Flavio Stasi arrestato, il Ministro Lollobrigida: “purtroppo avevo ragione”. Ma un ex Consigliere si infuria: “vergognoso”

Il ministro dell'Agricoltura torna sulle polemiche per le proteste degli agricoltori e commenta l'arresto del sindaco di Corigliano-Rossano. Durissima la replica dell'ex consigliere regionale di Forza Italia: "Un ministro dovrebbe preoccuparsi di avere ragione nelle politiche che realizza, non negli arresti che commenta"

Francesco Lollobrigida commenta la vicenda riguardante il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, dopo l’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla criminalità organizzata nella Sibaritide. Il ministro dell’Agricoltura ha pubblicato un video sui social nel quale richiama le polemiche delle scorse settimane sulle proteste degli agricoltori e sulle possibili infiltrazioni criminali nelle manifestazioni, rivendicando la correttezza delle proprie precedenti dichiarazioni. Parole che hanno immediatamente acceso il confronto politico e provocato una dura reazione da parte di Antonello Talerico, già consigliere regionale di Forza Italia, che ha definito l’intervento del ministro vergognoso e istituzionalmente inaccettabile. Al centro della controversia c’è il rapporto tra l’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto Stasi e le manifestazioni degli agricoltori, due vicende che Lollobrigida ha collegato nel proprio intervento e che, secondo Talerico, non possono essere considerate automaticamente connesse. L’ex consigliere regionale richiama inoltre il principio della presunzione di innocenza e invita il ministro a concentrarsi sulle difficoltà economiche delle imprese agricole.

Lollobrigida contro Stasi: “Non c’è stato bisogno che si costituisse, lo hanno arrestato i Ros”

Nel video diffuso sui social, Lollobrigida ripercorre la polemica nata dalle sue dichiarazioni sulle presunte infiltrazioni criminali nelle proteste degli agricoltori, ricordando la risposta del sindaco di Corigliano-Rossano, che aveva contestato quelle affermazioni. Il ministro rivendica la propria posizione alla luce dell’inchiesta esplosa il 28 ottobre, nell’ambito della quale sono state eseguite 41 misure cautelari nei confronti di persone indagate, a vario titolo, per gravi ipotesi di reato, tra cui associazione mafiosa e patto elettorale politico-mafioso. La misura cautelare nei confronti di Stasi non costituisce una condanna e le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

“Gli agricoltori non sono delinquenti. Alcune settimane fa lanciavo un allarme. All’interno delle manifestazioni legittime, democratiche degli agricoltori c’erano infiltrazioni di criminalità organizzata o comune e c’era gente che andava a carpire il consenso mentendo. Ecco, uno degli esempi purtroppo è questo sindaco che vedete. Parlava del fatto che il governo non faceva niente, che io avevo sostenuto che all’interno delle manifestazioni si aggiravano dei criminali. addirittura aveva annunciato provocatoriamente nei miei confronti che se gli agricoltori erano delinquenti lui si sarebbe costituito. Gli agricoltori non sono delinquenti e non c’è stato bisogno che lui si costituisse perché i Ros dei Carabinieri lo hanno arrestato con accuse gravissime insieme ad altre 41 persone, imputazioni che vanno dal voto di scambio fino all’associazione mafiosa. Mi dispiace sempre quando qualcuno viene arrestato e voglio di augurare a tutti di provare la loro innocenza. Per ora però l’unica cosa che si è provata è che purtroppo avevo ragione”.

Le dichiarazioni del ministro riaprono dunque lo scontro politico sulle manifestazioni degli agricoltori, durante le quali Stasi aveva contestato le precedenti affermazioni di Lollobrigida. La rivendicazione del ministro ha però suscitato la netta presa di posizione di Talerico, che, pur sottolineando la propria distanza dalle posizioni politiche della sinistra, considera inopportuno utilizzare l’arresto di un avversario per sostenere di avere avuto ragione in una precedente polemica. La sua critica riguarda sia il linguaggio utilizzato sia il principio secondo cui un provvedimento cautelare non può essere trasformato in una condanna anticipata, tanto meno da un rappresentante del Governo.

La dura replica di Talerico: “Profondamente vergognosa l’uscita pubblica del ministro”

L’ex consigliere regionale di Forza Italia, Antonello Talerico, interviene con una lunga nota nella quale contesta l’atteggiamento di Lollobrigida e richiama la responsabilità istituzionale di chi ricopre un incarico di Governo. Talerico chiarisce di non voler difendere politicamente Stasi né esprimere valutazioni sulle accuse giudiziarie, ma di ritenere necessario rispettare i principi fondamentali dell’ordinamento. La sua presa di posizione parte proprio dalla distinzione tra appartenenza politica e rispetto delle garanzie individuali.

