Fincalabra, 300 milioni di euro in Monte dei Paschi? M5S solleva la bufera: “chiediamo chiarezza a Occhiuto”

Il consigliere regionale Elisabetta Barbuto denuncia un'operazione finanziaria anomala: Fincalabra avrebbe acquisito lo 0,93% di Monte dei Paschi di Siena nonostante un patrimonio netto di appena 8 milioni

Un investimento da circa 300 milioni di euro in azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena da parte di Fincalabra, società in house della Regione Calabria, finisce al centro di un’interrogazione rivolta al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto. A sollevare il caso è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto, che ha depositato un atto ispettivo sottoscritto da tutti i colleghi di opposizione per chiedere chiarimenti su un’operazione finanziaria ritenuta anomala e potenzialmente rischiosa. Secondo quanto emerso nei giorni scorsi dalla stampa economica nazionale e dai report internazionali, Fincalabra risulterebbe titolare di una partecipazione pari allo 0,93% del capitale di Mps, per un controvalore stimato di circa 300 milioni di euro. Un pacchetto azionario che sarebbe stato acquisito progressivamente negli ultimi mesi, in coincidenza con il lancio dell’Opas da parte di Intesa Sanpaolo e alla vigilia dell’assemblea del 29 ottobre. Una vicenda sulla quale l’opposizione regionale pretende risposte, soprattutto alla luce delle dimensioni dell’investimento rispetto al patrimonio della finanziaria calabrese e della sua missione istituzionale di sostegno allo sviluppo economico del territorio.

“Un investimento faraonico da circa 300 milioni di euro, realizzato da una società in house della Regione Calabria in pieno rischio bancario e fuori dai confini regionali, con un patrimonio netto di appena 8 milioni. Vogliamo vederci chiaro su questa operazione anomala e senza alcun razionale economico”. È la denuncia di Elisabetta Barbuto, che attraverso l’interrogazione chiede alla Giunta regionale di chiarire le ragioni dell’eventuale acquisizione, le modalità attraverso le quali sarebbe stata realizzata e la provenienza delle risorse utilizzate. L’atto, indirizzato al presidente Occhiuto, punta inoltre ad accertare se l’operazione abbia comportato l’impiego di fondi che avrebbero potuto essere destinati al sostegno delle imprese e dell’economia calabrese. Al centro della contestazione c’è soprattutto la sproporzione tra il valore della partecipazione azionaria attribuita a Fincalabra e la consistenza patrimoniale della società, chiamata istituzionalmente a favorire la crescita del sistema produttivo regionale.

Il patrimonio di Fincalabra e i dubbi sull’operazione finanziaria

Il consigliere del Movimento 5 Stelle richiama i dati dell’ultimo bilancio della società per evidenziare quelle che considera le principali criticità dell’investimento. “I dati contabili parlano chiaro e descrivono uno scenario a dir poco sconcertante”, denuncia Barbuto, che prosegue: “A fronte di un bilancio di Fincalabra che al 31 dicembre 2025 registrava un patrimonio netto di 8 milioni e immobilizzazioni finanziarie per circa 26 milioni, ci troviamo di fronte a un’esposizione finanziaria sproporzionata e ad alto rischio speculativo. Ci chiediamo come sia possibile giustificare una mossa del genere per una finanziaria la cui missione istituzionale è sostenere lo sviluppo, il tessuto produttivo e le piccole e medie imprese della nostra terra, e non certo giocare in borsa in operazioni di risiko bancario nazionale. Senza contare i consolidati legami pregressi tra la banca toscana e la Regione Calabria, a partire dal ruolo di tesoriere del Consiglio Regionale assunto da Mps nel 2023”. Le osservazioni del consigliere si concentrano dunque sia sulla sostenibilità economica dell’operazione sia sulla sua coerenza con le finalità istituzionali di Fincalabra, evidenziando anche i rapporti già esistenti tra Monte dei Paschi di Siena e le istituzioni regionali calabresi.

L’interrogazione firmata da dieci consiglieri: chiesti chiarimenti sulla provenienza dei 300 milioni

L’iniziativa non riguarda soltanto il Movimento 5 Stelle, ma coinvolge l’intero fronte delle opposizioni in Consiglio regionale. A sottoscrivere l’interrogazione sono stati Barbuto, Scutella, Bruno, Alecci, Ranuccio, Falcomatà, Madeo, Greco, De Cicco e Laghi, che chiedono al presidente Roberto Occhiuto di fornire chiarimenti urgenti sull’operazione attribuita a Fincalabra. In particolare, i firmatari vogliono conoscere le effettive motivazioni economiche che avrebbero portato la società partecipata ad acquisire una quota del capitale di Mps, la provenienza esatta dei fondi impiegati e l’eventuale utilizzo di risorse inizialmente destinate ad altre finalità. L’interrogazione punta anche a verificare se l’investimento abbia sottratto disponibilità finanziarie al sostegno delle piccole e medie imprese e alle attività produttive della Calabria. L’obiettivo dichiarato dai consiglieri è ottenere trasparenza sull’impiego del denaro pubblico e sulle responsabilità decisionali legate all’operazione, considerate le dimensioni dell’esposizione finanziaria ipotizzata. L’atto ispettivo è stato formalmente depositato ed è consultabile sul portale del Consiglio regionale della Calabria.

Barbuto attacca: “Occhiuto e Fincalabra spieghino dove siano stati presi i soldi”

Il consigliere regionale Elisabetta Barbuto conclude il suo intervento chiedendo una risposta immediata ai vertici della Regione e della società partecipata, ribadendo la necessità di tutelare le risorse pubbliche destinate allo sviluppo economico calabrese. “La Calabria non può permettersi che risorse strategiche vengano impiegate in operazioni finanziarie ad alto rischio che nulla hanno a che fare con la crescita del nostro territorio”, afferma l’esponente del Movimento 5 Stelle. “Il Presidente Occhiuto e i vertici di Fincalabra hanno l’obbligo morale e politico di spiegare immediatamente ai cittadini calabresi dove siano stati presi questi soldi e chi abbia autorizzato una scelta così spericolata. Non passerà sotto silenzio: difenderemo fino in fondo la trasparenza e l’uso corretto del denaro della nostra Regione”. La vicenda pone così al centro del confronto politico regionale la richiesta di accertare la reale portata dell’operazione finanziaria, la sua compatibilità con il ruolo istituzionale di Fincalabra e le eventuali conseguenze sulle risorse disponibili per sostenere l’economia calabrese. L’opposizione attende ora chiarimenti dal presidente della Regione e dai vertici della società sulle circostanze evidenziate nell’interrogazione.