Un contributo economico fino a 1.000 euro al mese per dodici mensilità destinato alle persone con disabilità gravissima e alle famiglie che garantiscono quotidianamente la loro assistenza a domicilio. Entra nella fase di piena operatività in tutta la Calabria l’assegno di cura, la misura finanziata dalla Regione con una dotazione complessiva di 14,78 milioni di euro attraverso il Fondo nazionale per le non autosufficienze. Gli Ambiti territoriali sociali (Ats) stanno completando in questi giorni la pubblicazione degli avvisi pubblici che consentiranno ai cittadini aventi diritto di presentare domanda e accedere ai contributi.
Si tratta di un sostegno rivolto alle situazioni di maggiore fragilità, con importi differenziati in base alla gravità delle condizioni cliniche e all’intensità dell’assistenza necessaria. La misura prevede inoltre procedure semplificate per le famiglie e per i caregiver che si occupano personalmente dei propri cari, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e alleggerire il peso economico e organizzativo dell’assistenza domiciliare.
Assegno di cura in Calabria, fino a 1.000 euro mensili: chi può ricevere il contributo
Il nuovo intervento regionale è rivolto alle persone che si trovano in condizioni di disabilità gravissima, comprese quelle affette da Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), gravi forme di demenza o situazioni di dipendenza vitale che richiedono un’assistenza continuativa nell’arco delle 24 ore. Per accedere alla misura è necessario essere titolari di invalidità civile al 100% con indennità di accompagnamento e possedere gli ulteriori requisiti previsti dagli avvisi territoriali. L’importo dell’assegno varia in relazione all’intensità del bisogno assistenziale: nei casi di maggiore gravità, caratterizzati da dipendenza vitale e necessità di assistenza costante, il contributo può raggiungere 1.000 euro al mese.
Rientrano in questa categoria, a titolo esemplificativo, le persone che necessitano di ventilazione assistita, nutrizione artificiale o che si trovano in stato vegetativo. Per le altre condizioni riconosciute di disabilità gravissima è invece previsto un assegno di 600 euro mensili. Considerando le dodici mensilità previste, il sostegno può quindi raggiungere complessivamente 12.000 euro annui nei casi più gravi, mentre per le altre situazioni l’importo di riferimento è pari a 7.200 euro all’anno.
Isee fino a 50mila euro, soglia elevata a 65mila per i minorenni
Tra gli aspetti più rilevanti della misura ci sono i parametri economici individuati per consentire l’accesso a una platea ampia di famiglie. La Regione Calabria ha stabilito come riferimento un Isee sociosanitario fino a 50.000 euro, con una soglia che sale a 65.000 euro quando il beneficiario è minorenne. Secondo quanto precisato dall’amministrazione regionale, il parametro Isee non è utilizzato per escludere dal diritto al sostegno, ma per graduare l’importo del contributo in relazione alla situazione economica del nucleo familiare. La finalità è garantire una risposta adeguata anche alle famiglie che, pur disponendo di redditi non particolarmente bassi, devono affrontare spese considerevoli e continuative per assicurare l’assistenza a persone con bisogni sanitari e assistenziali complessi.
La valutazione del contributo non si basa tuttavia esclusivamente sull’indicatore economico, poiché assume un ruolo determinante la gravità della condizione clinica e il livello di assistenza richiesto. L’intervento è infatti strutturato per riconoscere una maggiore intensità del sostegno alle situazioni che necessitano di cure e presenza costante durante l’intera giornata.
Stanziati 14,78 milioni di euro, Straface rassicura le famiglie
Le risorse destinate all’assegno di cura ammontano complessivamente a 14,78 milioni di euro e sono state già integralmente trasferite dalla Regione Calabria agli Ambiti territoriali sociali attraverso un decreto adottato lo scorso giugno. Nel mese di luglio, la Regione ha inoltre trasmesso agli uffici territoriali le linee guida operative e un modello uniforme di avviso pubblico, con l’obiettivo di assicurare criteri omogenei, parità di trattamento e tempi certi di accesso alla misura in tutti i Comuni calabresi.
Il Dipartimento regionale ha successivamente avviato un’attività di affiancamento agli Ambiti, accompagnata da solleciti per accelerare le procedure amministrative e superare eventuali ritardi nella pubblicazione dei bandi. La procedura si avvia adesso al completamento sull’intera rete regionale, consentendo alle famiglie di conoscere le modalità di presentazione delle istanze e di avviare l’iter per il riconoscimento del contributo. A intervenire è l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, che sottolinea la disponibilità delle risorse e la volontà di garantire continuità ai percorsi assistenziali.
“Voglio inviare un messaggio di assoluta serenità a tutte le famiglie e ai caregiver della nostra regione: le risorse ci sono, sono già nella disponibilità dei territori e nessuno resterà escluso o privo di tutele”, dichiara l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface. “Garantire vicinanza, dignità e continuità assistenziale a chi vive condizioni di estrema fragilità è un impegno quotidiano e prioritario del Governo regionale. Sappiamo bene quanto l’attesa possa pesare sui nuclei familiari, ed è per questo che la Regione non si è limitata a trasferire per tempo i fondi necessari, ma ha lavorato fianco a fianco con gli Ambiti territoriali, fornendo uno schema di avviso unico per agevolare il loro lavoro, superare i ritardi burocratici e assicurare la stessa velocità di risposta da Nord a Sud della Calabria. Offriamo uno strumento concreto che riconosce il valore fondamentale del lavoro di cura svolto a casa, affiancando i cittadini con procedure semplici, trasparenti e prive di appesantimenti contabili”.