“Sono un uomo liberale, di area moderata. Non condivido molte delle posizioni ideologiche e politiche della sinistra italiana, ma ritengo che la credibilità di una persona, prima ancora che di un esponente politico, si misuri nella capacità di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, indipendentemente dalle appartenenze. E da cittadino, oltre che da giurista, considero profondamente vergognosa l’uscita pubblica del ministro Francesco Lollobrigida sull’arresto del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi.

Ho ascoltato attentamente il video diffuso dal ministro, rimanendo sinceramente sconcertato non soltanto dalle parole pronunciate, ma soprattutto dalla scelta di registrare un filmato per rivendicare, quasi con soddisfazione, di avere avuto ragione in una precedente polemica politica.

Non siamo davanti a un cittadino che commenta impulsivamente una notizia sui social. Siamo davanti a un ministro della Repubblica italiana, che dovrebbe conoscere il peso delle proprie dichiarazioni e la responsabilità istituzionale che deriva dal ruolo ricoperto.

Lollobrigida ricorda che Stasi, difendendo gli agricoltori dalle accuse di possibili infiltrazioni criminali, aveva provocatoriamente dichiarato che, se gli agricoltori fossero stati considerati delinquenti, si sarebbero costituiti tutti. Il ministro osserva che non ce n’è stato bisogno, perché ad arrestare Stasi hanno provveduto i Carabinieri del ROS. Poi augura agli arrestati di poter provare la propria innocenza e conclude rivendicando di avere avuto ragione.

È questo il livello al quale può scendere il confronto politico e istituzionale?

Un uomo è stato arrestato nell’ambito di un’indagine per fatti gravissimi, sui quali sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità. Se colpevole, ne risponderà senza sconti. Ma siamo ancora nella fase cautelare, non davanti a una condanna definitiva. E un ministro, proprio perché tale, dovrebbe avere la prudenza di non trasformare un provvedimento giudiziario in una sentenza politica anticipata.

Ancora più sorprendente è l’augurio rivolto agli arrestati di dimostrare la loro innocenza. Nel nostro ordinamento, ministro, è l’accusa che deve dimostrare la colpevolezza, non il cittadino che deve provare di essere innocente. Non è una sottigliezza giuridica: è una garanzia fondamentale, che chi esercita funzioni di Governo dovrebbe conoscere e rispettare.”

Il collegamento tra l’inchiesta e le proteste degli agricoltori contestato da Talerico

Uno dei punti centrali della replica riguarda il collegamento stabilito dal ministro tra l’inchiesta sulla Sibaritide e le proteste degli agricoltori. Secondo Talerico, anche un eventuale accertamento delle responsabilità giudiziarie del sindaco non dimostrerebbe automaticamente l’esistenza di infiltrazioni criminali nelle manifestazioni. L’ex consigliere regionale sottolinea infatti che le ipotesi di reato relative alle elezioni amministrative del 2024 e le proteste agricole dell’ottobre 2026 riguardano circostanze differenti, per le quali sarebbero necessari accertamenti distinti.

“Ma c’è un aspetto ancora più inquietante. Quale collegamento esiste tra un presunto accordo elettorale politico-mafioso, relativo alle elezioni amministrative del 2024, e le manifestazioni degli agricoltori dell’ottobre 2026?

Anche qualora le accuse nei confronti di Stasi fossero confermate, questo non dimostrerebbe automaticamente che le proteste degli agricoltori siano state infiltrate dalla criminalità organizzata. Sono fatti diversi, responsabilità diverse, questioni che richiedono accertamenti distinti. Utilizzare l’arresto di un sindaco per sostenere di avere avuto ragione sulle manifestazioni significa compiere un salto logico che un rappresentante delle istituzioni dovrebbe evitare.

La lotta alla ‘ndrangheta è una cosa troppo seria per essere trasformata in uno strumento di rivalsa politica.”

La questione degli agricoltori: “Il ministro pensi alle difficoltà delle imprese”

Nella sua nota Talerico sposta poi l’attenzione sulle difficoltà del settore agricolo, richiamando le proteste dei produttori e le richieste di intervento rivolte al Governo. L’ex consigliere regionale riferisce di aver letto numerosi commenti pubblicati sotto il video di Lollobrigida, nei quali gli agricoltori contestano la scelta del ministro di concentrarsi sull’arresto di Stasi anziché sulle problematiche economiche delle aziende. Tra le criticità indicate figurano l’aumento dei costi energetici, dei carburanti e dei fertilizzanti, la pressione della grande distribuzione organizzata sui prezzi e le difficoltà nel garantire margini adeguati ai produttori.

