“In riferimento alle recenti dichiarazioni del sindaco di Melito di Porto Salvo, Tito Nastasi, ritengo opportuno intervenire per rappresentare la mia ricostruzione di alcuni passaggi della vicenda politica che precedette la formazione della lista “Melito Bene Comune” e che mi vide direttamente coinvolto, all’epoca, nella qualità di segretario del Circolo del Partito Democratico di Melito di Porto Salvo”. Lo afferma Enzo Russo, già Segretario del Circolo del Partito Democratico di Melito Porto Salvo. “Ho scelto per lungo tempo di non intervenire pubblicamente. Quando presi le distanze dal percorso che si stava delineando, ritenni infatti che una contrapposizione pubblica avrebbe potuto ulteriormente esasperare una situazione politica già complessa e arrecare un danno al Partito Democratico, che avevo rappresentato con impegno, serietà e passione. Oggi, nel momento in cui quelle vicende vengono nuovamente richiamate nel dibattito pubblico, ritengo corretto offrire anche la mia ricostruzione, nella consapevolezza che degli stessi avvenimenti possano esistere letture politiche differenti”, evidenzia Russo.
Russo spiega l’accordo del 10 ottobre 2024
“Per comprendere quanto successivamente accaduto è necessario partire dal 10 ottobre 2024. In quella data si riunirono i rappresentanti del Partito Democratico, di Sinistra Italiana, del Movimento 5 Stelle, del Partito Socialista e del Comitato civico per verificare la possibilità di costruire un’aggregazione in vista delle elezioni comunali del 2025. Al termine del confronto, con l’eccezione del rappresentante del Partito Socialista che non rimase fino alla conclusione dei lavori, venne condivisa la possibilità di procedere alla costituzione di una coalizione civica, fondata sui partiti e movimenti presenti e aperta alla più ampia aggregazione possibile. Il documento conteneva un indirizzo politico altrettanto preciso: la costituenda coalizione sarebbe stata alternativa ai partiti del centrodestra. Non si tratta, dunque, di una valutazione formulata oggi, ma di uno degli elementi contenuti nel documento politico dell’epoca”, sottolinea Russo.
“Prima il progetto poi le candidature”
“Ritengo fondamentale chiarire un secondo aspetto. Il principio secondo cui prima dovesse essere costruito il progetto politico-amministrativo e soltanto successivamente si dovesse procedere alla scelta delle candidature e della persona chiamata a guidare l’aggregazione non rappresentava una scelta personale di Enzo Russo. Costituiva già patrimonio del percorso politico intrapreso. Il documento prevedeva infatti un progetto pubblico e trasparente, costruito dal basso attraverso gruppi di lavoro, partecipazione di cittadini e confronto con associazioni e movimenti. E stabiliva che i mesi successivi sarebbero stati dedicati a questa attività e solo successivamente si sarebbe deciso sulle donne e sugli uomini disponibili alle candidature e sulla persona chiamata ad assumere la guida dell’aggregazione. Per questo, quando oggi richiamo il principio “prima il progetto, poi le candidature”, non propongo una mia interpretazione maturata a posteriori: richiamo il metodo che era stato individuato all’inizio di quel percorso”, puntualizza Russo.
“Le divergenze e la mia rinuncia”
“Nel prosieguo del confronto emersero tuttavia impostazioni differenti. All’interno del Circolo venne sostenuta anche la tesi secondo cui dovesse essere il Partito Democratico a indicare il candidato a sindaco. La questione, per quanto mi riguarda, non era personale e non riguardava la mia eventuale candidatura. Il punto era politico: stabilire se la candidatura dovesse essere il risultato finale del percorso comune oppure precederne il completamento. Successivamente emersero ulteriori difficoltà, comprese quelle relative alle condizioni prospettate dal Comitato “Melito Città Aperta”, alcune delle quali vennero considerate non condivisibili dal Circolo del Partito Democratico. Non intendo negare questo passaggio. Ritengo tuttavia politicamente incompleto ricondurre la conclusione dell’intero percorso esclusivamente a quell’episodio, senza considerare le differenti impostazioni che erano già maturate. Desidero inoltre precisare un elemento personale: la mia rinuncia maturò la stessa sera in cui venne letto l’ultimo comunicato del Comitato, quando ritenni venute meno le condizioni politiche per proseguire nella disponibilità precedentemente manifestata“, prosegue Russo.
“Una ricostruzione diversa da quella del sindaco”
“Le recenti dichiarazioni del sindaco Nastasi propongono una lettura differente. Il sindaco sostiene pubblicamente che al PD fosse stata riconosciuta la possibilità di indicare il candidato sindaco, individuato nel sottoscritto, e riconduce la rottura del tavolo alle condizioni avanzate dalle altre componenti. Prendo atto di questa ricostruzione e la rispetto come posizione politica del Sindaco. Per alcuni aspetti, tuttavia, essa non coincide con la mia ricostruzione e con la lettura che attribuisco al percorso documentale dell’ottobre 2024. Non intendo stabilire quale interpretazione debba essere imposta come unica. Ritengo invece corretto mettere a disposizione dell’opinione pubblica gli elementi necessari affinché ciascuno possa formarsi liberamente la propria valutazione”, sostiene Russo.
