“Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia” aveva dichiarato Roberto Vannacci che, domenica 13 settembre sarà a Siderno per supportare Domenico Giannetta, candidato alle prossime Elezioni Suppletive. Eppure in Calabria il generale continua a perdere pezzi. Dopo che i comitati 144 e 1067 hanno ribadito la volontà di “distaccarsi dal partito del generale Vannacci“, una figura importante ha deciso di chiamarsi fuori: Giancarlo Talarico, eletto all’assemblea nazionale con il 70% di preferenze, ha dichiarato a “ilFatto.it” di non voler “più avere niente a che fare con questa gentaglia”.
Talarico è il primo membro dell’assemblea a uscire dal partito: “lascio tutto, l’assemblea, il comitato di cui sono presidente e l’associazione ‘Re Italo – Movimento Il mondo al contrario’ che avevo fondato prima ancora che nascesse FnV”. Talarico afferma che “almeno 1200 usciranno dal partito” con lui.
Qualche giorno fa era stato Francesco D’Aleo (presidente del comitato 297) a restituire la propria tessera contestando la linea di partito e l’assenza di attenzione nei confronti della base.
Talarico parla espressamente di “comportamenti e atteggiamenti che ritengo politicamente scorretti, personalistici e profondamente lesivi nei miei confronti da parte di chi coordina la Regione”, ovvero l’ex leghista Domenico Furgiuele. “Ho cercato più volte di richiamare l’attenzione sulla situazione, nella convinzione che il confronto, la correttezza e il rispetto dei ruoli potessero portare a una soluzione – continua Talarico – Purtroppo, le mie segnalazioni sono rimaste sostanzialmente inascoltate e non ho riscontrato volontà di confronto alla base di qualsiasi realtà politica seria”. La nomina “calata dall’alto” di Furgiuele è stata decisiva: “non ci fosse stato lui, sarei ancora in FnV. La meritocrazia non può essere soltanto una parola da utilizzare nei programmi e nei comizi. Aggregare è necessario” ma ciò non significa “spalancare le porte a chiunque senza una seria valutazione della storia politica, della credibilità e della coerenza delle persone che entrano”.
Talarico contesta l’idea di “prendere la ‘feccia’ dagli altri partiti e andare avanti con una ‘sporca dozzina’. Non è questo il progetto politico nel quale mi riconosco”. Tanto che “un ex delegato del mio comitato mi ha riferito che Furgiuele aveva messo una X sul mio nome e che avrebbe distrutto il mio comitato”. E quando Talarico esprime la proprie perplessità per la nomina di Furgiuele, da uno dei vertici del partito gli viene risposto che “siamo nella fase costituente. Non è facile in questa fase chiedere a una persona che non ha compenso di occuparsi a tempo pieno del partito”.
La rispota di Furgiuele
Furgiuele, coordinatore regionale di FN, respinge la ricostruzione: “in Calabria non ci sono malumori, anzi. Da quando sono stato nominato coordinatore, sono nati 30 comitati e si sono aggiunti al partito 2mila tesserati“. Poi l’attacco a Talarico: “probabilmente si è fatto un film e immaginava di arrivare chissà dove, per me stiamo parlando del nulla. Io sono stato eletto due volte in Parlamento, faccio politica da 30 anni, lui alle amministrative di Lamezia Terme ha preso 33 voti. Lezioni da lui non le accetto”.
Furgiuele ribadisce: “come ha detto il generale, Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia, il che significa vincere. Forza Italia sta deflagrando, il centrodestra tradizionale sta implodendo per causa nostra. Faccio un appello: porte aperte ai delusi di Forza Italia e Fratelli d’Italia”.
