È scontro politico sulle proteste degli autotrasportatori e sul rischio di infiltrazioni criminali nei blocchi stradali che da giorni stanno provocando pesanti ripercussioni sulla circolazione delle merci e sulle attività economiche. Ad accendere il confronto sono le dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che in un’intervista a HuffPost ha definito illegali i blocchi e denunciato la possibilità di infiltrazioni criminali, facendo riferimento anche alla presenza di persone con precedenti penali tra i protagonisti della mobilitazione. Parole alle quali replica duramente Giuseppe Falcomatà, ex sindaco di Reggio Calabria e attuale consigliere regionale del Partito Democratico, che chiede al Governo di chiarire su quali elementi concreti si fondino le affermazioni del ministro. Secondo Falcomatà, evocare genericamente il rischio di infiltrazioni senza fornire indicazioni circostanziate potrebbe alimentare sospetti indiscriminati nei confronti degli autotrasportatori, delegittimando una protesta che nasce da difficoltà economiche e sociali. Il consigliere regionale sollecita quindi trasparenza, responsabilità istituzionale e un confronto sulle cause della mobilitazione.
Lollobrigida: “I blocchi sono illegali, reale il rischio di infiltrazioni criminali”
Il ministro Francesco Lollobrigida è intervenuto sulle conseguenze della protesta degli autotrasportatori, contestando le modalità dei presidi che impediscono la circolazione e provocano danni a consumatori e imprese. Nell’intervista rilasciata a HuffPost, l’esponente del Governo ha inoltre richiamato l’attenzione sul possibile coinvolgimento di soggetti con precedenti penali, sostenendo che esista un rischio concreto di infiltrazioni criminali. “I blocchi sono illegali perché violano le norme in vigore e danneggiano consumatori e imprese. Abbiamo evidenze che alcuni dei protagonisti hanno precedenti penali. Il rischio di infiltrazioni criminali è reale”. È quanto ha affermato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida a HuffPost, intervenendo sulle proteste degli autotrasportatori e sui disagi provocati dai blocchi.
Falcomatà chiede chiarezza: “Se ci sono evidenze concrete, il Governo le renda pubbliche”
La risposta di Giuseppe Falcomatà si concentra soprattutto sulla necessità di distinguere eventuali responsabilità individuali dalla mobilitazione complessiva del settore. Il consigliere regionale del Pd non mette in discussione l’importanza di contrastare possibili infiltrazioni criminali, ma ritiene indispensabile che dichiarazioni di questa gravità siano accompagnate da elementi documentati e da riferimenti precisi, nel rispetto delle disposizioni di legge. Per Falcomatà, il rischio è quello di alimentare un clima di sospetto generalizzato nei confronti di lavoratori che stanno manifestando per denunciare condizioni economiche particolarmente difficili.
“Di fronte alle dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida, secondo cui esiste il rischio di infiltrazioni criminali nelle mobilitazioni degli autotrasportatori, è necessario fare chiarezza evitando che affermazioni generiche finiscano per alimentare sospetti indiscriminati e delegittimare una protesta che nasce da una condizione di grave difficoltà sociale ed economica. Se il Governo dispone di evidenze concrete le renda pubbliche nelle forme consentite dalla legge, chiarendo a quali fatti si riferisce, quali elementi documentati sostengono le sue affermazioni e quali rischi specifici sarebbero stati individuati. La lotta alla criminalità – sostiene l’esponete del Partito Democratico – è una cosa seria e non può essere ridotta a dichiarazioni che evocano pericoli senza circostanziarli”.
La difesa degli autotrasportatori calabresi e l’appello al Governo
“Il Paese – aggiunge Falcomatà – sta attraversando una fase di crescente difficoltà, nella quale le tensioni sociali ed economiche rischiano di diventare sempre più insostenibili. Non servono facili scorciatoie, né capri espiatori. Servono soluzioni. Le chiedono gli autotrasportatori calabresi e di tutto il Mezzogiorno che, da diversi giorni, portano avanti una battaglia serrata con estrema civiltà e compostezza. Dal Governo ci aspettiamo ascolto, responsabilità istituzionale, confronto e provvedimenti capaci di affrontare le cause della protesta, tutelando la legalità senza sacrificare i diritti e la dignità delle persone”.
Il confronto tra Lollobrigida e Falcomatà aggiunge così un nuovo elemento di tensione al dibattito sulla protesta degli autotrasportatori. Da una parte, il ministro richiama la necessità di contrastare i blocchi stradali e segnala il rischio di infiltrazioni criminali; dall’altra, il consigliere regionale chiede che eventuali accuse siano sostenute da elementi verificabili, evitando di estendere sospetti all’intera categoria. Sullo sfondo restano le difficoltà economiche del comparto e la richiesta di risposte istituzionali in grado di affrontare le ragioni della mobilitazione, tutelando contemporaneamente i diritti dei lavoratori, la legalità e le attività produttive danneggiate dai blocchi.

