Cibi ultraprocessati, Coldiretti prepara una class action contro l’Ue: allarme salute anche in Calabria

Annuncio al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Roma: l'organizzazione valuta un'azione legale per tutelare i cittadini, soprattutto i bambini. In Calabria il 46% degli adulti è in eccesso ponderale e oltre un bambino su tre presenta lo stesso problema. Aceto: "L'Unione non può continuare a sottovalutare i rischi"

Coldiretti valuta una class action contro le politiche europee sui cibi ultraprocessati, con l’obiettivo di arrivare fino alla Corte di Giustizia dell’Unione europea e denunciare le scelte che, secondo l’organizzazione agricola, favoriscono la diffusione di prodotti alimentari associati a importanti rischi per la salute. L’annuncio arriva da Roma, dove oggi e domani, a Palazzo Rospigliosi, si svolge il Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti in collaborazione con The European House – Ambrosetti. Ad aprire i lavori con una presa di posizione particolarmente netta è stato il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che ha annunciato l’avvio delle verifiche sulle condizioni e sui tempi necessari per promuovere un’azione collettiva. L’obiettivo dichiarato è mettere le istituzioni europee di fronte alle proprie responsabilità, chiedendo che il diritto alla salute dei cittadini, a cominciare dai bambini, venga considerato prioritario rispetto agli interessi economici delle grandi multinazionali alimentari. Una questione che interessa direttamente anche la Calabria, dove i dati sull’eccesso di peso tra adulti e minori evidenziano la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e di educazione alimentare.

La battaglia di Coldiretti contro i cibi ultraprocessati e le politiche europee

L’iniziativa annunciata da Coldiretti nasce dalla crescente attenzione verso le possibili conseguenze sanitarie del consumo abituale di alimenti ultraprocessati, definiti anche ultraformulati nel documento dell’organizzazione. Secondo Coldiretti, le politiche dell’Unione europea non stanno affrontando con sufficiente determinazione i rischi evidenziati dalla ricerca scientifica, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle fasce più giovani della popolazione. Da qui la decisione di verificare la possibilità di intraprendere una class action, con la prospettiva di portare la controversia davanti alla Corte di Giustizia Ue. Si tratta, al momento, di un’iniziativa in fase di valutazione e non di un’azione giudiziaria già avviata. Per l’organizzazione agricola, tuttavia, la questione ha una portata che va oltre il settore alimentare, perché coinvolge il rapporto tra salute pubblica, scelte legislative, tutela dei consumatori e sostenibilità economica delle produzioni agricole. Coldiretti sostiene infatti che la promozione di un’alimentazione più sana debba procedere insieme alla valorizzazione degli agricoltori e delle filiere produttive che garantiscono qualità e legame con il territorio.

Aceto: “L’Unione non può continuare a sottovalutare i rischi per la salute”

Alla posizione espressa a livello nazionale si unisce anche Coldiretti Calabria, attraverso le parole del presidente Aceto, che richiama l’attenzione sulla necessità di difendere contemporaneamente la salute dei consumatori e il reddito delle imprese agricole. Al centro della riflessione c’è soprattutto il futuro delle nuove generazioni, considerate particolarmente esposte alle conseguenze di abitudini alimentari scorrette. “Siamo impegnati – commenta Aceto presidente di Coldiretti Calabria – a garantire il giusto reddito agli agricoltori che producono quel cibo sano che garantisce il benessere di tutti a partire dalle giovani generazioni.L’Unione non può continuare a sottovalutare i rischi per la salute legati al consumo di cibi ultraformulati, soprattutto quando a pagarne le conseguenze sono i bambini”. Una posizione che collega la difesa delle produzioni agricole di qualità alla richiesta di maggiori interventi normativi da parte delle istituzioni comunitarie. Per Coldiretti, infatti, il contrasto alla diffusione degli alimenti ultraprocessati non rappresenta soltanto una questione di tutela sanitaria, ma anche una scelta capace di incidere sul futuro dell’agricoltura, sul valore delle produzioni locali e sulle abitudini alimentari delle famiglie.

Gli studi scientifici: associazioni con diabete, obesità e malattie cardiovascolari

A sostegno delle proprie richieste, Coldiretti richiama le più recenti ricerche scientifiche dedicate agli effetti del consumo di alimenti ultraprocessati. Secondo gli studi citati dall’organizzazione, il consumo di questi prodotti risulta associato a 32 effetti avversi sulla salute, che interessano in particolare gli ambiti gastrointestinale, metabolico, respiratorio e cardiovascolare, oltre al rischio di obesità e infertilità. Tra i riferimenti scientifici richiamati figura una ricerca di Carlos Augusto Monteiro, medico ed epidemiologo brasiliano presente al Forum, conosciuto per aver contribuito allo sviluppo della classificazione alimentare NOVA. Secondo i dati riportati da Coldiretti e riferiti a una pubblicazione su The Lancet del 2025, un maggiore consumo di alimenti ultraprocessati è associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2 del 25%, depressione del 23%, sovrappeso e obesità del 21%, mortalità per tutte le cause del 18% e malattie cardiovascolari o mortalità cardiovascolare del 18%. Si tratta di associazioni statistiche che evidenziano possibili rischi sanitari, senza che questi valori possano essere interpretati automaticamente come prova di un rapporto diretto di causa ed effetto per ogni singola patologia. I dati vengono comunque indicati da Coldiretti come elementi a sostegno della richiesta di un intervento più deciso da parte dell’Unione europea.

