Scuola e caldo in Calabria, l’ipotesi del rinvio apre il dibattito: la tutela degli studenti non può tradursi in chiusure automatiche

L’appello di Veronese a Occhiuto riapre il confronto sul caldo negli istituti: tutelare studenti e personale è prioritario, ma la soluzione non può essere sempre lo stop alle attività didattiche.

Il prof. Simone Veronese, Responsabile della Comunicazione Nazionale ANIEF – Dipartimento Diamante, ha inviato una lettera al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto chiedendo di valutare “il posticipo dell’inizio delle lezioni nelle scuole calabresi al 21 settembre 2026, qualora le previsioni meteorologiche confermassero il permanere di temperature particolarmente elevate”. Alla base della richiesta, secondo Veronese, c’è la necessità di tutelare la salute e il benessere psicofisico di studenti e personale scolastico. Un tema certamente rilevante, soprattutto in presenza di edifici privi di adeguati sistemi di climatizzazione. Tuttavia, la proposta di rinviare l’apertura delle scuole solleva anche interrogativi sull’opportunità di ricorrere alla chiusura o allo slittamento delle attività didattiche ogni volta che si presenta una situazione critica, senza affrontare le carenze strutturali degli istituti. Il rischio è che il calendario scolastico finisca per essere condizionato da emergenze contingenti, mentre la priorità dovrebbe essere quella di garantire ambienti adeguati e sicuri attraverso interventi programmati, dalla riqualificazione degli edifici all’adozione di misure concrete per affrontare le alte temperature.

Secondo Veronese, “in molte scuole calabresi studenti, docenti e personale ATA sono costretti a permanere per diverse ore in aule prive di climatizzazione, spesso con un numero molto elevato di alunni. In presenza di temperature esterne ancora molto alte, le condizioni interne possono diventare difficilmente compatibili con una normale attività didattica”. La questione resta dunque in equilibrio tra due esigenze: da una parte la necessità di tutelare studenti, lavoratori e soprattutto le persone più fragili; dall’altra il dovere di garantire continuità al diritto allo studio, evitando che il ricorso al rinvio delle lezioni diventi una risposta ordinaria a problemi che richiedono soluzioni strutturali.

La tutela dei più fragili al centro della richiesta

Particolare attenzione viene richiesta “per gli alunni e i lavoratori più fragili, le persone con disabilità e i soggetti tutelati dalla Legge 104/1992”, soprattutto nei casi in cui siano presenti patologie che potrebbero essere aggravate dall’esposizione prolungata al caldo. “La scuola – prosegue Veronese – deve essere il primo luogo in cui vengono protetti i più fragili. Non possiamo pensare che un ragazzo con una grave disabilità o una patologia importante debba trascorrere cinque o sei ore in un’aula sovraffollata e senza climatizzazione con temperature molto elevate”. Una questione delicata, che richiede certamente attenzione, ma che dovrebbe spingere soprattutto verso interventi strutturali.

Il calendario scolastico e la richiesta alla Regione

Nella lettera viene richiamato anche il ruolo istituzionale di Occhiuto quale Presidente della Regione e autorità territoriale di Protezione civile. Veronese chiede alla Regione di valutare, attraverso i settori Istruzione, Sanità e Protezione civile, l’evoluzione delle condizioni climatiche nei giorni precedenti alla riapertura. L’ANIEF richiama inoltre il calendario scolastico regionale, che per il 2026/2027 prevede “un numero di giornate di lezione superiore al minimo nazionale previsto dalla normativa”, elemento che potrebbe consentire una rimodulazione dell’avvio delle attività. “Non si tratta di chiedere più vacanze – precisa Veronese – ma di stabilire se esistano realmente le condizioni ambientali e climatiche per garantire una permanenza sicura all’interno delle scuole. Il diritto allo studio non può essere contrapposto al diritto alla salute”. Un eventuale rinvio delle lezioni rappresenterebbe una misura straordinaria, ma il dibattito solleva una questione di fondo: il caldo non può diventare una giustificazione automatica per non riaprire le scuole.