Un gran bel pezzo di Catanzaro dello scorso anno sta incantando la Serie A. E non è un caso

Quattro protagonisti diversi, quattro storie accomunate dallo stesso punto di partenza: la squadra giallorossa è stata capace nella passata stagione di valorizzare giovani talenti e costruire percorsi di crescita oggi diventati realtà nel massimo campionato italiano

In panchina o in campo, dall’inizio o a gara in corso. Sono quattro, tanti, quanto basta per definirli un gran pezzo del Catanzaro dello scorso anno. Ecco, ora, quel gran pezzo di Catanzaro (che letta così fa anche sorridere) sta incantando la Serie A. È entrato a gamba tesa, forse anche oltre le aspettative, e in queste prime giornate sta stupendo la massima serie. Stupendo, o forse. Diciamo, fino a un certo punto. Perché chi lo scorso anno ha seguito il Catanzaro sa bene che non può essere affatto un caso. Il rendimento attuale di questi ragazzi non nasce dal nulla, ma è il risultato di un percorso costruito con lavoro, fiducia e continuità. Favasuli, Cissé, Liberali e Aquilani: chi si è ritagliato spazio con il tempo, chi lo sta facendo promettendo bene e chi invece ha già conquistato tutti fin dalle prime apparizioni.

Favasuli, da Africo alla ribalta nazionale con il Bologna

Partiamo dal più “influente”, almeno mediaticamente, di questo weekend. Costantino Favasuli. Dopo Napoli-Bologna, ne ha parlato praticamente chiunque. Dazn durante e dopo la gara, telegiornali e giornali nazionali, siti web e social network indistintamente. Tutti hanno apprezzato la fame del ragazzo che si è fatto da solo, partito da Africo, passato per il centro Italia, tornato al Sud, affermatosi con il Catanzaro e ora diventato a pieno titolo una delle rivelazioni degli azzurri.

Domenica è entrato in campo e ha cambiato la partita. Energia, intensità e personalità: Favasuli ha spaccato la gara, arrivando anche a servire l’assist decisivo a Lobotka. Una giocata che ha acceso i riflettori su un calciatore che già in Calabria aveva mostrato qualità importanti. Una foga agonistica invidiabile, talmente evidente da spingere anche Massimiliano Allegri a invitarlo a mantenere la calma. Un riconoscimento ulteriore per un giocatore che ha costruito la propria crescita passo dopo passo.

Cissé, il gioiello che il Milan si sta godendo

Tra coloro che si sono presi subito la scena, forse anche oltre le aspettative, c’è Cissé, oggi punto fermo del Milan di Amorim in attacco. Sin dall’inizio della stagione la forte ala si è presa il proprio spazio, scalando rapidamente le gerarchie e trovandosi subito protagonista nell’undici titolare, al fianco di Rabiot e alle spalle di Gonçalo Ramos. Personalità da vendere per il talento rossonero, che già lo scorso anno in Calabria aveva lasciato intravedere tutto il proprio potenziale. Con il Catanzaro era partito fortissimo, segnando gol importanti e regalando perle di rara bellezza. Sei gol nella passata stagione e la sensazione che, senza quell’infortunio che ne ha rallentato il percorso, la storia avrebbe potuto essere ancora diversa, nel finale di stagione, per i giallorossi. Il presente, però, racconta di un giocatore pronto per grandi palcoscenici.

Liberali e la crescita in un Como pieno di talento

Ha trovato meno spazio, ma ha già dimostrato il proprio valore anche Mattia Liberali. Il giovane centrocampista non è partito titolare soltanto perché inserirsi in un reparto molto forte e consolidato come quello del Como non è semplice. La concorrenza è elevata, ma il talento resta evidente. Liberali rappresenta un altro esempio della capacità del Catanzaro di accompagnare giovani calciatori verso livelli sempre più alti, mettendoli nelle condizioni di crescere e confrontarsi con ambienti competitivi.

Aquilani, il salto dalla Serie B alla Serie A senza paura

Menzione speciale anche per Alberto Aquilani. Il salto dalla Serie B alla Serie A? Non lo ha minimamente scalfito. L’ex allenatore del Catanzaro ha iniziato la nuova avventura sulla panchina del Sassuolo mostrando idee chiare, coraggio e una mentalità offensiva. Il bilancio parla di 7 punti in 4 partite, con una vittoria prestigiosa contro la Juventus. Una partita spettacolare, nella quale il Sassuolo è riuscito ad andare avanti per tre volte dopo altrettanti pareggi bianconeri, al termine di dieci minuti finali completamente folli. Aquilani, anche nei momenti più delicati, non ha scelto la strada più prudente: ha continuato ad attaccare, senza arroccarsi in difesa. Anche qui, non c’è da stupirsi per chi lo conosce: è stata la mentalità su cui ha basato l’approccio dei suoi lo scorso anno fuori e dentro il “Ceravolo”.

Il filo comune: il Catanzaro come laboratorio di talenti

Le storie di Favasuli, Cissé, Liberali e Aquilani raccontano qualcosa che va oltre i singoli risultati. Raccontano il valore di un progetto, quello del Catanzaro, che negli ultimi anni ha saputo diventare un ambiente ideale per far crescere giovani calciatori e allenatori. La Serie A li sta scoprendo oggi, ma in Calabria il loro talento era già evidente. Non è una sorpresa, dunque, vedere questi protagonisti affermarsi ai massimi livelli: dietro ogni esplosione c’è un percorso fatto di lavoro, fiducia e occasioni. Il grande pezzo di Catanzaro dello scorso anno oggi sta conquistando l’Italia. E per chi ha seguito da vicino il cammino dei giallorossi, più che una sorpresa è la conferma di una realtà capace di valorizzare il talento.