamo lavorando concretamente per ultimare la fase autorizzativa con l’obiettivo di passare alla fase esecutiva entro la fine di quest’anno. L’esperienza giapponese, come dimostra la straordinaria opera del Ponte di Akashi-Kaikyo, unita al know-how dell’ingegneria italiana già espresso in progetti internazionali di primissimo piano come il Terzo Ponte sul Bosforo, conferma che insieme abbiamo tutte le competenze tecnologiche e gestionali per affrontare e vincere la sfida dello Stretto di Messina. Questo tavolo tecnico trasformerà la cooperazione industriale e istituzionale tra Italia e Giappone in una vera e propria best practice a livello globale”.

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