Matteo Salvini critica la decisione della magistratura di Milano di scarcerare Youssef Siher, il trentenne ricercatore e attivista pro-Pal fermato nell’ambito delle indagini sul cosiddetto Movimento 17 ottobre. Il vicepremier, intervenuto durante la trasmissione Dritto e Rovescio, ha espresso forti perplessità sulla scelta della giudice, richiamando anche alcuni precedenti commenti pubblicati dall’attivista sui suoi profili social.
Perché Siher è stato arrestato e poi scarcerato
Youssef Siher era stato fermato il 24 ottobre dalla Polizia di Stato su disposizione della Procura di Milano, che gli contestava i reati di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. L’indagine riguardava la gestione dei canali social del Movimento 17 ottobre, nato dopo le violenze e le devastazioni registrate a Milano durante le proteste del 17 e 18 ottobre.
Il 28 ottobre, tuttavia, la giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni ha disposto l’immediata scarcerazione, non convalidando il fermo e respingendo la richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura. Secondo la gip, mancavano elementi concreti per sostenere il pericolo di fuga e non emergevano gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati. I messaggi pubblicati sui social, pur caratterizzati da toni duri, non contenevano, secondo la giudice, un concreto incitamento alla violenza. Siher resta indagato a piede libero: la scarcerazione non equivale a un’assoluzione.
Salvini contro il giudice: “ha firmato manifesto ProPal, qualche dubbio me lo lascia”
La decisione ha provocato la dura reazione del leader della Lega, che a Dritto e Rovescio ha contestato la valutazione della magistrata, facendo riferimento anche alle sue posizioni sulla questione palestinese. “Se una Procura seria come quella di Milano chiede l’arresto di un soggetto, che tra l’altro in passato veniva sotto i miei profili social a commentare e minacciare, che poi una giudice ritenga questo soggetto non pericoloso smentendo poliziotti, inquirenti, procuratori qualche dubbio me lo lascia. Poi questa giudice ha firmato un manifesto pro Pal e per la Palestina libera e lascia libero un leader dei giovani palestinesi, forse qualcosa di sbagliato c’è”, ha dichiarato Matteo Salvini.
Quel commento di Siher a Salvini il 7 ottobre 2023: “Allahu Akbar”
A rendere ancora più controversa la vicenda è un precedente intervento social attribuito a Siher. Il 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco terroristico di Hamas contro Israele, il ricercatore aveva risposto su X a un messaggio di solidarietà a Israele pubblicato da Salvini con le parole “Allahu Akbar”, espressione araba traducibile come “Allah è grande”, accompagnata da tre cuori nei colori della bandiera palestinese.
Salvini, citando l’accaduto, ha espresso la volontà di lavorare per togliere la cittadinanza italiana ed espellerli dall’Italia a soggetti del genere, che esultano per il massacro di un gruppo terroristico ai danni di civili innocenti, anziani, donne e bambini, e che ha contatti con i Fratelli Mussulmani, organizzazione riconosciuta come terroristica anche in diversi Paesi Arabi.
