In Calabria “270 lavoratori dei musei rischiano di restare senza contratto”: Orrico (M5S) incalza il Governo

Tra novembre 2026 e febbraio 2027 scadranno i contratti dei tirocinanti del Ministero della Cultura impiegati nei musei e nelle aree archeologiche calabresi. Il deputato del Movimento 5 Stelle denuncia il rischio di gravi difficoltà per le strutture e chiede risposte sulla stabilizzazione dei lavoratori

In Calabria 270 lavoratori impiegati nei musei e nelle aree archeologiche rischiano di ritrovarsi senza contratto nei prossimi mesi, con possibili conseguenze anche sul funzionamento delle strutture culturali del territorio. A lanciare l’allarme è Anna Laura Orrico, deputato e coordinatrice calabrese del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo chiarimenti sul futuro dei cosiddetti tirocinanti del Ministero della Cultura. Le scadenze contrattuali sono previste tra novembre 2026 e febbraio 2027 e, secondo quanto denunciato dall’esponente pentastellata, al momento non sarebbe stata disposta neppure una proroga. Una situazione che desta particolare preoccupazione non soltanto per il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti, ma anche per le attività quotidiane di numerosi siti culturali calabresi, il cui funzionamento si avvale del contributo di questo personale. La questione riguarda inoltre il riconoscimento professionale di lavoratori che hanno acquisito competenze attraverso l’esperienza maturata nelle strutture del Ministero e che attendono ancora una soluzione definitiva alla propria condizione contrattuale.

Contratti in scadenza nei musei calabresi, l’allarme di Anna Laura Orrico

Il deputato del Movimento 5 Stelle richiama l’attenzione sulle conseguenze che la scadenza dei contratti potrebbe determinare per il patrimonio culturale regionale e per i lavoratori che contribuiscono alla gestione dei musei e delle aree archeologiche. “In Calabria, tra novembre 2026 e febbraio 2027, scadranno 270 contratti fra i cosiddetti ‘tirocinanti’ del Ministero della Cultura e molti musei e aree archeologiche del nostro territorio andranno in sofferenza perché il loro funzionamento è garantito anche dall’attività di questi lavoratori il cui pieno riconoscimento è ancora lontano dall’essere concretizzato per come era stato promesso dalle forze di governo”, afferma Orrico. La denuncia pone al centro una questione che coinvolge contemporaneamente la continuità dei servizi culturali e le prospettive occupazionali di centinaia di persone. Secondo l’esponente pentastellata, il mancato riconoscimento definitivo della posizione dei tirocinanti rischia di compromettere il contributo professionale garantito negli anni da questi lavoratori, in un settore nel quale la disponibilità di personale rappresenta un elemento importante per assicurare il funzionamento delle strutture.

Interrogazione al Governo e disparità rispetto ai tirocinanti della Giustizia

Per ottenere chiarimenti sulle intenzioni dell’Esecutivo, Anna Laura Orrico ha depositato un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Cultura, chiedendo se agli impegni annunciati nei mesi precedenti siano seguiti provvedimenti concreti. Il deputato evidenzia inoltre una differenza di trattamento rispetto ai tirocinanti impiegati presso il Ministero della Giustizia, per i quali il legislatore ha già autorizzato l’assunzione a tempo indeterminato. Una soluzione che, secondo Orrico, non è stata ancora prevista per i lavoratori del Ministero della Cultura, rimasti senza garanzie sulla prosecuzione del rapporto. “Per queste ragioni”, spiega Orrico, “ho depositato una interrogazione a risposta immediata in Commissione Cultura, rivolta al governo, in modo da capire se, alle buone intenzioni dei mesi passati, fossero seguiti anche atti sostanziali. Anche perché c’è stata una disparità di trattamento normativo e contrattuale col personale tirocinante presso il Ministero della Giustizia cui il legislatore ha già autorizzato l’assunzione a tempo indeterminato mentre per il bacino dei tirocinanti della cultura, ad oggi, non è stata disposta neanche una proroga”. La richiesta punta quindi a comprendere quali iniziative il Governo intenda assumere per evitare l’interruzione dei rapporti e affrontare il problema della stabilizzazione.

La risposta del sottosegretario Cannella sulla stabilizzazione dei lavoratori

La risposta ricevuta dal Governo non ha rassicurato il deputato pentastellato. Secondo quanto riferito da Orrico, il sottosegretario Cannella avrebbe spiegato che sono ancora in corso valutazioni sulle condizioni giuridiche e finanziarie necessarie per individuare un possibile percorso di stabilizzazione dei tirocinanti del Ministero della Cultura. Un quadro che, alla luce dell’avvicinarsi delle prime scadenze contrattuali, viene giudicato insufficiente dall’esponente del Movimento 5 Stelle. “Purtroppo”, prosegue Orrico, “la risposta del sottosegretario Cannella non è stata per niente rassicurante se è vero, così come ha riferito, che stanno ancora valutando la presenza delle condizioni giuridiche e finanziarie per individuare un percorso che porti alla stabilizzazione dei tirocinanti in questione”. La questione resta dunque aperta, mentre si avvicina il periodo nel quale i contratti inizieranno a scadere. L’assenza, secondo quanto denunciato dal deputato, di un provvedimento di proroga o di una soluzione definitiva alimenta le preoccupazioni sul futuro dei lavoratori e sulla continuità delle attività svolte nei musei e nei siti archeologici calabresi.

Il rischio di perdere competenze preziose per il patrimonio culturale calabrese

Oltre alla questione occupazionale, Orrico richiama l’attenzione sul rischio di disperdere il patrimonio di competenze acquisito dai lavoratori durante il servizio prestato nelle strutture culturali. Il venir meno del loro contributo potrebbe creare difficoltà organizzative nei musei e nelle aree archeologiche che attualmente si avvalgono della loro attività, rendendo ancora più urgente una risposta da parte delle istituzioni. “Eppure”, conclude Anna Laura Orrico, “il tempo corre, i contratti sono in scadenza ed il rischio che ciò comporti non solo la perdita del contributo di questi lavoratori, legittimamente preoccupati per il loro futuro, quanto la dispersione del patrimonio di competenze da loro acquisito, è divenuto assolutamente urgente”. L’interrogazione parlamentare riporta così al centro dell’attenzione il futuro dei 270 tirocinanti del Ministero della Cultura in Calabria, per i quali si attende di conoscere se il Governo individuerà strumenti capaci di garantire continuità occupazionale e valorizzazione delle professionalità maturate. Una questione che riguarda direttamente anche la capacità dei musei e delle aree archeologiche calabresi di continuare a svolgere regolarmente le proprie attività.