La Calabria porta il Terzo settore al Parlamento Europeo: a Bruxelles il confronto promosso da Nesci su volontariato e politiche sociali

Giovedì 15 ottobre l'europarlamentare calabrese riunirà rappresentanti delle istituzioni europee, del Governo italiano e delle principali associazioni nazionali. Al centro dell'incontro le nuove sfide sociali, le regole per il volontariato e il ruolo delle organizzazioni nelle aree interne e nel Mezzogiorno

Il ruolo del Terzo settore nelle politiche sociali europee, la necessità di garantire regole chiare e stabili alle organizzazioni di volontariato e le difficoltà che interessano soprattutto i territori più periferici saranno al centro di un confronto istituzionale in programma a Bruxelles. L’iniziativa, promossa dall’europarlamentare calabrese di Fratelli d’Italia e del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), Denis Nesci, si terrà giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 10, nella sala 1H1 del Parlamento europeo.

L’appuntamento, dal titolo “Il Terzo settore in Europa. Dalla certezza delle regole alle nuove sfide sociali”, riunirà esponenti delle istituzioni europee e del Governo italiano insieme ai vertici nazionali di importanti realtà associative, con l’obiettivo di approfondire le prospettive di un comparto che svolge un ruolo significativo nella coesione sociale e territoriale. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alla Calabria e al Mezzogiorno, dove il volontariato e l’associazionismo rappresentano spesso un punto di riferimento per le comunità locali, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne.

A Bruxelles istituzioni europee, Governo e associazioni nazionali

Il confronto promosso da Nesci vedrà la partecipazione di rappresentanti politici e istituzionali, insieme agli esponenti di alcune delle principali organizzazioni nazionali del Terzo settore. Tra gli interventi previsti figurano quelli di Carlo Fidanza, capo della delegazione di Fratelli d’Italia-ECR al Parlamento europeo, e Nicola Procaccini, copresidente del gruppo ECR. È prevista inoltre la partecipazione di Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Ampia anche la rappresentanza del mondo associativo, con Vincenzo Falabella, presidente nazionale FISH, Rosario Maria Gianluca Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Oscar Bianchi, presidente nazionale AVIS, Francesco Piemonte, presidente nazionale MODAVI, Emilio Minunzio, vicepresidente nazionale ASI, Paolo Ragusa, presidente nazionale ANCOS-UNCI, e Giuseppina Esposito, segretario nazionale AISLA. La presenza delle diverse organizzazioni consentirà di mettere a confronto esperienze e necessità provenienti da ambiti differenti, dalla salute alla disabilità, dall’assistenza alla solidarietà, fino alla partecipazione civica. L’obiettivo dell’incontro è favorire un dialogo tra chi opera quotidianamente sul territorio e chi è impegnato nella definizione delle politiche pubbliche a livello nazionale ed europeo.

Per l’europarlamentare calabrese, il riconoscimento del ruolo delle associazioni deve accompagnarsi alla costruzione di condizioni normative che consentano loro di operare con maggiore stabilità e certezza. “Il Terzo settore rappresenta una componente fondamentale della nostra società. È una rete di persone, associazioni e organizzazioni che ogni giorno offre risposte concrete ai bisogni dei cittadini, sostiene le famiglie, affianca le persone più fragili e contribuisce a tenere unite le comunità. Un patrimonio che merita attenzione anche nelle politiche europee, a partire dalla necessità di garantire regole chiare, stabilità e condizioni adeguate per operare”, dichiara Denis Nesci. Il confronto affronterà dunque anche il rapporto tra istituzioni e organizzazioni del Terzo settore, con particolare riferimento alle esigenze di semplificazione e certezza normativa e alle trasformazioni sociali che richiedono nuove capacità di intervento. Tra i temi principali figurano il contributo dell’associazionismo nei settori della salute, della disabilità e dell’assistenza, oltre al ruolo del volontariato nella promozione della solidarietà e della partecipazione dei cittadini alla vita delle comunità.

Il ruolo del volontariato in Calabria e nelle aree interne del Mezzogiorno

Uno degli aspetti sui quali Nesci intende richiamare l’attenzione delle istituzioni europee riguarda le condizioni dei territori periferici e delle aree interne, dove la presenza delle organizzazioni del Terzo settore assume un’importanza particolare. In queste realtà, spesso caratterizzate da situazioni di isolamento sociale e da maggiori difficoltà per le persone vulnerabili, il volontariato e l’associazionismo contribuiscono a garantire sostegno e prossimità alle comunità. Il tema riguarda direttamente anche la Calabria e le altre regioni del Mezzogiorno, territori nei quali le esperienze associative possono rappresentare un punto di riferimento per i cittadini e per le famiglie. Portare queste esigenze all’attenzione del Parlamento europeo significa, nella prospettiva indicata dall’europarlamentare, favorire politiche capaci di tenere conto delle diverse condizioni territoriali e delle necessità delle persone che vivono nei piccoli centri. Il confronto di Bruxelles intende quindi collegare le esperienze concrete delle organizzazioni alle prospettive delle politiche sociali europee, valorizzando il contributo di chi interviene quotidianamente a sostegno delle fasce più fragili della popolazione.

“Penso in particolare alle realtà del Mezzogiorno – spiega Nesci – e della Calabria, dove il volontariato e l’associazionismo costituiscono un presidio di solidarietà e prossimità, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne. Parlare di coesione significa anche riconoscere il valore di queste esperienze e creare le condizioni perché possano continuare a operare. Portare a Bruxelles le voci di chi lavora quotidianamente sul territorio significa contribuire a costruire politiche più vicine ai bisogni reali delle persone”.

L’incontro del 15 ottobre si propone dunque come uno spazio di dialogo tra le istituzioni e le organizzazioni nazionali del Terzo settore, nel quale mettere a confronto le esperienze operative delle associazioni con le prospettive europee in materia di politiche sociali. Al centro resta la necessità di individuare strumenti e condizioni che permettano al volontariato di continuare a svolgere le proprie attività, rispondendo alle nuove esigenze della società e contribuendo alla coesione delle comunità. Il confronto promosso da Nesci punta inoltre a rafforzare l’attenzione verso le realtà territoriali che operano nei contesti più complessi, riconoscendo il ruolo dell’associazionismo nei servizi di prossimità e nel sostegno alle persone più vulnerabili. Un percorso che, nelle intenzioni dell’europarlamentare, deve partire dall’ascolto diretto delle organizzazioni e tradursi in una maggiore considerazione delle loro esigenze nell’ambito delle politiche europee.

“L’Europa deve saper ascoltare chi ogni giorno si prende cura degli altri. Il nostro obiettivo è favorire un confronto concreto, che parta dall’esperienza delle associazioni e riconosca il loro ruolo nella costruzione di comunità più forti, inclusive e capaci di affrontare le nuove sfide sociali”, conclude l’europarlamentare.