Lo avevano arrestato con l’accusa di istigazione a delinquere (aggravata dalla finalità di terrorismo e commessa con strumenti informatici) e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, poi lo hanno rilasciato da un gip che ha firmato un manifesto ProPal, adesso potremmo ritrovarcelo in Parlamento. L’incredibile parabola di Youssef Siher, indicato come mente dietro le proteste violente di piazza e la devastazione operata nei cortei di due weekend passati, diventato un simbolo per la sinistra.
La proposta l’ha lanciata Mimmo Lucano in un’intervista al Foglio, affermando: “sarebbe bello se Avs lo candidasse. Sarebbe un simbolo, mi piacerebbe averlo come collega“.
Lucano ha dichiarato: “lo stanno criminalizzando per usarlo come capro espiatorio per i disordini, ma lui non c’entra nulla“, lanciando poi un appello ai leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: “è un bravo ragazzo, uno studioso, un politologo. È metà marocchino e metà italiano, è un arricchimento per l’Italia. In Parlamento farebbe sfigurare tanti colleghi di centrodestra“.
Gli altri “eletti simbolo” di Avs
La proposta ha dell’assurdo e sarebbe facilmente derubricabile come tale, se non fosse che già in passato Avs ha promosso e fatto eleggere “candidati simbolo” alquanto divisivi. Il nome principale è quello di Ilaria Salis, arrestata in Ungheria con l’accusa di avere partecipato a una manifestazione violenta contro un gruppo di neonazisti.
Per non parlare di Aboubakar Soumahoro, sindacalista contro il caporalato in quota Verdi, costretto poi a passare al Gruppo Misto (seppur estraneo ai fatti) dopo che la Procura di Latina ha aperto un’inchiesta sulle cooperative gestite dalla suocera Marie Thérèse Mukamitsindo e dalla moglie Liliane Murekatete (oltre a familiari), attive nella gestione di centri di accoglienza per migranti e minori non accompagnati.
I giudici hanno contestato reati come frode nelle pubbliche forniture, bancarotta fraudolenta, distrazione patrimoniale e autoriciclaggio. Secondo l’accusa, circa 2 milioni di euro di fondi pubblici destinati all’accoglienza sarebbero stati usati per spese personali (vestiti di lusso, gioielli, estetista e bonifici all’estero, tra cui un ristorante in Ruanda), mentre i centri versavano in condizioni igieniche e strutturali critiche. Nell’ottobre del 2023 sono scattati gli arresti domiciliari per moglie e suocera (poi revocati nel giugno 2024), e il GUP di Latina ha disposto il rinvio a giudizio.
Dulcis in fundo, lo stesso Mimmo Lucano, coinvolto nell’inchiesta “Xenia” per la quale Procura di Locri e Guardia di Finanza avevano ipotizzato irregolarità nella gestione dei fondi pubblici e dei progetti di accoglienza a Riace, contestando a Lucano reati come associazione a delinquere, truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso. Nel 2025, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 18 mesi (pena sospesa) per il solo reato di falso.
Insomma, se questi sono i precedenti… probabilmente Siher è il candidato perfetto per Avs.
