A Messina qualcosa si muove all’interno della maggioranza consiliare di Sud chiama Nord. Non siamo di fronte a una crisi politica, né ci sono elementi per parlare di una rottura imminente, ma le fibrillazioni all’interno del gruppo che sostiene il sindaco Federico Basile cominciano a manifestarsi anche nell’attività del Consiglio comunale. E la caduta del numero legale dell’altro giorno rappresenta un segnale che, sul piano politico, difficilmente può passare inosservato. La maggioranza dispone di 20 consiglieri comunali su 32, numeri che sulla carta dovrebbero garantire una gestione agevole dei lavori d’Aula. Eppure, nella seduta di due giorni fa, questa solidità numerica non si è tradotta nella necessaria compattezza. Il venir meno del numero legale, con la conseguente interruzione dei lavori, alimenta gli interrogativi sul clima che si respira all’interno della coalizione. Naturalmente, le assenze non equivalgono automaticamente a un dissenso politico ma all’interno di una maggioranza così ampia, diventa inevitabile interrogarsi sulle ragioni di alcune assenze.
L’alleanza con Fratelli d’Italia, le nomine e gli equilibri interni
Le possibili ragioni dei malumori potrebbero essere diverse. La prima riguarda il quadro politico nazionale e, in particolare, l’avvicinamento tra Sud chiama Nord di Cateno De Luca e Fratelli d’Italia. Un’intesa che apre prospettive in vista delle prossime competizioni elettorali, ma che potrebbe non essere stata accolta con lo stesso entusiasmo da tutte le componenti della maggioranza messinese. Non è detto che tutti condividano le medesime strategie politiche, soprattutto quando gli accordi nazionali si intrecciano con gli equilibri locali e con rapporti costruiti durante la campagna elettorale.
Poi ci sono le nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate, un altro passaggio delicato nella vita di qualsiasi gruppo politico. Non si può escludere che alcune scelte abbiano lasciato insoddisfatto qualcuno, così come potrebbero aver pesato gli equilibri nella distribuzione delle presidenze delle commissioni consiliari.
Sullo sfondo resta anche la questione degli assessorati. È possibile che qualche consigliere, alla luce del consenso personale ottenuto alle ultime elezioni comunali, nutrisse aspettative di un coinvolgimento diretto nella Giunta municipale. Aspettative che, qualora fossero rimaste insoddisfatte, potrebbero contribuire ad alimentare tensioni e malumori. Si tratta, naturalmente, di possibili chiavi di lettura politica e non di circostanze accertate. Nessun elemento consente di attribuire con certezza le difficoltà registrate in Consiglio a una specifica nomina, a un mancato assessorato o all’accordo con Fratelli d’Italia. Ma sono tutti temi che possono incidere sugli equilibri di una maggioranza composta da sensibilità e ambizioni differenti.
Il ruolo di Minutoli e i segnali che arrivano dal Consiglio comunale
In questo scenario assume particolare rilievo la posizione del presidente del Consiglio comunale, Massimiliano Minutoli, esponente di Sud chiama Nord, chiamato a garantire il regolare funzionamento dell’assemblea. Le difficoltà emerse in consiglio comunale inevitabilmente coinvolgono anche la presidenza, che deve confrontarsi con un’Aula nella quale la maggioranza, pur potendo contare su numeri ampi, non sempre riesce ad assicurare la presenza necessaria per portare avanti i lavori. Anche alcune comunicazioni private di Minutoli (in una chat interna su whatsapp) sono un possibile segnale del clima interno. Rimane il dato politico: una coalizione che dispone di 20 consiglieri non dovrebbe avere particolari difficoltà ad assicurare il numero legale. Se questo non accade, il problema merita quantomeno una riflessione interna, indipendentemente dalle motivazioni delle singole assenze.
La maggioranza perde pezzi? No, non risulta nulla di ciò
Sarebbe prematuro parlare di una maggioranza che perde pezzi. Non risultano rotture formalizzate, né elementi sufficienti per ipotizzare un imminente cambio degli equilibri consiliari. Lo scenario più plausibile, almeno per il momento, è quello di una fase di assestamento, nella quale le diverse componenti cercano di definire il proprio peso politico. La maggioranza di Basile non appare numericamente in discussione, ma la sua compattezza viene messa alla prova.
Messina Social City, il contratto di servizio resta un nodo irrisolto
Nel frattempo, però, l’amministrazione Basile deve fare i conti con questioni amministrative che non possono rimanere sospese all’infinito. Tra queste spicca il contratto di servizio della Messina Social City, un provvedimento che ha già attraversato un percorso consiliare particolarmente travagliato, tra rinvii, emendamenti e questioni procedurali. Dopo diverse sedute senza arrivare all’approvazione definitiva, l’atto non è ancora tornato al voto dell’Aula. Una vicenda che pesa sull’attività amministrativa e che richiederà alla maggioranza di trovare la necessaria compattezza per affrontare un provvedimento importante per i servizi sociali della città. Oltretutto da mesi c’è anche la questione del consuntivo.
