Il Ponte sul Calopinace cambia nome dopo un testa a testa nel sondaggio! I reggini “tagliano i ponti” con il passato

Il Ponte sul Calopinace cambia nome dopo la conclusione del sondaggio Instagram indetto dal sindaco: testa a testa fra due opzioni, la scelta dei reggini

Alle 19:30 di questa sera, venerdì 16 ottobre, era stata fissata la scadenza il sondaggio indetto dal sindaco Francesco Cannizzaro per scegliere il nome del Ponte sul Calopinace. Per ribattezzare l’opera, rimasta incompiuta per 10 anni a causa delle inadempienze dell’Amministrazione Falcomatà (primo e secondo tempo), oggi finalmente portata a compimento in appena 58 giorni, la nuova Amministrazione ha scelto di coinvolgere i cittadini. Il modo? Un sondaggio social, annunciato dallo stesso sindaco, con la possibilità di esprimere un voto fra le opzioni più gettonate fra le tantissime proposte arrivate in questi giorni.

Quattro le denominazioni prescelte:

A – Ponte della Gioventù: Un nome che guarda alle nuove generazioni, simbolo di energia, speranza e futuro. Un ponte che unisce non soltanto due parti della città, ma anche il presente alle opportunità di domani.

B – Ponte dell’Alba: L’alba rappresenta un nuovo inizio, la rinascita e la fiducia nel futuro. Un nome che richiama una Reggio che si risveglia, cresce e guarda con ottimismo al domani.

C – Ponte Kalòs: Dal greco antico kalós, che significa “bello”, un omaggio alle radici magnogreche di Reggio Calabria. Un nome che celebra la bellezza, l’identità e la storia millenaria della città.

D – Ponte Apsìa: È l’antico nome greco del torrente Calopinace. Nell’oracolo di fondazione, la Pizia lo definisce “Apsìa, il più sacro tra i fiumi”, alla cui foce i coloni calcidesi fondarono la propria città.

Fino a qualche ora fa, un appassionante testa a testa ha visto equipararsi l’opzione B e l’opzione D al 30% delle preferenze, con l’opzione C subito dietro intorno al 28%, poco sopra il 12% l’opzione A. In serata, l’equilibrio si è spezzato. Il Ponte sul Calopinace, da oggi, si chiamerà Ponte dell’Alba. A vincere è stata l’opzione B con il 33%, davanti all’opzione D (Ponte Apsia) con il 31%, l’opzione C (Ponte Kalòs) con il 26% e l’opzione A (Ponte della Gioventù) con il 10%. Hanno votato in più di 16.000.

Nonostante le due opzioni greche avessero il loro fascino storico-culturale, Reggio Calabria ha fatto una scelta ben precisa, quella di “tagliare i ponti” con il passato. No, non con la storia antica e l’eredità magnogreca, neanche per sogno. Tagliare i ponti con il passato recente, quello dell’ultima amministrazione.

Il nome scelto, Ponte dell’Alba, è puramente evocativo, di pancia. Esprime la fiducia dei cittadini nella nuova amministrazione, la speranza che qualcosa possa essere davvero realizzato, la voglia viscerale di un cambiamento che sia effettivo, tangibile, reale. Basta promesse non mantenute, basta degrado, basta imbarazzanti scuse per giustificare un’ingiustificabile incompetenza.

I reggini hanno scelto l’inizio simbolico di una nuova era, un’alba nuova per la città. Qualcuno ha fatto notare che l’alba sorge dall’altro lato. Ma il nome non ha un significato letterale. Lo capisca bene, soprattutto, la sinistra reggina, che da tutta questa vicenda, tra ridicoli tentativi di appropriarsi dei meriti, polemiche sterili e immancabili lezioni social di socio-filosofia applicata alla politica, ha dimostrato, ancora una volta, di aver solo perso il contatto con la realtà e con le persone.

Se il significato fosse letterale, i reggini lo avrebbero chiamato ponte del Tramonto, quello dell’epoca peggiore di Reggio. Ma anche dopo la notte più buia, sorge sempre una nuova alba. I cittadini di Reggio Calabria lo hanno capito e hanno deciso di chiudere con il passato e guardare solo al futuro.