FIGC, dall’indiscrezione alla conferma: “Galliani si tessera e si candida”. Sfida aperta a Malagò (la cui vittoria non è più scontata)

Dall'indiscrezione alla svolta riportata dal Corriere della Sera: l'ex dirigente del Milan sarebbe pronto a scendere in campo, sostenuto da Inter, Milan e Atalanta. Malagò cerca la riconferma, ma una parte della Serie A vuole cambiare

Da semplice indiscrezione a candidatura sempre più concreta. Adriano Galliani avrebbe accettato di candidarsi alla presidenza della FIGC, aprendo così una sfida diretta a Giovanni Malagò in vista delle elezioni federali del prossimo 14 dicembre. La novità arriva dal Corriere della Sera, che nell’edizione di oggi, lunedì 26 ottobre, dà conto della decisione dell’ex dirigente del Milan di scendere in campo. La candidatura non è ancora ufficialmente formalizzata, ma rispetto a quanto emerso negli ultimi giorni ci sarebbe stato un passo avanti decisivo. Già sabato 24 ottobre StrettoWeb aveva raccontato l’indiscrezione relativa alla possibile candidatura di Galliani, spiegando come una parte importante della Serie A stesse valutando un’alternativa a Malagò. Adesso quella possibilità sembra destinata a trasformarsi in una vera competizione elettorale.

Galliani pronto a candidarsi: il sostegno di Inter, Milan e Atalanta

Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, Galliani sarebbe pronto anche a completare il passaggio formale necessario per partecipare alle elezioni, tesserandosi come dirigente accompagnatore, a titolo gratuito, presso una società dilettantistica milanese. Un requisito indispensabile per poter presentare la candidatura alla presidenza federale. L’ex amministratore delegato del Milan ed ex dirigente del Monza avrebbe trovato soprattutto il sostegno di Inter, Milan e Atalanta, tre società che starebbero lavorando per costruire un’alternativa all’attuale commissario straordinario. Galliani e Malagò, sempre secondo la ricostruzione del quotidiano, si sarebbero già sentiti telefonicamente. Per l’ex dirigente rossonero si tratterebbe di un ritorno ai vertici istituzionali del calcio italiano, dopo le esperienze alla guida della Lega Serie A e nella dirigenza della Lega Serie B. La sua lunga carriera, in particolare durante il ciclo del Milan di Silvio Berlusconi, rappresenta uno degli elementi sui quali puntano i club che vorrebbero affidargli la guida della Federazione.

Perché una parte della Serie A non vuole confermare Malagò

La candidatura alternativa nasce dalle tensioni maturate negli ultimi mesi tra Giovanni Malagò e alcune società di Serie A. Malagò era stato eletto presidente federale lo scorso 22 giugno con un sostegno molto ampio, ma nel corso dell’estate una parte dei club avrebbe progressivamente manifestato insoddisfazione per il metodo utilizzato nella gestione delle decisioni più importanti. Al centro delle critiche ci sarebbero soprattutto alcune scelte riguardanti la Nazionale italiana, dalla breve esperienza di Paolo Maldini e Leonardo fino alla nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico, passando per la vicenda di Diana Bianchedi e le successive decisioni sugli incarichi federali. Il problema principale, secondo le ricostruzioni giornalistiche, sarebbe la scarsa condivisione delle scelte con le componenti del calcio italiano. Una parte delle società avrebbe voluto un maggiore coinvolgimento nelle decisioni strategiche, mentre Malagò avrebbe mantenuto una gestione considerata troppo autonoma dai suoi critici.

A complicare ulteriormente il quadro è arrivato il commissariamento della FIGC del 6 ottobre, conseguenza della questione relativa al mancato tesseramento federale di Malagò al momento della precedente elezione. Lo stesso Malagò è stato nominato commissario straordinario e ha successivamente regolarizzato la propria posizione attraverso il tesseramento con il Circolo Canottieri Aniene, preparando così la nuova candidatura. Nel frattempo, però, il fronte delle società che lo avevano sostenuto a giugno non appare più compatto. Da una parte ci sono dirigenti che continuano a lavorare per la sua riconferma, tra cui quelli riconducibili a Lecce e Monza; dall’altra ci sono i club che stanno cercando di raccogliere consensi attorno a Galliani. La Serie A, che pochi mesi fa aveva contribuito in maniera determinante all’elezione di Malagò, potrebbe dunque presentarsi alla nuova assemblea federale con orientamenti differenti.

La corsa alle firme e le elezioni del 14 dicembre

La partita resta aperta soprattutto sul piano dei numeri. Il sostegno di Inter, Milan e Atalanta rappresenterebbe una base significativa per Galliani, ma non sarebbe sufficiente, da solo, a garantirgli la presidenza. Per vincere sarà necessario raccogliere consensi anche tra le altre componenti federali, comprese le leghe, i calciatori e gli allenatori. Allo stesso tempo, la riconferma di Malagò non può più essere considerata scontata, proprio perché il consenso quasi unanime ottenuto nel mese di giugno sembra essersi ridimensionato. Nei prossimi giorni sarà fondamentale verificare quante società decideranno effettivamente di sostenere l’ex dirigente rossonero e quali schieramenti si formeranno all’interno della Federazione. La prima scadenza è fissata al 4 novembre, termine entro il quale dovranno essere presentate le candidature, mentre il voto si svolgerà il 14 dicembre 2026. Dopo settimane di indiscrezioni e contatti, la corsa alla presidenza FIGC potrebbe quindi trasformarsi in una sfida tra due figure di grande esperienza nel calcio e nello sport italiano.