Omegna-Viola, da quanto tempo! 10 anni fa l’A2, sabato si ritrovano in B1 tra amarcord e sogni ambiziosi

Sabato sera, la Viola sfida Omegna a 10 anni di distanza dall'ultima volta in A2. La squadra di casa ricorda il momento, insieme ai neroarancio, con un post social che sa di amarcord

“Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?“. Battisti lo cantava nel ’76 e per 50 anni questa frase è stata il simbolo degli incontri, dei ritorni, delle casualità della vita o degli appuntamenti puntuali del destino. Lo sport vive spesso di amarcord e all’epoca dei social, in cui le distanze, almeno quelle fisiche, sono sicuramente più ridotte, basta un post per far riaffiorare vecchi ricordi. Sabato sera, ore 21:00, come per i grandi appuntamenti sportivi, la Viola scende in campo contro la Fulgor Omegna nella 5ª Giornata di Serie B Nazionale.

Una partita importante per entrambe: i reggini devono dare continuità al rendimento in trasferta che, fin qui, li ha visti sempre vincenti, tentando di cancellare, contemporaneamente, il secondo ko in due gare casalinghe; i padroni di casa vorrebbero evitare l’ennesimo ko di un inizio di stagione che li vede ancora a secco di successi, seppur con la gara contro Piazza Armerina da recuperare.

Il post social della Fulgor Omegna

In vista del match, Omegna ha voluto ricordare i 10 anni dall’ultima sfida in Serie A2 contro i calabresi con un post social. Nel carosello di immagini un saluto iniziale e un appuntamento finale alla sfida di sabato, nel mezzo un simpatico meme 2016-2026 (che ironizza sui momenti che furono e il presente che tiene le due squadre ‘ancorate’ alla realtà), una foto della gara dell’epoca con Mordente ai liberi e un giovanissimo Valerio Costa alle sue spalle, poi i punteggi delle due gare che videro i reggini vincenti 85-80 in casa e 67-78 in trasferta.

Era la Viola di Giusva Branca presidente, Benedetto prima e poi Frates in panchina, incampo gli americani Dobbins e Brackins, il gigante Crosariol, Mordente, Spinelli, Sindoni, Adegboye, Rullo e i giovani reggini Valerio Costa, Kevin Pandolfi, Ion Lupusor. I neroarancio chiusero al 9° posto, garantendosi la salvezza ma non l’accesso ai Playoff.

10 anni fa in l’A2, sembra passata una vita: il crollo della Viola e la rinascita ambiziosa con Myenergy

2016-2026, come nel meme: il ricordo del passato e il presente che tiene ancorati alla realtà in una piazza che, fin troppo spesso, ha trovato la sua comfort zone nell’album dei ricordi, nel mito di Ginobili, nello “screw job” di Treviso ’93, faticando a fare i conti con un passato molto meno elitario e con le difficoltà nel capire (o mettere in pratica) come risalire.

Nella stagione 2015-2016, Omegna venne retrocessa dopo aver concluso la regular season al 15ª posto e aver perso ai Playout. Fu anche l’ultima parentesi in A2: pur restando stabilmente in B1, non è più riuscita a risalire nonostante abbia chiuso fino al 2022 sempre in top 3 la regular season, perdendo anche 3 finali Playoff.

Per la Viola due anno in più ad alti livelli, ma una discesa sicuramente più tragica. Nella stagione 2017-2018, infatti, i reggini sono retrocessi in Serie B con una penalizzazione di 34 punti per falsa fidejussione. In quella successiva, l’esclusione al termine della regular season per inadempienze finanziarie. Poi la rifondazione, la C Silver, il ritorno in B con il titolo della Gilbertina Soresina, la retrocessione dolorosa e dispendiosa della stagione 2022-2023, i 3 anni di B2 e quest’anno, finalmente, il primo salto di categoria targato Myenergy.

La Viola della nuova proprietà con forti radici reggine è solida economicamente; ha messo a posto il bilancio; è ambiziosa, ma allo stesso tempo opera senza la frenesia che poi fa mancare la terra sotto i piedi (e il basket è pieno di storie del genere). Ha costruito una squadra in fretta, avendo ottenuto la certezza della B1 solo in piena estate, ma è decisa a mantenere la categoria e chissà, provare magari anche a strappare un piazzamento Playoff vista la formula che concede anche un passaggio intermedio dai Play-In.

Una stagione, in ogni caso, di assestamento sulla quale costruire le basi per un futuro che possa portare a giocare nuovamente, dopo oltre un decennio, in una categoria in cui la Viola merita di stare.