Il Consigliere Comunale Saverio Pazzano, con un post sui social, ha fortemente criticato il piano del Sindaco Francesco Cannizzaro, quello relativo all’idea di delocalizzare le strutture delle scuole in pieno centro, sul Lungomare di Reggio Calabria, con l’idea di trasformare le stesse in alberghi e hotel. “Con una conferenza stampa, improvvisamente, apprendiamo che il Comune vorrebbe spostare le scuole dal centro per farne residence turistici. Semplicemente non ci credo” scrive Pazzano. “Ci siamo opposti con La Strada alla vendita del Miramare, purtroppo con il nostro voto isolato in consiglio comunale. La (s)vendita del patrimonio pubblico è sempre una brutta notizia. Per cui è chiaro come possiamo accogliere un’ idea del genere. Ci sono passate molte altre città prima di noi: si chiama Gentrificazione, e oggi cittadini, residenti, fasce medie ne pagano le spese. La turistificazione dei centri storici ha allontanato i cittadini e i residenti, drogato il mercato immobiliare, desertificato i servizi, impoverito le comunità” aggiunge.
“A Reggio sta succedendo con trent’anni di ritardo, ma sta succedendo. Partire da zero consentirebbe di non fare errori senza ritorno. La crisi abitativa – e la connessa frustrazione delle giovani classi lavoratrici e degli studenti – che esplode in Italia è figlia esattamente di queste scelte di amministrazioni comunali negli scorsi vent’anni. Come se le scuole in centro città -e sul Lungomare poi, ma come si permettono!- fossero un peso e non una prova di vitalità/comunità in un territorio che si svuota ogni giorno di più. Sono talmente tante e gravi le implicazioni, che non ce la si può cacciare con un post. E perciò mi fermo qui” continua Pazzano.
“Come non si può pensare basti una conferenza stampa per gettare lì una pianificazione urbana della quale non si può cogliere né il capo né la coda. Per continuare a fare di Reggio una città mancata in servizi/comunità/territorio. Non ci credo (e aspetto il confronto nelle sedi opportune, se scelte strategiche del genere meritano un confronto con le comunità, con i suoi rappresentanti, con i portatori di interessi collettivi)” si chiude l’intervento.
