Cresce l’attesa per scoprire quale sarà il nuovo nome dato al Ponte sul Calopinace. Manca ormai pochissimo alla conclusione del sondaggio, indetto dal sindaco Cannizzaro, per scegliere fra 4 opzioni proposte per la nuova denominazione. Il Dott. Filippo Condemi, presidente dell’Associazione culturale “Règhion Ellenicò – Reggio greca” e Giuseppe Zindato, presidente dell’Associazione culturale CUMELCA – Unione Greci di Calabria, hanno voluto esporre le ragioni per le quali la scelta migliore per la denominazione, secondo il loro autorevole parere, sia quella di “Ponte Apsias“.
Perchè il Ponte sul Calopinace deve essere ribattezzato Ponte Apsias
“Il nuovo ponte sul torrente Calopinace restituisce continuità tra area Tempietto-Mura greche-Lungomare e Parco Lineare Sud verso la fascia jonica della Città Metropolitana di Reggio Calabria (l’antica Reghion) e la sua intitolazione con la partecipazione dei cittadini, al di là dell’aspetto ludico-scenico-folclorico che ci possono pure stare, è una ottima iniziativa avviata dal Sindaco Francesco Cannizzaro mirata all’avvicinamento della città all’Amministrazione, ma non prendiamola come un gioco perché è una cosa seria, il nome resta nei secoli a passata e futura memoria.
I sottoscritti Dott. Filippo Condemi, presidente dell’Associazione culturale “Règhion Ellenicò – Reggio greca” e Giuseppe Zindato, presidente dell’Associazione culturale CUMELCA – Unione Greci di Calabria, propongono che l’opera venga intitolata in via definitiva: PONTE APSÌAS, Denominazione estesa: Ponte Apsìas – Eubea – Rheghion – Bovesia.
Motivazioni storico-linguistico-archeologiche
Il nome antico del fiume: Le fonti antiche (Tucidide, Strabone VI, Diodoro Siculo XIII,23) denominavano l’attuale Calopinace con il
nome di Apsìas (greco antico Ἀψίας), definito “il più sacro dei fiumi”.
L’oracolo di Delfi e la fondazione: prima di salpare da Calcide in Eubea, i coloni calcidesi ricevettero il responso dell’oracolo: “là nel punto in cui l’Apsìas, il più sacro dei fiumi, si getta in mare, là dove troverai una femmina avvinghiata ad un maschio, il dio ti concede la terra ausonia”. Giunti alla foce presso Punta Calamizzi / Pallantion, videro una vite avvinghiata ad un fico selvatico che, simbolicamente si connetteva perfettamente con l’indicazione dell’oracolo di Delfi e si sono fermati, approdarono e fondarono Rheghion (Ῥήγιον) nell’estate del 730 a.C. – prima polis greca in Calabria.
La sacralità del fiume è attestata dalla più antica moneta di Rhegion (VI sec. a.C.) con toro androprosopo (toro con volto d’uomo barbuto) che rapresentava la personificazione della divinità fluviale Apsìas.
Il luogo esatto del ponte: Il ponte sorge nell’area archeologica fondativa: a pochi metri dal Tempietto ellenistico, nei pressi dei resti delle mura greche di Rheghion (IV-III sec. a.C.) e nel Parco Archeologico di Punta Calamizzi / Fortino a Mare,
presso l’antico toponimo Pallantion.
Continuità viva: I fondatori, Coloni ionici di Calcide (Eubea), ovviamente parlavano la lingua greca antica e, per miracolo storico, quella lingua dei fondatori non è morta perché nella stessa città di Reggio e nella fascia jonica della Città Metropolitana, nell’area della Bovesia grecanica, sopravvive quello stesso greco, il grecanico (greko antico), discendente diretto dello stesso greco dei coloni fondatori, parlato ancora oggi a Bova (Vùa), a Roghudi, a Roccaforte del Greco e a Gallicianò – ultimo paese ellenofono dove il greco si parla anche per i vicoli del paese, in piazza, al bar, nei campi dappertutto. Il greco di Calabria (il grecanico) è stato riconosciuto dall’UNESCO come lingua a rischio da salvaguardare e rivalorizzare.
Esso rappresenta una continuità ininterrotta di 2756 anni, unica realtà in Italia. La legge n. 482 del 15 dicembre 1999, emanata in
attuazione dell’art. 6 della Cotituzione italiana: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”, prevede espressamente la tutela della minoranza linguistica greca di Calabria e l’insegnamento della lingua minoritaria nelle Scuole di ogni ordine e grado; questa tutela è stata recepita e fatta propria dalla Regione Calabria con la Legge Regionale n. 15 del 30 ottobre 2003 che detta norme di tutela e valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche storiche della Calabria.
Premesso tutto ciò, intitolare il ponte Apsìas significa ricucire non soltanto due sponde, ma due mondi: Eubea – Rheghion – Bovesia, passato archeologico e presente ellenofono, REGGIO-ATENE.
Proposta operativa
- Nome breve per cartellonistica: PONTE APSÌAS
- Targa storica: “PONTE APSÌAS – EUBEA – RHEGHION – Qui presso la foce del sacro fiume Apsìas i Calcidesi dell’Eubea, su indicazione dell’Oracolo di Delfi, fondarono Rhegion nel 730 a.C.
- Didascalia trilingue: Italiano: PONTE APSÌAS / Greco antico: Γέφυρα Ἀψίαs / Grecanico: Ghèfira Apsìa.
Ecco il testo completo del responso dell’Oracolo di Delfi per la fondazione di Rheghion, conservato nei frammenti dello storico Diodoro Siculo (Bibliotheca historica, VIII, 23):
- Il testo in greco antico: Ἀψία ᾗ ποταμῶν ἱερώτατος εἰς ἅλα πίπτει, ἔνθ ̓ εἴσω βάλλοντι τὸν ἄρσενα θῆλυς ὀπυίει, ἔνθα πόλιν οἴκιζε, διδοῖ δέ σοι Αὔσονα χώραν.
- La traduzione in italiano: “Laddove l’Apsìa, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, per te che risali la foce, una femmina si unisce a un maschio, là fonda una città; [il dio] ti concede la terra ausonia”.