“E soprattutto, mentre il ministro trova il tempo di realizzare questo video, gli agricoltori continuano a chiedere risposte. Ho letto numerosissimi commenti pubblicati sotto il suo intervento. Al netto delle espressioni offensive, che non condivido, emerge una contestazione ricorrente e molto concreta: perché tanto interesse per l’arresto di Stasi e così poca attenzione, secondo i manifestanti, alle loro difficoltà? C’è un agricoltore che racconta di lavorare giorno e notte, ma di coltivare ormai soltanto debiti e povertà. C’è chi chiede al ministro di occuparsi del potere della grande distribuzione organizzata, dei prezzi imposti ai produttori e dei margini sempre più ridotti delle aziende agricole. Chi domanda quali risultati abbiano prodotto gli interventi governativi. Chi contesta il mancato confronto con i manifestanti arrivati a Roma.

E non parliamo di problemi immaginari. In Calabria gli agricoltori denunciano rincari del carburante, dei fertilizzanti e dell’energia, mentre il prezzo riconosciuto ai produttori spesso non consente di coprire adeguatamente i costi. Sono queste le questioni sulle quali un ministro dell’Agricoltura dovrebbe concentrare la propria iniziativa politica, spiegando quali riforme intende realizzare e quali risultati concreti siano stati raggiunti. Un provvedimento cautelare contro un sindaco non riduce il costo del gasolio, non risolve l’indebitamento delle imprese e non restituisce redditività a chi lavora la terra.”

La presunzione di innocenza e il richiamo alle responsabilità della politica

Nella parte conclusiva del suo intervento, Talerico ribadisce che la critica al ministro non rappresenta una difesa politica di Flavio Stasi, ma una presa di posizione a favore del diritto di ogni cittadino alla presunzione di innocenza. L’ex consigliere regionale pone inoltre due interrogativi sugli effetti delle dichiarazioni pubbliche del ministro, sia nell’ipotesi di un’assoluzione del sindaco sia in quella di una sua eventuale condanna. Il punto, secondo Talerico, è che nessuno dei due possibili esiti giudiziari potrebbe sostituire la necessità di fornire risposte politiche alle rivendicazioni del settore agricolo.

“Un uomo delle istituzioni, pur essendo politicamente distante da Stasi, dovrebbe richiamare il rispetto della presunzione di innocenza. Una dimostrazione di come si possa essere avversari senza trasformare le vicende giudiziarie in occasioni di rivalsa. Non intendo difendere Stasi né anticipare alcun giudizio sulla sua posizione. Difendo il diritto di ogni cittadino, anche del mio più distante avversario politico, a essere giudicato nelle sedi competenti, senza essere sottoposto a una condanna mediatica preventiva alimentata da chi rappresenta lo Stato.

E difendo il diritto degli agricoltori a non vedere le proprie rivendicazioni oscurate da polemiche che nulla risolvono delle loro difficoltà. C’è infine una domanda che vorrei rivolgere direttamente al ministro. Se Stasi dovesse essere assolto, chi gli restituirà la reputazione compromessa da dichiarazioni pubbliche di questa portata? E se invece dovesse essere condannato, in che modo quella condanna dimostrerebbe che il ministro aveva ragione sulle proteste degli agricoltori?

In entrambi i casi, la risposta è la stessa: nessuna vicenda giudiziaria può sostituire le responsabilità della politica. Da liberale e da giurista considero dunque questa uscita pubblica politicamente indecorosa e istituzionalmente inaccettabile. Perché proviene da un ministro della Repubblica. La differenza tra un uomo delle istituzioni e un qualsiasi commentatore da social dovrebbe consistere proprio nella capacità di misurare le parole, rispettare i ruoli e comprendere che l’esercizio del potere impone responsabilità, non conferisce il diritto di trasformare le disgrazie giudiziarie degli avversari in vittorie personali. Un ministro dovrebbe preoccuparsi di avere ragione nelle politiche che realizza, non negli arresti che commenta. Giorgio Almirante, Aldo Moro, Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira e tante altre figure di spessore non si sono mai espressi in questi termini. La politica oggi è scaduta. Troppo”.