“Emergenza in Calabria: anche le tartarughe marine stanno pagando le conseguenze della crisi dei trasporti. Non abbiamo più pesce per alimentarle, abbiamo esaurito il carburante per i soccorsi e quattro tartarughe attendono di essere trasferite all’Università di Bari per un intervento chirurgico. La protesta degli autotrasportatori e la conseguente crisi degli approvvigionamenti stanno mettendo in seria difficoltà anche il Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone”. E’ questo il post pubblicato su facebook da Blue Conservancy ETS, Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone.
“Mentre i distributori restano senza carburante e gli scaffali dei supermercati si svuotano, c’è un’emergenza che rischia di passare inosservata: quella degli animali selvatici che dipendono interamente dalle cure dei centri di recupero. LE NOSTRE SCORTE ALIMENTARI SONO ESAURITE. Abbiamo utilizzato l’ultima riserva di benzina per raggiungere un altro Comune, nella speranza di trovare del pesce per le tartarughe ricoverate. Dopo numerose difficoltà, siamo riusciti a recuperare appena un chilo di triglie, una quantità del tutto insufficiente e, soprattutto, un alimento che non tutte le nostre tartarughe accettano”.
“Abbiamo urgente bisogno di PESCE AZZURRO, ma le pescherie e i supermercati non riescono più a rifornirsi regolarmente. A rendere la situazione ancora più preoccupante è il fatto che, dal 22 ottobre, anche numerose marinerie italiane hanno aderito alla protesta contro il caro carburante, fermando i pescherecci. Questo significa che alle difficoltà nel trasporto del pesce si aggiungono quelle legate alla sua stessa disponibilità. Temiamo quindi che nei prossimi giorni reperire il pesce necessario per alimentare le nostre tartarughe possa diventare ancora più difficile, se non impossibile attraverso i consueti canali di approvvigionamento. SENZA CARBURANTE, NON POSSIAMO GARANTIRE I SOCCORSI E I TRASFERIMENTI SANITARI. Se dovessimo ricevere la segnalazione di una tartaruga marina ferita, intrappolata in una rete o con un amo nell’esofago, rischieremmo di non avere la possibilità di raggiungerla. Ma c’è un’urgenza ancora più concreta: ben quattro tartarughe marine attualmente ricoverate nel nostro Centro sono in attesa di un intervento chirurgico presso l’Università di Bari. Per garantire loro le cure necessarie dobbiamo affrontare un lungo viaggio, ma senza carburante non siamo nelle condizioni di organizzare autonomamente il trasferimento. Quattro vite attendono un intervento chirurgico e noi rischiamo di non poterle accompagnare dove possono essere curate. ANCHE GLI ACQUISTI ONLINE SONO DIVENTATI UN PROBLEMA. A tutto questo si aggiungono le difficoltà nel reperire beni e materiali attraverso gli acquisti online. Per il nostro Centro, acquistare online non è una semplice comodità, ma una necessità. Brancaleone e, più in generale, il territorio della costa ionica non dispongono di una rete commerciale sufficientemente fornita per soddisfare le esigenze specifiche di una struttura come la nostra. Per questo motivo acquistiamo online la quasi totalità dei materiali di consumo e dei presidi sanitari indispensabili per garantire quotidianamente assistenza, terapie e cure agli animali ricoverati”.
“Oggi, però, anche questo canale di approvvigionamento è compromesso. Riceviamo comunicazioni di ritardi nelle spedizioni e alcuni fornitori ci informano di non poter inviare la merce a causa degli scioperi e del blocco dei trasporti, chiedendoci persino di annullare gli ordini. Questo significa che rischiamo di non poter reperire nemmeno i materiali necessari per continuare a curare gli animali già ricoverati. SIAMO DALLA PARTE DEGLI AUTOTRASPORTATORI. Vogliamo chiarire che siamo pienamente solidali con gli autotrasportatori e condividiamo le ragioni della loro protesta. Il caro carburante e l’aumento generalizzato del costo della vita stanno mettendo in difficoltà lavoratori, famiglie, imprese e associazioni. È una situazione che riguarda tutti, nessuno escluso, e alla quale riteniamo che il Governo non sia riuscito a dare risposte adeguate. Comprendiamo le ragioni di chi protesta per difendere il proprio lavoro e la possibilità di continuare a vivere dignitosamente.”
