Lo scontro politico a Melicucco si sposta direttamente sul futuro dell’amministrazione comunale. Dopo le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato il territorio e l’inchiesta della Dda di Reggio Calabria che ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari, il gruppo “Uniti si può Melicucco” rompe il silenzio e chiede le dimissioni immediate del sindaco, sostenendo che sia necessario prendere atto del “fallimento” dell’attuale progetto politico e restituire la parola ai cittadini. L’operazione del 1° ottobre ha portato a sette custodie cautelari in carcere e cinque arresti domiciliari; tra i destinatari della misura figura anche un assessore comunale. La Procura di Reggio Calabria ha riferito che dalle indagini sarebbe emerso un condizionamento degli organi comunali da parte della cosca oggetto dell’inchiesta. La presa di posizione contiene però una precisazione rilevante: il gruppo sottolinea espressamente che il sindaco non risulta indagato. La richiesta di dimissioni viene quindi formulata esclusivamente sul piano politico-amministrativo, che “Uniti si può” considera distinto da quello giudiziario. Il comunicato arriva dopo alcuni giorni di attesa, spiegano gli esponenti del gruppo, nella speranza che fosse la stessa amministrazione comunale ad assumere pubblicamente una posizione sulle vicende emerse.
Melicucco, “Uniti si può” ringrazia Magistratura e Forze dell’Ordine
L’intervento si apre con un ringraziamento rivolto agli investigatori e alla magistratura, insieme al richiamo al principio della presunzione di innocenza. “A seguito delle recenti vicende che hanno interessato il Comune di Melicucco, intendiamo esprimere il nostro sentito ringraziamento alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine per il lavoro svolto. Riponiamo, al contempo, massima fiducia nell’operato della giustizia, certi che farà il suo corso per chiarire compiutamente lo svolgimento dei fatti e le responsabilità di ciascuno, nella consapevolezza della presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio, garantita dalla nostra Costituzione”. Il gruppo sceglie dunque di separare chiaramente la valutazione giudiziaria, affidata agli organi competenti, dalla lettura politica delle conseguenze che l’inchiesta sta producendo sulla vita amministrativa del Comune.
L’attesa prima della presa di posizione pubblica
“Uniti si può Melicucco” spiega anche perché abbia scelto di non intervenire immediatamente dopo l’esplosione del caso. “Abbiamo ritenuto opportuno attendere alcuni giorni prima di diffondere il presente comunicato, anche in merito ai risvolti di natura prettamente politica che riguardano il nostro Comune, nella speranza che l’Amministrazione Comunale assumesse una posizione pubblica.” La decisione di aspettare viene quindi motivata con la volontà di verificare se dall’amministrazione sarebbe arrivata una presa di posizione autonoma. Secondo il gruppo, tuttavia, il silenzio successivo alle vicende giudiziarie avrebbe reso necessario un intervento pubblico per affrontare non soltanto la dimensione investigativa, ma soprattutto le sue conseguenze sul piano della credibilità politica e amministrativa.
Il riferimento al sindaco: “non risulta indagato”
Nel passaggio più delicato del comunicato, il gruppo richiama quanto illustrato dal procuratore nel corso della conferenza stampa, precisando ancora una volta che il primo cittadino non risulta indagato. “Tuttavia, anche alla luce dell’episodio che vede coinvolto il Sindaco –
sebbene lo stesso non risulti indagato, come ci teniamo a precisare – per come illustrato direttamente dal Procuratore Borrelli in sede di conferenza stampa, e non sulla base di congetture o ricostruzioni giornalistiche, ci saremmo aspettati un sussulto di orgoglio da parte dello stesso.” La precisazione è centrale nella posizione espressa da “Uniti si può”: la richiesta di dimissioni non viene collegata all’attribuzione di responsabilità penali al sindaco, ma a una valutazione politica sull’impatto complessivo della vicenda sull’amministrazione.
“La responsabilità politico-amministrativa è distinta da quella giudiziaria”
È su questa distinzione che si fonda l’intero ragionamento del gruppo. “La responsabilità politico-amministrativa, è bene ricordarlo, si
muove su un piano distinto da quello giudiziario. Il quadro politicoamministrativo che si è venuto a creare compromette inevitabilmente la serenità, l’efficacia e la credibilità dell’azione di governo locale.” Per “Uniti si può Melicucco”, dunque, non è necessario attendere l’esito definitivo dei procedimenti giudiziari per formulare una valutazione di carattere politico. La tesi sostenuta è che una responsabilità amministrativa possa essere valutata attraverso parametri diversi da quelli utilizzati nei tribunali: capacità di garantire stabilità, autorevolezza delle istituzioni, serenità dell’azione amministrativa e fiducia della comunità. È proprio alla luce di questi elementi che il gruppo sostiene sia ormai venuta meno la possibilità di proseguire normalmente l’esperienza amministrativa.
La richiesta: “immediate dimissioni del Sindaco”
Da questa analisi arriva la richiesta più netta del comunicato. “Per il bene superiore della nostra comunità e al fine di restituire dignità e stabilità alle Istituzioni, chiediamo pertanto le immediate dimissioni del Sindaco.” La posizione politica diventa quindi inequivocabile. “Uniti si può” chiede che il primo cittadino lasci l’incarico e che si apra una nuova fase nella vita amministrativa di Melicucco. Il gruppo lega la propria richiesta alla necessità, a suo giudizio, di tutelare prima di tutto l’immagine e la stabilità delle istituzioni locali. La vicenda giudiziaria viene dunque interpretata come uno spartiacque politico che renderebbe necessario interrompere l’esperienza amministrativa attuale.
“Prendere atto del fallimento del progetto politico”
Il comunicato si conclude con una richiesta ancora più ampia, che non riguarda soltanto la posizione personale del sindaco, ma l’intero progetto politico che governa il Comune. “È necessario prendere atto del fallimento di questo progetto politico e ridare la parola ai cittadini, per garantire al paese la guida forte e trasparente che merita”. Con queste parole “Uniti si può Melicucco” invoca quindi un ritorno alle urne e affida ai cittadini la valutazione sulla futura guida del paese. Il termine “fallimento” rappresenta il giudizio politico del gruppo e non una conclusione relativa alle responsabilità giudiziarie emerse dall’inchiesta. La distinzione viene ribadita più volte nello stesso documento, insieme alla fiducia nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’Ordine.