Calabria, il 46% degli adulti è in eccesso ponderale: oltre un bambino su tre coinvolto

Il problema delle cattive abitudini alimentari assume particolare rilievo anche in Calabria, dove, secondo i dati riportati da Coldiretti, il 46% della popolazione adulta è in eccesso ponderale, mentre tra i bambini la condizione riguarda oltre uno su tre. Numeri che richiamano l’attenzione sull’importanza della prevenzione, soprattutto attraverso programmi di educazione alimentare capaci di coinvolgere famiglie, scuole e comunità locali. L’eccesso di peso rappresenta infatti una questione sanitaria complessa, influenzata da diversi fattori, tra cui abitudini alimentari, attività fisica e condizioni sociali. Alla dimensione della salute si aggiunge quella economica, legata ai costi sostenuti dal sistema sanitario per la cura delle malattie croniche associate a stili alimentari scorretti. Secondo uno studio della Fondazione Aletheia, in Italia queste spese ammontano a circa 13 miliardi di euro ogni anno. Una cifra che, secondo Coldiretti, rende ancora più urgente rafforzare le politiche di prevenzione, promuovendo una maggiore consapevolezza tra i consumatori e favorendo l’accesso a un’alimentazione equilibrata fin dall’infanzia.

Mense scolastiche, Coldiretti chiede regole europee più severe

Uno degli aspetti maggiormente contestati dall’organizzazione agricola riguarda l’assenza, a livello europeo, di una normativa che vieti la somministrazione di alimenti ultraprocessati nelle mense scolastiche e negli altri luoghi pubblici di cura e assistenza. Coldiretti considera questa mancanza inaccettabile, soprattutto alla luce delle preoccupazioni sanitarie richiamate durante il Forum. Come esempio di una scelta ritenuta positiva viene indicato il Comune di Roma Capitale, che alcuni mesi fa ha deciso di escludere i cibi ultraprocessati dal bando per la ristorazione scolastica, valorizzando al tempo stesso i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole. Una decisione che, secondo l’organizzazione, dimostra la possibilità di orientare gli acquisti pubblici verso criteri maggiormente attenti alla salute e alla provenienza degli alimenti. Diversa, invece, la valutazione espressa da Coldiretti sull’orientamento europeo in materia di appalti pubblici: nel nuovo regolamento, infatti, non è stato inserito un divieto specifico per gli alimenti ultraprocessati. Una scelta che l’organizzazione contesta duramente, ritenendola penalizzante sia per la tutela dei consumatori sia per il reddito degli agricoltori, e favorevole agli interessi delle multinazionali del settore alimentare.

Campagna Amica per la Salute: il patto tra medici e agricoltori

La battaglia contro la diffusione degli alimenti ultraprocessati si inserisce in un percorso già avviato da Coldiretti insieme alla Fondazione Campagna Amica e alla Fondazione Aletheia. Le tre realtà hanno promosso l’iniziativa “Campagna Amica per la Salute”, da cui è nato il primo Patto nazionale tra medici e agricoltori finalizzato alla promozione della salute dei cittadini, con particolare attenzione ai bambini. Tra gli interventi previsti figura anche la diffusione dei mercati contadini all’interno degli ospedali, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini alle produzioni agricole e valorizzare il rapporto tra alimentazione e prevenzione. Il progetto punta a rafforzare la collaborazione tra il mondo sanitario e quello agricolo, riconoscendo il ruolo che un’alimentazione equilibrata può svolgere nella tutela del benessere individuale e collettivo. Per Coldiretti, la valorizzazione dei prodotti del territorio e delle filiere agricole costituisce una parte importante della risposta alle criticità alimentari, soprattutto in una fase in cui l’organizzazione chiede alle istituzioni europee di rivedere le proprie priorità in materia di salute e politiche agroalimentari.

Il rapporto Coldiretti-Censis: otto italiani su dieci chiedono un intervento dell’Ue

La posizione sostenuta da Coldiretti trova riscontro anche nei risultati del rapporto realizzato insieme al Censis in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione. Secondo l’indagine, il 79% degli italiani vorrebbe un intervento dell’Unione europea per ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati, una percentuale che corrisponde a quasi otto cittadini su dieci. Un dato che l’organizzazione interpreta come il segnale di una crescente attenzione dell’opinione pubblica verso la qualità dell’alimentazione e le possibili conseguenze delle scelte di consumo sulla salute. Coldiretti ritiene che l’attuale orientamento delle istituzioni europee sia distante dalle aspettative espresse dai cittadini e chiede quindi un cambio di direzione, soprattutto per quanto riguarda gli alimenti destinati ai bambini e la loro presenza nei servizi pubblici. La possibile class action annunciata a Roma rappresenta il passo più significativo di questa mobilitazione, pur restando subordinata alle verifiche giuridiche necessarie per stabilirne condizioni e modalità. Per la Calabria, dove i dati sull’eccesso ponderale evidenziano una criticità importante, la questione assume un rilievo particolare, intrecciando la tutela della salute delle nuove generazioni con la valorizzazione delle produzioni agricole e della qualità alimentare.

La Fabbrica dei malati