Alta tensione in tutta Italia per le manifestazioni di oggi. I cortei hanno preso il via in diverse città, mentre le forze dell’ordine mantengono elevata l’attenzione per il rischio di nuovi disordini dopo le violenze dello scorso fine settimana. Da Roma a Milano, da Torino a Napoli, centinaia di giovani sono scesi in piazza, con situazioni differenti: blocchi della polizia, momenti di tensione e negozianti che abbassano le saracinesche per precauzione. Particolarmente delicata la situazione nella Capitale, dove si segnalano oltre 200 ragazzi identificati e 63 fermati. A Milano, invece, un presidio di studenti e collettivi antifascisti sta tentando di trasformarsi in corteo, trovando davanti a sé uno schieramento di agenti in tenuta antisommossa. A Torino si registrano già cariche della polizia, mentre a Napoli una manifestazione non autorizzata sta procedendo in maniera pacifica, fatta eccezione per lo scoppio di alcuni petardi.
Milano, studenti tentano di partire in corteo: la polizia blocca via Tivoli
A Milano cresce la tensione nel centro cittadino, dove diverse centinaia di studenti e appartenenti ai collettivi antifascisti si sono radunati nelle prime ore del pomeriggio davanti al Piccolo Teatro. Il presidio autorganizzato sta tentando di muoversi in corteo, ma l’avanzata viene impedita da un fitto cordone di agenti in tenuta antisommossa che presidiano via Tivoli. I manifestanti, con le mani alzate, scandiscono lo slogan “siamo tutti antifascisti” e tentano di avanzare, mentre le forze dell’ordine mantengono lo sbarramento. Il numero dei partecipanti è progressivamente aumentato fino a raggiungere diverse centinaia di persone. Gli studenti riescono ad avanzare soltanto di pochi metri alla volta, continuando a intonare cori contro Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci. La situazione resta caratterizzata da un confronto ravvicinato tra manifestanti e polizia, con gli agenti impegnati a impedire che il presidio si trasformi in un corteo lungo le strade del centro.
Roma, oltre 200 identificati e 63 fermati: tensione in via Cavour
Momenti di tensione anche a Roma, dove diverse centinaia di giovani e giovanissimi sono arrivati in via Cavour quando il corteo “Fuori l’Italia dalla guerra” era già terminato. I manifestanti hanno inizialmente tentato di dirigersi verso il Colosseo passando da via degli Annibaldi, ma hanno trovato la strada sbarrata da un cordone delle forze dell’ordine. Impossibilitati a proseguire, sono tornati indietro verso via Cavour, fermandosi nel tratto finale che conduce a via dei Fori Imperiali. Qui il gruppo ha continuato a scandire slogan contro il governo e contro le forze dell’ordine, mentre cresceva la preoccupazione tra gli esercenti della zona. Alcuni locali rimasti aperti fino a quel momento hanno deciso di interrompere l’attività, facendo rientrare all’interno tavoli e sedie per evitare possibili conseguenze in caso di disordini. Il bilancio comunicato per la Capitale parla di oltre 200 giovani identificati e 63 fermati, in una giornata caratterizzata da controlli e misure di sicurezza particolarmente intensi.
Torino, cariche della polizia e migliaia di manifestanti bloccati in piazza Castello
La situazione appare particolarmente tesa anche a Torino, dove la manifestazione convocata già un mese fa dal centro sociale Askatasuna è iniziata tra momenti di forte contrapposizione con le forze dell’ordine. Il corteo, che vede la partecipazione di migliaia di persone, è stato bloccato da un fitto cordone di polizia lungo la strada che conduce verso via Po e il centro cittadino. Per allontanare i manifestanti, gli agenti hanno effettuato un paio di cariche, mentre numerosi partecipanti sono rimasti nei pressi di piazza Castello. Durante il concentramento è stata anche bruciata una fotografia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra i temi sollevati dai manifestanti è emersa anche la protesta degli autotrasportatori che nei giorni scorsi ha interessato il Sud Italia, con blocchi e mobilitazioni in diverse aree del territorio. “Siamo con i camionisti che nel Sud stanno facendo valere i loro diritti”, è stato uno dei messaggi lanciati dalla piazza. Due giovani intervenuti durante il concentramento hanno quindi dichiarato: “I camionisti erano degli eroi finché accettavano il contentino. Quando hanno deciso di non abbassare la testa e di continuare la mobilitazione sono diventati dei mafiosi. Noi cittadini e noi studenti siamo con i camionisti”. La manifestazione torinese si inserisce nel quadro delle iniziative di protesta contro il riarmo, il caro benzina e i data center, con la partecipazione di realtà studentesche e gruppi dell’area antagonista.
Napoli, corteo non autorizzato ma pacifico: centinaia di persone in piazza
Situazione differente a Napoli, dove il corteo organizzato attraverso chat e gruppi Telegram sta procedendo senza particolari disordini. La manifestazione, pur non essendo autorizzata, ha richiamato centinaia di partecipanti attraverso un passaparola sviluppatosi sui social network, senza il coinvolgimento diretto di sigle organizzate nella convocazione. Fatta eccezione per lo scoppio di alcuni petardi, il corteo si sta svolgendo in maniera pacifica. Anche nel capoluogo campano le forze dell’ordine seguono l’evoluzione della mobilitazione, in una giornata che vede numerose città italiane interessate da presidi e manifestazioni.

