Un nuovo presidio di ascolto e sostegno per le donne vittime di violenza psicologica, fisica, economica e sociale nasce in Calabria. Il Consiglio regionale della UIL Calabria ha approvato all’unanimità l’avvio del programma “Spazio Sicuro UIL”, un progetto pensato per trasformare le sedi del sindacato sul territorio in punti di riferimento capaci di intercettare situazioni di difficoltà e accompagnare le donne verso i percorsi di aiuto più adeguati. L’iniziativa coinvolgerà le 50 sedi UIL presenti in Calabria e prevede la formazione di oltre 150 dipendenti, che saranno preparati per offrire un primo sostegno alle donne che si rivolgeranno agli sportelli, garantendo ascolto, riservatezza e orientamento.
A partire da ottobre, ogni donna che avrà bisogno di aiuto potrà rivolgersi a una delle sedi UIL presenti sul territorio regionale e trovare un operatore o un’operatrice formata per riconoscere i segnali di disagio e indicare il corretto percorso di supporto. Gli operatori non avranno il compito di sostituirsi agli specialisti, ma quello di rappresentare un primo punto di accesso sicuro, capace di attivare la rete composta dai Centri Antiviolenza che hanno già sottoscritto protocolli di collaborazione con la UIL Calabria e dagli altri servizi competenti.
Senese: “Vogliamo trasformare i nostri presidi in sentinelle del disagio femminile”
Il programma è stato fortemente voluto dalla segretaria regionale della UIL Calabria Mariaelena Senese, che aveva già dedicato particolare attenzione alla condizione femminile durante la relazione al Congresso regionale dello scorso giugno. Senese evidenzia come il progetto nasca anche dall’analisi di un contesto regionale caratterizzato da difficoltà occupazionali e situazioni di vulnerabilità che, in alcuni casi, possono intrecciarsi con fenomeni di violenza e controllo.
“Nella relazione al Congresso di giugno scorso – spiega – ho inteso dedicare una sezione intera alle donne. I dati confermano quanto la nostra regione sconti un ritardo strutturale: secondo Banca d’Italia, nel 2025 il tasso di occupazione femminile in Calabria è rimasto indietro di oltre 23 punti percentuali rispetto a quello maschile; le donne restano inoltre la componente più numerosa tra chi è escluso dal mercato del lavoro. In alcuni casi, questo distacco è anche l’effetto di un clima di violenza psicologica ed economica attraverso cui una donna è vessata. Dall’osservazione di questo fenomeno, che già di per sé è agghiacciante, abbiamo deciso di ampliare la nostra attenzione alla condizione femminile in Calabria anche alle situazioni che non riguardano strettamente il lavoro.
La UIL è già capillare sul territorio calabrese, le sue sedi e i suoi dipendenti sono presenti dal Pollino allo Stretto. Per questo motivo, abbiamo deciso di trasformare i nostri presidi in sentinelle del disagio femminile, provando così a offrire un’ulteriore opportunità alle donne calabresi in difficoltà perché riescano ad affrancarsi da situazioni di vessazione e violenza. Il compito degli operatori è molto chiaro: non fare gli psicologi, non formulare giudizi e, soprattutto, non valutare autonomamente il livello di pericolo. Devono invece essere formati per riconoscere i segnali, accogliere, ascoltare e attivare tempestivamente la rete dei professionisti competenti.
Da quel momento, chi si rivolge a noi non riceverà solo un freddo numero di telefono da contattare, ma sarà accompagnata, nel rispetto della sua volontà e dei protocolli previsti, verso il centro antiviolenza e, quando necessario, verso i servizi sociali, l’assistenza legale e sanitaria e le istituzioni competenti. Vogliamo trasformare l’ascolto in accompagnamento reale e la vicinanza in una concreta rete di protezione, senza mai sostituirci a chi ha professionalità e competenze specifiche. Vogliamo essere una porta sicura a cui bussare se si ha bisogno di aiuto”.
Una rete territoriale per riconoscere i segnali e attivare i servizi
Il progetto punta quindi a creare un collegamento diretto tra il primo ascolto e la rete professionale già esistente, evitando che le donne che chiedono aiuto vengano lasciate sole dopo il primo contatto. La UIL Calabria sottolinea che il ruolo degli operatori sarà quello di accogliere, ascoltare e indirizzare verso i soggetti competenti, rispettando sempre la volontà della persona coinvolta e seguendo i protocolli previsti.
L’approvazione del programma “Spazio Sicuro UIL” è arrivata durante la prima seduta del nuovo Consiglio regionale della UIL Calabria successiva al congresso che ha portato all’elezione di Mariaelena Senese alla guida della Segreteria regionale. Con questo progetto il sindacato punta a rafforzare la propria presenza sociale sul territorio, mettendo a disposizione la propria rete organizzativa per offrire alle donne calabresi un ulteriore strumento di ascolto, sostegno e protezione.
