Dalle accuse di no vax a quelle di fascista è un attimo. Matteo Bassetti ne ha per tutti. Prima del Covid era sconosciuto al mondo delle tv, poi è diventato un Chiara Ferragni qualunque, con ospitate ovunque e tanti followers. In questi giorni in cui la Commissione Covid si è riunita per sentire tanti personaggi, tra cui Roberto Speranza, l’infettivologo è tornato all’attacco. Post continui, attacchi, botta e risposta. E quella ossessione nel vedere no vax ovunque, anche a distanza di anni. Nel caso specifico, questa volta, per commentare la notizia legata al reintegro dei medici radiati in tempi di Covid. “Il voto alla Camera sul reintegro dei sanitari contro la scienza segna uno dei punti più bassi della politica di governo degli ultimi anni. L’articolo 8, che apre una procedura straordinaria per consentire ai medici radiati durante la pandemia di chiedere la reiscrizione agli albi, passa con 126 sì e 113 no. Tredici voti di scarto. Una maggioranza divisa, Forza Italia che si sfila e Futuro Nazionale che rivendica di aver salvato la norma con i propri otto voti” ha commentato Bassetti.
“Dietro questi numeri c’è una domanda inquietante: quanto vale la responsabilità scientifica quando entra in conflitto con la convenienza elettorale? Nessuno contesta il diritto di riesaminare sanzioni ingiuste. Ma una cosa è garantire procedure eque, un’altra è lanciare un segnale politico a chi ha trasformato il rifiuto dei vaccini e la sfiducia nella scienza in una bandiera identitaria. Durante la pandemia, medici e infermieri hanno combattuto negli ospedali, spesso mettendo a rischio la propria vita. Milioni di cittadini hanno rispettato regole difficili, affidandosi alle evidenze disponibili. I vaccini hanno contribuito a salvare vite e a ridurre le forme gravi della malattia. Tutto questo non può essere liquidato per strizzare l’occhio a un elettorato alimentato, in parte, da teorie infondate e disinformazione” ha aggiunto.
“La scienza può sbagliare, ma si corregge con i dati, non con le convenienze politiche. E la responsabilità professionale non può diventare negoziabile ogni volta che serve conquistare consenso. Un governo può dialogare con tutti, anche con chi è contrario ai vaccini. Ma se, per compiacere una parte del proprio elettorato, finisce per indebolire il messaggio di fiducia nelle evidenze scientifiche, allora deve spiegare quali principi stia davvero difendendo. Non si può governare un Paese mettendo sullo stesso piano la conoscenza scientifica e la disinformazione. Non si può guidare la sanità pubblica strizzando l’occhio a chi nega le evidenze da cui dipendono decisioni che riguardano la vita delle persone. La politica buona è quella che ha il coraggio di stare dalla parte della scienza, dei cittadini e di chi ogni giorno cura gli altri. Non quella che sacrifica la coerenza sull’altare del consenso. Perché la salute non è una merce elettorale. E la verità scientifica non si decide a maggioranza” ha concluso.
“Chi ha difeso i no vax si dimetta”
Ma non è finita. In un successivo post, a dimostrazione di quanto sia tornato a martellare sulla questione, ha chiesto a chi ha sostenuto quei medici di vergognarsi e dimettersi. “Ci sono decisioni politiche che non si possono liquidare con un voto in Parlamento. Perché dietro quei voti ci sono la salute pubblica, la fiducia dei cittadini e la dignità di chi ha lavorato in prima linea durante la pandemia. A chi ha sostenuto questa norma per il reintegro dei sanitari novax voglio dire una cosa, senza giri di parole: vergognatevi”.
“Vergognatevi se avete trasformato una questione così delicata in uno strumento di consenso politico. Vergognatevi se, per strizzare l’occhio a una parte dell’elettorato, avete scelto una strada che rischia di indebolire la fiducia nelle istituzioni sanitarie e nelle decisioni prese durante una delle emergenze più difficili della nostra storia recente. A tutti i sanitari che hanno rispettato le regole, lavorato con responsabilità e affrontato quella crisi con professionalità: dovete delle scuse. Scuse sincere, pubbliche, senza ipocrisie. E poi c’è una conseguenza politica che considero inevitabile: chi ricopre incarichi nella sanità pubblica e ha sostenuto questa scelta dovrebbe assumersi la responsabilità di ciò che ha fatto e dimettersi. Perché la salute pubblica non è una poltrona, non è una moneta di scambio, non è un palcoscenico elettorale. La politica deve proteggere la fiducia dei cittadini, non sacrificarla per convenienza. Chiedete scusa. Assumetevi le responsabilità. E fate un passo indietro”.
Botta e risposta con Antonella Zedda
Sulla questione è poi intervenuta Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid, che ha punzecchiato Bassetti: “inviterei il prof. Bassetti a dare seguito agli impegni presi in commissione Covid ormai 349 giorni fa, ossia che avrebbe inviato l’aggiornamento sui finanziamenti da lui percepiti da Big Pharma, dunque sul suo conflitto d’interessi”.
E’ qui, in un’altra contro replica, Matteo Bassetti si supera. Nel rispondere a Zedda tira infatti fuori l’arma “infallibile” tanto cara alla Sinistra, in politica: quella del fascismo. “La senatrice Zedda, vicepresidente dei senatori di FdI, mi chiede di rendere pubblici i miei conflitti d’interesse. Peccato che esistano regole precise su dove e come dichiararli: articoli scientifici, congressi, seminari e altre sedi pertinenti. Ho sempre rispettato tutte le regole sulla dichiarazione dei conflitti d’interesse. Screditare chi fa scienza alimentando sospetti è un metodo che ricorda la delegittimazione dell’avversario del periodo fascista. Ma io non sono un avversario politico: sono un uomo di scienza impegnato per la salute delle persone. Mi auguro che la senatrice Zedda conosca le norme sui conflitti d’interesse almeno quanto conosce la politica. La salute pubblica merita serietà, trasparenza e rispetto, non polemiche strumentali.”.
Un grande classico, dunque. Fa strano sentir parlare di fascismo oggi semplicemente per chi chiede la verità. E l’obiettivo della Commissione Covid è proprio quello: smascherare delle decisioni che di scientifico non avevano nulla ma che hanno fortemente limitato la libertà delle persone. Altro che fascismo…
