Oltre 200 laboratori, almeno 15mila visite previste e circa mille ricercatrici e ricercatori coinvolti. Sono i numeri della nuova edizione di SuperScienceMe – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026, l’iniziativa dedicata alla diffusione della cultura scientifica e al rapporto tra università, ricerca e cittadini. La manifestazione, giunta alla tredicesima edizione, è stata presentata alla Cittadella regionale di Catanzaro e si prepara a trasformare ancora una volta gli spazi coinvolti in luoghi aperti alla conoscenza, all’innovazione e alla scoperta. Il progetto nasce dalla collaborazione tra le principali realtà accademiche del territorio: Università della Calabria, Università Magna Graecia di Catanzaro, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Università degli Studi della Basilicata e numerosi istituti del Cnr calabresi e lucani.
SuperScienceMe 2026, una grande festa della scienza tra università e cittadini
La nuova edizione punta a rafforzare il legame tra il mondo della ricerca e la società, portando laboratori, esperimenti e attività scientifiche fuori dagli ambienti universitari per renderli accessibili a studenti, famiglie e cittadini. L’obiettivo della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori è infatti quello di avvicinare il pubblico alla ricerca attraverso un approccio diretto e partecipativo, mostrando come il lavoro quotidiano degli scienziati possa incidere concretamente sulla vita delle persone. Con oltre 200 laboratori scientifici programmati e la presenza di circa mille ricercatori, SuperScienceMe rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla divulgazione scientifica nel Mezzogiorno.
Il sostegno della Regione Calabria: finanziamento da 180mila euro
Nel corso della presentazione, l’assessore regionale all’Istruzione, Sport e Politiche per i giovani, Eulalia Micheli, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa, sottolineando il sostegno della Regione Calabria. “Quest’anno è sicuramente un appuntamento più importante perché rientra in una scelta politica e programmatoria del governo regionale che cofinanzierà l’iniziativa con fondi Poc 2014-2020“, ha dichiarato l’assessore. Il finanziamento regionale ammonta a 180mila euro e rappresenta un investimento sulla diffusione della conoscenza e sulle opportunità offerte dalla ricerca ai giovani calabresi. Secondo Micheli, la Cittadella regionale e Palazzo Campanella diventeranno “una vera e propria vetrina sull’innovazione” e sulle possibilità di crescita legate al mondo scientifico e tecnologico.
Greco: “l’università smette di essere una torre d’avorio”
Per il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, SuperScienceMe rappresenta anche un importante momento di collaborazione tra gli atenei regionali. “È un modo per tutte le università calabresi di sentirsi assieme e lavorare a un progetto condiviso insieme alle istituzioni scolastiche”, ha affermato il rettore. Secondo Greco, l’iniziativa ha il merito di avvicinare sempre più il mondo accademico alla comunità: “è un modo con il quale l’università smette di essere una torre d’avorio e sta vicino davvero ai cittadini e alla Calabria”. Un messaggio che sottolinea il ruolo sociale della ricerca e la necessità di rendere il sapere scientifico sempre più accessibile.
La ricerca incontra il territorio: il ruolo dell’Università Mediterranea
Anche l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha sottolineato l’importanza del rapporto tra ricerca e cittadini. Il prorettore vicario Massimo Lauria ha spiegato che la sfida principale della manifestazione è proprio quella di creare un collegamento diretto tra gli atenei e la società. “La grande scommessa della Notte dei ricercatori è proprio quella di mettere in contatto gli atenei, la ricerca che si svolge presso gli atenei, con la cittadinanza”, ha dichiarato Lauria. L’appuntamento si inserisce così in una rete più ampia di iniziative dedicate all’innovazione, alla valorizzazione delle competenze e alla diffusione della cultura scientifica.
Cuda: “il sistema universitario calabrese si muove in maniera coerente”
Il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, ha evidenziato il valore della collaborazione tra le diverse realtà accademiche coinvolte. Secondo Cuda, la manifestazione dimostra che: “Il sistema universitario calabrese si muova in maniera coerente, in maniera sintonica”. Il rettore ha inoltre ricordato l’impatto positivo che iniziative come SuperScienceMe possono avere sulle scelte future degli studenti delle scuole superiori, contribuendo a orientare i giovani verso percorsi universitari e professionali legati alla ricerca.
Scuola e ricerca insieme per formare cittadini consapevoli
Un ruolo centrale nel progetto è rappresentato anche dal rapporto con il mondo della scuola. La direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale, Loredana Giannicola, ha definito l’iniziativa un progetto dall’“alto valore formativo”. Secondo Giannicola, SuperScienceMe permette agli studenti di avvicinarsi alla costruzione della conoscenza attraverso un metodo scientifico, contribuendo alla formazione di “una cittadinanza consapevole”. La partecipazione dei giovani diventa quindi uno degli elementi fondamentali della manifestazione, che punta non soltanto a divulgare informazioni scientifiche, ma anche a stimolare curiosità, spirito critico e interesse verso il futuro.
Università, Cnr e istituzioni unite per la tredicesima edizione
Alla presentazione hanno partecipato anche Lidietta Giorno, responsabile di SuperScienceMe per il Cnr, e Giovanna Rizzo, coordinatrice del progetto per l’Università degli Studi della Basilicata. La tredicesima edizione conferma dunque la forza di una rete che unisce università, centri di ricerca, istituzioni e scuole, con l’obiettivo comune di rendere la scienza protagonista del territorio. Con migliaia di visitatori attesi e centinaia di attività in programma, SuperScienceMe 2026 si prepara a essere un grande appuntamento di divulgazione e partecipazione, portando la ricerca calabrese e lucana sempre più vicino ai cittadini.