“Il nostro appello non è una critica agli autotrasportatori, ma la testimonianza di quanto questa crisi stia colpendo anche realtà e settori di cui raramente si parla, come quello della tutela della fauna selvatica. Gli animali non conoscono le ragioni di uno sciopero, non possono comprendere una crisi economica e non hanno la possibilità di aspettare che la situazione torni alla normalità. Hanno bisogno di mangiare, di essere soccorsi e di ricevere le cure necessarie. Ogni giorno. PER QUESTO LANCIAMO UN APPELLO URGENTE. ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO. PESCATORI, PESCHERIE, GROSSISTI E AZIENDE ITTICHE. Cerchiamo urgentemente pesce azzurro, fresco o congelato e correttamente conservato, idoneo all’alimentazione delle tartarughe marine ricoverate. GESTORI DI DISTRIBUTORI E AZIENDE DEL TERRITORIO. Abbiamo bisogno di carburante per garantire i soccorsi e, soprattutto, i trasferimenti sanitari delle quattro tartarughe che attendono un intervento chirurgico all’Università di Bari. VOLONTARI AUTOMUNITI, ANCHE FUORI DALLA CALABRIA. Cerchiamo persone disponibili ad aiutarci nel reperimento e nel trasporto del pesce, raggiungendo eventualmente località in cui sia ancora possibile acquistarlo”.
“Abbiamo inoltre urgente bisogno di volontari disponibili a effettuare staffette per i soccorsi e, in particolare, per il trasferimento delle quattro tartarughe all’Università di Bari. Tutti i trasferimenti degli animali saranno organizzati e coordinati dal nostro Centro, nel rispetto delle loro condizioni cliniche e delle necessarie autorizzazioni. AZIENDE, FORNITORI E ASSOCIAZIONI. Cerchiamo collaborazione per reperire e far arrivare al Centro materiali di consumo, presidi sanitari e altre forniture indispensabili, attualmente difficili da ottenere attraverso i normali canali di acquisto. E SE NON POTETE AIUTARCI IN NESSUNO DI QUESTI MODI, POTETE COMUNQUE FARE LA DIFFERENZA. Anche una piccola donazione può aiutarci a sostenere le spese necessarie per reperire il cibo, acquistare carburante quando nuovamente disponibile, organizzare i trasferimenti sanitari e ricostituire le scorte indispensabili per affrontare le prossime emergenze”.
“Sappiamo bene che questo è un momento economicamente difficile per tutti e non vogliamo che nessuno si senta obbligato a contribuire.
Ma chi ne ha la possibilità può aiutarci a non interrompere il nostro lavoro. Ogni gesto di solidarietà, piccolo o grande, può trasformarsi in un aiuto concreto per gli animali che abbiamo in cura. Ci rivolgiamo inoltre alle istituzioni affinché venga individuata con urgenza una soluzione che permetta di garantire la continuità delle attività di soccorso e assistenza alla fauna marina protetta. Non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto di poter continuare a salvare vite. Le tartarughe che oggi ospitiamo hanno già affrontato ami, reti, ferite e sofferenze. Alcune hanno bisogno di interventi chirurgici, altre di lunghi percorsi di riabilitazione. Non possiamo permettere che, dopo tutto quello che hanno superato, a mettere in pericolo il loro recupero siano adesso la mancanza di cibo e l’impossibilità di raggiungere le strutture in cui possono essere curate”.
“E non possiamo accettare l’idea di ricevere una richiesta di soccorso e non avere i mezzi per intervenire. Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone (RC), WhatsApp: 392 5951614. Se potete aiutarci a reperire pesce, carburante, materiali, disponibilità per una staffetta o un sostegno economico, contattateci. E se non potete farlo, vi chiediamo di condividere questo appello: potrebbe raggiungere proprio qualcuno in grado di aiutarci. Le tartarughe marine non possono chiedere aiuto. Facciamolo noi per loro”.
