Caro carburante, in Calabria supermercati vuoti e prezzi alle stelle durante i blocchi: Veronese denuncia anomalie e chiede l’intervento delle Procure

Il presidente dell'Associazione Amici del Ponte dello Stretto lancia l'allarme sulle disparità nei rifornimenti e denuncia rincari che arriverebbero fino al 300%. Dopo un confronto con Salvini, chiede verifiche alla Magistratura e alla Guardia di Finanza per accertare eventuali speculazioni o condizionamenti criminali nella distribuzione delle merci

“Adesso basta. Scaffali vuoti nella grande distribuzione e scaffali strapieni in alcuni negozi: bisogna chiarire come stiano funzionando i rifornimenti durante i blocchi e se qualcuno stia approfittando della situazione”. È l’appello del prof. Simone Veronese, presidente dell’Associazione Amici del Ponte dello Stretto, contenuto in un video appena pubblicato su Facebook, TikTok e sugli altri suoi canali social. La richiesta è rivolta alle Procure competenti e alla Guardia di Finanza, con particolare attenzione alla Calabria e alla Campania.

“Questa mattina – riferisce Veronese – mi sono confrontato con il ministro Matteo Salvini, chiedendogli di attivarsi anche lui, nell’ambito delle proprie competenze, per portare questa situazione all’attenzione delle autorità competenti e delle Procure. Ho chiesto chiarimenti su questa strana distribuzione delle merci e verifiche che consentano di accertare se possano esserci condizionamenti o una gestione criminale degli approvvigionamenti“. Nel filmato Veronese segnala “una forte disparità nella disponibilità di frutta, verdura e altri beni essenziali, compresa l’acqua, tra alcuni esercizi commerciali e diversi supermercati. Denuncia inoltre prezzi che, secondo quanto da lui riscontrato, arriverebbero in alcuni casi a raddoppiare, triplicare e perfino quadruplicare rispetto a quelli abituali”.

“Da dove arriva questa merce? Attraverso quali canali viene trasportata? Perché alcuni esercizi continuano a essere riforniti mentre altri restano senza prodotti? – domanda Veronese –. Le differenze possono dipendere da filiere e forniture diverse, ma servono controlli sulla provenienza delle merci, sui percorsi della distribuzione e sulla formazione dei prezzi. Il sospetto che qualcuno possa sfruttare i blocchi per favorire determinati circuiti commerciali e penalizzarne altri deve essere verificato dagli investigatori“.

Per il presidente dell’associazione, “le conseguenze ricadono soprattutto sulle famiglie economicamente più deboli, sulle persone fragili e sugli ammalati, che possono incontrare difficoltà ancora maggiori quando non riescono a reperire alimenti compatibili con le proprie necessità. Il Governo e il ministro Salvini hanno annunciato un intervento complessivo superiore al miliardo, con 480 milioni per il caro carburante. Occorrono pagamenti e tempi certi, ma considero inaccettabile che si continui a scaricare sui cittadini il peso dei blocchi”. Veronese richiama quindi “la condizione dei dipendenti pubblici e privati costretti a utilizzare quotidianamente l’automobile per raggiungere il lavoro, a causa delle distanze, degli orari o dell’insufficienza dei collegamenti pubblici”.

“Anche questi lavoratori pagano il carburante sempre più caro e hanno bisogno di aiuti concreti. Continuano ad alzarsi ogni mattina e ad andare al lavoro, ma adesso devono affrontare anche la difficoltà di trovare benzina, acquistare gli alimenti necessari e sostenere prezzi sempre più alti. Nel frattempo, commercianti e imprese perdono incassi e restano senza merci e materie prime. Si ripristinino i rifornimenti e si accerti se qualcuno stia speculando o condizionando la distribuzione – conclude Veronese –. Non si può continuare a giocare sulla pelle dei cittadini. Basta, adesso basta”.