Suppletive Reggio Calabria, Galtieri rivendica il dato di Futuro Nazionale ma il risultato di Vannacci è un flop

Il risultato di Domenico Giannetta, fermatosi al 10,94%, accende il confronto politico dopo le suppletive. Il centrodestra ha conquistato il seggio con Fabio Roscioli al 51,02%, mentre Tito Galtieri di Futuro Nazionale parla di “straordinario trionfo” ma in realtà è un flop per il Generale

Il voto delle elezioni suppletive di Reggio Calabria continua ad alimentare uno scontro politico che va ben oltre l’elezione del nuovo deputato. Il dato definitivo è ormai cristallizzato, con la netta vittoria di Roscioli. È proprio il 10,94% ottenuto dal partito di Vannacci a essere diventato, nelle ore successive al voto, uno dei principali terreni di confronto. Un elemento, però, emerge con chiarezza dal risultato: il centrodestra vince nettamente, confermando la propria forza sul territorio senza modificare il proprio assetto politico per includere Futuro Nazionale. Il risultato di Roberto Vannacci è caratterizzato da un ridimensionamento, un flop, rispetto alle ambizioni manifestate durante la campagna elettorale. Anche il tentativo di mettere in discussione equilibri politici consolidati, accompagnato da una campagna caratterizzata da toni molto duri, accuse, insulti e forti polemiche, non ha prodotto un risultato tale da modificare gli equilibri del collegio. Per questo, la lettura proposta da Tito Galtieri, referente di Futuro Nazionale e del Comitato 1112 Reggio Calabria, che parla di “straordinario trionfo”, appare molto distante dal dato politico emerso dalle urne.

L’analisi di Galtieri distante dalla realtà

È Tito Galtieri, referente del Comitato 1112 Reggio Calabria, a fornire la lettura più entusiastica dell’esito delle urne. “I numeri vanno letti esclusivamente per la loro valenza politica, e l’esito di questo voto ci dice che Futuro Nazionale ha ottenuto uno straordinario trionfo – esordisce con fermezza Tito Galtieri. Un movimento politico nato da appena sei mesi, privo di apparati e di rendite di posizione, ha conquistato a Reggio Calabria un eccezionale 11% di consensi, decollando ben oltre la stessa media nazionale del partito, che si attesta all’8%. Un dato che diventa un’autentica impresa se consideriamo che abbiamo corso con un candidato eccellente come Mimmo Giannetta, il quale però, storicamente, possiede la stragrande maggioranza del proprio bacino elettorale nel collegio tirreno e non in questo territorio e una campagna elettorale di poche settimane, partendo solo il 23 agosto. Nonostante un candidato fuori collegio e tempi così ristretti, la nostra squadra in soli sei mesi ha strutturato una presenza organizzativa e militante capace di espugnare l’11% nel cuore di quello che tutti definivano il feudo inespugnabile di Forza Italia”, evidenzia.

Galtieri prova a scomporre il 51%

“Celebrano una vittoria al 51%, ma guardiamo freddamente i numeri. Parliamo di una corazzata composta da ben 6 apparati alleati, blindati dal peso istituzionale di un presidente della Regione tra i più graditi d’Italia e da un Sindaco reduce da un’affermazione al 66% a Palazzo San Giorgio “l’altro ieri”. La matematica non mente: se dividiamo quel 51% complessivo per le 6 forze politiche che componevano l’accozzaglia, la loro media reale è di appena l’8,3% a partito. Loro, uniti con tutte le istituzioni a favore, Sindaci, Assessori, Consiglieri e Deputati, si fermano all’8,3%; noi, da soli, nati da sei mesi e senza strutture di potere, firmiamo l’11% netto. Nelle urne abbiamo dimostrato, carte alla mano, un’affermazione importante, abbiamo dimostrato di essere una delle realtà di destra più solide e radicate della città, da oggi, Reggio non è più la provincia più azzurra d’Italia”. La tesi bizzarra di Galtieri punta dunque a confrontare il risultato unitario del centrodestra con quello ottenuto autonomamente da Futuro Nazionale.

L’11% diventa il terreno dello scontro politico

Il cuore del confronto, dunque, non riguarda il risultato numerico in sé, sul quale non ci sono dubbi, ma il suo significato politico. Futuro Nazionale interpreta il 10,94% come una base significativa dalla quale partire, soprattutto considerando la recente nascita del movimento. Va sottolineato che il candidato sostenuto dal generale è arrivato terzo, a  quaranta punti dal vincitore ed a venticinque punti dal candidato del centrosinistra. È inoltre significativo che Domenico Giannetta non fosse un candidato privo di una precedente esperienza politica. La sua storia in Forza Italia e il precedente ruolo di capogruppo regionale rappresentano un elemento da tenere in considerazione (oltre gli 11 voti di preferenza alle scorse regionali), quando si tenta di misurare quanto del consenso ottenuto sia riferibile alla figura personale del candidato e quanto al nuovo partito. Lo stesso Galtieri, del resto, nella propria dichiarazione riconosce l’esistenza di un radicamento elettorale personale di Giannetta, pur sostenendo che esso fosse concentrato soprattutto nell’area tirrenica e non nel collegio interessato dalle suppletive.

Galtieri guarda alle prossime elezioni: “gli equilibri politici storici sono ufficialmente saltati”

Nella parte conclusiva del comunicato, Galtieri sposta il ragionamento dalle suppletive agli appuntamenti elettorali che attendono il territorio.Il referente di Futuro Nazionale dedica inoltre un passaggio al risultato del centrosinistra, sostenendo che Benedetto non avrebbe ottenuto il pieno sostegno dell’intera coalizione.La sua analisi si chiude con una previsione politica molto netta: “sul fronte opposto, il centrosinistra esce frammentato, conscio del fatto che il candidato Benedetto non è stato supportato nei fatti dall’intera coalizione di appartenenza. Da questa tornata, gli equilibri politici storici sono ufficialmente saltati. Tra meno di un anno si tornerà alle urne e seguiranno altre grandi scadenze elettorali del territorio e i signori delle tessere dovranno stare molto attenti. Questa tornata ha dimostrato che senza l’onda d’urto del Generale Vannacci e senza il rispetto della nostra base coerente e pulita, le vecchie dinastie sono matematicamente destinate a perdere. Reggio Calabria ha scelto la dignità e la libertà”.