“L’approvazione definitiva della nuova legge elettorale apre una riflessione importante sul futuro della democrazia italiana. Garantire la stabilità dei governi è certamente necessario, ma non può diventare una giustificazione per ridurre il peso della rappresentanza e limitare la reale possibilità dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti”. Domenico Pirrotta, presidente provinciale di Azione Reggio Calabria, esprime “preoccupazione per una riforma che rischia di privilegiare gli equilibri dei partiti rispetto alle esigenze degli elettori”. “Una legge elettorale deve essere al servizio dei cittadini, non delle convenienze politiche. La governabilità è importante, ma lo sono altrettanto la partecipazione democratica, il pluralismo e la libertà di scelta. Non possiamo accontentarci di un sistema che garantisca maggioranze solide senza interrogarci sulla qualità della rappresentanza”, evidenzia.
“Con questa legge elettorale viene meno il binomio fiduciario fra parlamento e governo e le preferenze sono solo uno specchietto per le allodole”
“Con questa legge elettorale viene meno il binomio fiduciario fra parlamento e governo e le preferenze sono solo uno specchietto per le allodole. Particolare attenzione merita la situazione del Mezzogiorno. La Calabria e la provincia di Reggio Calabria hanno bisogno di una rappresentanza forte, capace di portare nelle istituzioni le esigenze dei territori, le difficoltà delle famiglie, la crisi occupazionale e la necessità di maggiori investimenti. I nostri territori non possono essere considerati soltanto bacini elettorali. I cittadini devono poter incidere concretamente sulle scelte politiche e sentirsi realmente rappresentati. La politica deve tornare ad ascoltare le comunità, non limitarsi a gestire gli equilibri di potere”, sottolinea.
La democrazia, conclude Pirrotta, “non si misura soltanto nella capacità di formare un governo, ma anche nella fiducia che riesce a costruire tra cittadini e istituzioni. La vera priorità deve essere una politica più vicina alle persone, perché la stabilità senza un’autentica rappresentanza rischia di trasformarsi in una vittoria dei numeri e in una sconfitta della partecipazione”.