“Una contrarietà che avevo già espresso”
“Vi è poi un elemento che considero importante chiarire perché dimostra come la posizione che esprimo oggi non sia nata in conseguenza delle polemiche di questi giorni. Già nell’aprile 2025 rappresentai in forma riservata al segretario metropolitano del Partito Democratico e agli iscritti del Circolo la mia contrarietà rispetto al progetto politico che si stava delineando in alternativa alla coalizione progressista. In quella comunicazione riferii le informazioni che mi erano pervenute circa la possibile composizione della nuova lista, manifestando preoccupazione per l’eventuale presenza di candidature provenienti o politicamente riconducibili all’area del centrodestra e di esponenti che avevano ricoperto ruoli nella precedente amministrazione Orlando. È importante precisarlo: si trattava delle informazioni delle quali disponevo in quel momento e sulle quali formulavo una valutazione politica, non di un giudizio personale nei confronti dei soggetti interessati. La mia posizione era legata soprattutto alla coerenza con il progetto dal quale eravamo partiti. Il Circolo del PD aveva espresso, durante la mia segreteria, posizioni fortemente critiche nei confronti della precedente amministrazione comunale; inoltre, l’accordo dell’ottobre 2024 aveva indicato l’alternatività della coalizione rispetto ai partiti del centrodestra. Per questo ritenni allora, e continuo a ritenere sul piano politico, che fosse necessario interrogarsi sulla coerenza tra il progetto originariamente delineato e il percorso successivamente intrapreso”, aggiunge Russo..
“Una questione di metodo politico”
“La mia contrarietà riguardava anche il metodo. Ritenevo che si rischiasse di privilegiare il rapporto con singole personalità rispetto alla costruzione preventiva di una convergenza sui programmi, sulle priorità e sulle scelte destinate a caratterizzare la futura amministrazione. Anche questa era e rimane una valutazione politica, non un giudizio sulle persone. Continuo a credere che una coalizione debba nascere innanzitutto dalla condivisione di un progetto, dei programmi e di una visione del territorio e che soltanto successivamente debbano essere individuate le persone chiamate a rappresentarla. Del resto, proprio questo era il metodo indicato nel documento dell’ottobre 2024, che chiedeva anche a ciascuno di operare con serietà, lealtà, competenza e senza personalismi“, rimarca ancora Russo.
“Un’occasione politica che ritengo sia andata perduta”
“A distanza di tempo posso quindi esprimere una valutazione esclusivamente politica. A mio giudizio, venne meno un percorso già avviato che avrebbe potuto rappresentare un significativo salto di qualità per la comunità melitese, attraverso una proposta politica strutturata, plurale e capace di costruire una rappresentanza più ampia del territorio. Ritengo, sul piano strettamente politico, che le ragioni che portarono alla conclusione di quel percorso non fossero sufficienti rispetto alle potenzialità del progetto che stavamo costruendo. È esclusivamente in questa accezione politica che considero quella rottura pretestuosa: un giudizio sulle ragioni politiche della scelta, senza attribuire a singole persone intenzioni occulte, comportamenti scorretti o finalità diverse da quelle pubblicamente manifestate. Successivamente venne intrapreso un percorso differente, caratterizzato da una più ampia dimensione civica e dalla presenza di sensibilità politiche diverse. La mia valutazione politica resta diversa: personalmente avrei preferito proseguire nella costruzione di una coalizione fondata sull’accordo originario, sul programma e su una chiara rappresentanza politica collettiva“, afferma Russo.
“La rapprresentanza del territorio”
“C’è infine un ultimo punto che considero particolarmente significativo. Il documento dell’ottobre 2024 poneva tra gli obiettivi quello di riportare Melito al centro dell’area grecanica e di assicurare ai partiti della coalizione progressista una presenza e una rappresentanza adeguate nel territorio. È alla luce di quell’obiettivo che oggi pongo una domanda esclusivamente politica: quale capacità di rappresentanza politica e istituzionale riesce ad esprimere Melito di Porto Salvo nel territorio e nei livelli sovracomunali? Personalmente ritengo che il venir meno di quel progetto abbia contribuito a determinare una rappresentanza politica meno strutturata di quella che, a mio giudizio, sarebbe stato possibile costruire attraverso quel percorso unitario. È una valutazione politica, naturalmente, che affido al confronto pubblico e al giudizio dei cittadini”, spiega Russo.
“La politica deve avere memoria”
“Ho scelto allora di non rendere pubbliche molte di queste considerazioni. Fu una scelta di responsabilità politica e di rispetto verso il Partito Democratico. Oggi, nel momento in cui quelle vicende vengono nuovamente riportate all’attenzione dell’opinione pubblica, ritengo altrettanto responsabile rappresentare la posizione di chi a quel percorso partecipò direttamente e che già allora, nelle sedi politiche competenti, manifestò le proprie perplessità. Non intendo riaprire contrapposizioni personali né distribuire colpe. La politica deve avere memoria. E la memoria deve partire dagli atti, dalla corretta successione degli avvenimenti e dal rispetto delle differenti letture politiche. Le recenti dichiarazioni del sindaco Nastasi rappresentano la sua ricostruzione. Questa rappresenta la mia. Saranno i cittadini di Melito di Porto Salvo, conoscendo gli atti e le diverse posizioni, a formarsi liberamente la propria opinione”, conclude Russo.