Come presentare domanda per l’assegno di cura in Calabria
Le famiglie interessate devono presentare la richiesta direttamente all’Ambito territoriale sociale di residenza, seguendo le indicazioni riportate nell’avviso pubblico di riferimento. Ogni Ambito è chiamato a pubblicare il proprio bando, specificando le scadenze, la modulistica necessaria e le modalità di trasmissione della domanda, che avviene di norma tramite posta elettronica certificata (Pec). Non è quindi prevista un’unica domanda centralizzata a livello regionale: i cittadini devono fare riferimento agli uffici territorialmente competenti per il proprio Comune di residenza.
Una volta ricevute le istanze, la valutazione dei bisogni assistenziali e la formulazione della graduatoria saranno affidate alle Unità di valutazione multidimensionale (Uvm), che opereranno in stretta collaborazione con le Aziende sanitarie provinciali. La valutazione terrà conto principalmente della gravità della condizione clinica e dell’intensità dell’assistenza necessaria, così da individuare le situazioni con maggiori esigenze di sostegno. Per conoscere i termini effettivi di presentazione delle domande e ottenere la documentazione richiesta, le famiglie possono rivolgersi agli Uffici di Piano del proprio Ambito territoriale sociale.
Assistenza domiciliare, rimborsi semplificati e autocertificazione per i caregiver familiari
Una delle principali novità operative riguarda le modalità di utilizzo e rendicontazione del contributo, pensate per evitare ulteriori appesantimenti burocratici alle famiglie già impegnate nell’assistenza quotidiana. L’assegno di cura è destinato a sostenere le spese legate all’assistenza domiciliare, comprese quelle per assistenti personali assunti con regolare contratto e per prestazioni offerte da enti accreditati. Quando il contributo viene utilizzato per acquistare servizi professionali, prestazioni di strutture semiresidenziali o assistenza da parte di personale regolarmente contrattualizzato, è previsto il rimborso sulla base delle spese effettivamente sostenute e documentate.
Diversa è invece la procedura per la quota riconosciuta al familiare o al caregiver che presta direttamente assistenza a domicilio. In questo caso non è necessario produrre fatture o altra documentazione contabile, poiché è sufficiente un’autocertificazione che attesti l’effettivo svolgimento dell’attività di cura. La semplificazione punta a riconoscere concretamente il lavoro assistenziale svolto all’interno delle famiglie, evitando che il sostegno economico venga ostacolato da procedure amministrative particolarmente complesse.
Garantita la continuità dei sostegni nel passaggio dalle Asp agli Ambiti territoriali
Un altro elemento importante riguarda la tutela delle persone che già beneficiano di percorsi assistenziali. Per questa prima annualità, gli Ambiti territoriali sociali garantiranno infatti la prosecuzione degli interventi già avviati, evitando interruzioni nell’erogazione dei sostegni durante il passaggio della gestione dalle Aziende sanitarie agli Ambiti. Una previsione particolarmente significativa per i nuclei familiari che assistono persone con disabilità gravissima e che necessitano di continuità nelle cure e nell’organizzazione della vita quotidiana.
L’amministrazione regionale intende così accompagnare il trasferimento delle competenze senza compromettere i percorsi di assistenza già in essere, assicurando una transizione che tenga conto delle esigenze delle persone più fragili. I Servizi sociali degli Ambiti saranno inoltre incaricati di monitorare l’efficacia dell’intervento nell’ambito del progetto personalizzato predisposto per ciascun beneficiario. Il controllo sull’andamento dei percorsi assistenziali permetterà di verificare l’adeguatezza del sostegno rispetto ai bisogni individuati e di seguire nel tempo l’evoluzione delle singole situazioni.
Con la pubblicazione degli ultimi avvisi territoriali, l’assegno di cura entra dunque nella sua fase applicativa in tutta la Calabria. Il contributo rappresenta un sostegno economico per le famiglie chiamate ad affrontare quotidianamente condizioni di non autosufficienza particolarmente gravi, ma anche uno strumento per valorizzare il lavoro svolto dai caregiver e favorire la permanenza delle persone assistite nel proprio ambiente domestico. La Regione ha già messo a disposizione degli Ambiti le risorse finanziarie e le indicazioni operative necessarie, mentre spetta adesso agli uffici territoriali completare le procedure, raccogliere le domande e organizzare l’erogazione dei contributi.
Per i cittadini interessati, il passaggio fondamentale è verificare la pubblicazione del bando nel proprio Ambito territoriale sociale, consultare i requisiti indicati nell’avviso e rispettare le scadenze stabilite per la presentazione della richiesta. Tutte le informazioni sulla modulistica e sulle procedure possono essere richieste agli Uffici di Piano competenti per territorio.
